Per il sesto anno consecutivo torna al Castello di Grinzane Cavour, in collegamento live con Londra e New York, il progetto di responsabilità sociale che vedrà battute all’asta da Christie’s. 15 barrique di Barolo Gustava 2025 e i lotti comunali di Barolo e Barbaresco donati dalle cantine del Consorzio. In più, per la prima volta in questo 2026 saranno messe all’incanto anche bottiglie storiche, con annate fino al 1996. L’obiettivo? continuare a sostenere quasi 100 progetti sociali e culturali in Italia e nel mondo, grazie a incassi che anno dopo anno hanno visto una crescita ininterrotta: dai 666 mila euro del 2021 fino alla cifra record di 1.130.300 euro registrata nel 2025.
Il vino come pretesto per esercitare la responsabilità sociale
Promosso da Fondazione CRC e Fondazione CRC Donare ETS con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, con il patrocinio di ACRI – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Barolo en primeur è un progetto internazionale di responsabilità sociale che dal suo debutto nel 2021 ad oggi ha permesso di raccogliere oltre 4,5 milioni di euro ognuno dei quali si trasforma interamente in valore sociale perché destinato a sostenere, in Italia e nel mondo, quasi 100 progetti che mettono al centro le persone e operano in ambito sanitario, sociale, educativo e culturale. Un’iniziativa che, come ha dichiarato Giuliano Viglione, Presidente di Fondazione CRC Donare ETS, pur essendo nata con un forte radicamento territoriale, ha saputo aprirsi al mondo, esprimendo un concetto e un modello di “ filantropia di comunità” senza confini e senza uguali.

Un appuntamento che porta l’eccellenza piemontese nel mondo
All’asta allestita come di consueto nel suggestivo scenario di Castello di Grinzane Cavour, verranno battute sotto il martelletto di Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, 14 barrique di Barolo Gustava dell’annata 2025, provenienti dalla storica vigna situata ai piedi del Castello stesso e già vitata all’epoca in cui questo era residenza del Conte Camillo Benso. Il tutto si svolgerà in collegamento live con Londra e New York, le due capitali mondiali del consumo di fine wine, a conferma della proiezione internazionale del progetto.

Una quindicesima barrique sarà invece battuta all’asta domenica 8 novembre durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, sempre da Grinzane, in collegamento live con Hong Kong. A scandire la serata dell’asta confermata la presenza di Federico Basso, artista performativo che con i suoi interventi non convenzionali accompagnerà l’assegnazione dei lotti.
Le novità dell’edizione 2026
Accanto alle barrique – che portano la firma dell’enologo Donato Lanati, considerato un’autorità internazionale nel proprio settore, che ha parcellizzato la Vigna Gustava in base a esposizione, altitudine ed età delle viti, vinificando ogni porzione separatamente per conferire a ciascuna una personalità unica – che daranno origine ciascuna a 270 bottiglie di Barolo – che potranno essere consumate o immesse nel mercato al termine dei 38 mesi minimi di invecchiamento previsti dal disciplinare – per la prima volta saranno proposte ai compratori anche 31 bottiglie storiche, con annate che risalgono fino al 1996. Tra queste spiccano le celebrate 2010 e 2016, la verticale 2009-2011 di Cannubi e il 5 litri di Bussia 2012, anche se, con 630 litri in asta, la protagonista rimane comunque l’annata 2025, frutto di una stagione regolare ed equilibrata, la cui qualità è stata attestata da Antonio Galloni, CEO di Vinous e critico enologico di fama internazionale.

Tutti i pezzi fanno parte dei 7 lotti comunali di Barolo e Barbaresco frutto delle donazioni di 39 cantine del Consorzio: di questi, 6 dedicati ai grandi Comuni del Barolo — Barolo, La Morra, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Castiglione Falletto, Verduno e Novello — e uno di Barbaresco – dai Comuni di Barbaresco, Neive e Treiso–. In tutto 681 bottiglie, per oltre 660 litri di vino, bordolesi, magnum, doppi magnum e un esemplare da 5 litri, con etichette che attraversano le menzioni geografiche più celebri delle due denominazioni (da Cannubi a Bussia, da Villero a Vignarionda, dalle Rocche dell’Annunziata a Ginestra).
La rinnovata attenzione all’autenticità
Confermata anche per il 2026 l’attenzione a garantire l’autenticità delle bottiglie di Vigna Gustava grazie all’utilizzo del tag di certificazione digitale NFC (Near Field Communication,), realizzato da Tesisquare attraverso il suo IoT Competence Center Elision in collaborazione con la PMI innovativa Autentico Srl, e posto sotto l’etichetta di ciascuna bottiglia. Invisibile all’occhio umano, ma leggibile da qualsiasi smartphone, il tag contiene un codice univoco e crittografato, impossibile da clonare, che garantisce origine, tracciabilità e integrità di ogni bottiglia e dà accesso a una scheda digitale con le note organolettiche di Donato Lanati, il giudizio en primeur di Antonio Galloni – CEO di Vinous e critico enologico di fama internazionale – e una webcam live sulla Vigna Gustava e sul Castello.

Il vino incontra l’arte in un’etichetta
Anche per questa sesta edizione Barolo en primeur non smentisce il proprio legame con l’arte rinnovando il coinvolgimento di artisti internazionali per la realizzazione di un’etichetta iconica dell’appuntamento annuale. Dopo Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Otobong Nkanga, Susan Philipsz e Giulia Cenci, stavolta a vestire le bottiglie sarà Sol Calero (Caracas, 1982), artista venezuelana di base a Berlino: finalista nel 2017 del Preis der Nationalgalerie, ha protagonista nel 2024 della 60ª Biennale di Venezia nonché firmataria di opere esposte in istituzioni come la Tate Liverpool e il MASP di San Paolo. Già legata al Piemonte grazie a “La Cantina de Guarene”, l’opera permanente esposta nel Parco d’Arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, nel Roero, per l’occasione rinnova il suo rapporto con la regione grazie all’opera intitolata “Paisaje de vino”, una veduta notturna delle Langhe: colline e filari si dischiudono in livelli sovrapposti di verde, turchese, viola e blu, con una luna luminosa al centro e forme dorate e lavanda che evocano stelle e grappoli. La scelta dell’artista nasce dalla collaborazione con Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027, che accompagnerà anche la prossima edizione di Barolo en Primeur.

Un appuntamento che celebra la resilienza del vino di qualità
In un’epoca caratterizzata da profondi cambiamenti che stanno trasformando il mondo del vino – tra consumi in evoluzione e mercati storici più complessi da leggere – Barolo en Primeur testimonia la capacità dei fine wine italiani di mantenere il loro posizionamento sul mercato internazionale, con i produttori nazionali nella classifica dei più influenti al mondo che sono raddoppiati in sette anni. Ma non solo: come ha affermato Sergio Germano, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Barolo en primeur è la sintesi più alta di una capacità territoriale di fare squadra e mettere il vino al servizio della solidarietà.

