Una vita “speziata” e un approccio imprenditoriale innovativo sostenuto da un’indole creativa, instancabile e sempre proiettata a immaginare qualcosa di diverso dall’abituale: Alfonso Vitaletti è stato un un self-made man che ha saputo costruire una solida e autentica realtà italiana e rivoluzionare la percezione delle spezie da parte del pubblico italiano, facendole entrare a pieno nelle abitudini di consumo nazionali. A partire dal pepe.

Una storia di successo, partita dal basso
Italpepe vede ufficialmente la luce il 20 settembre 1969, ma la sua storia inizia molto prima.
Alfonso Vitaletti, il suo fondatore, è infatti nato nel 1934 a Liceto, una cittadina con solo poche decine di abitanti ai piedi degli Appennini fra l’Umbria e le Marche, ma dall’età di tre anni è vissuto a Roma. Primo di tre fratelli e proveniente da una famiglia di umili contadini, una volta finita la scuola dell’obbligo, come molti suoi coetanei dell’epoca, ha abbandonato presto gli studi per entrare nel mondo del lavoro, facendo della vita la sua scuola e maestra e non rinunciando mai ad approcciarsi alla realtà con uno sguardo curioso, innovativo e lungimirante.

Imprenditoria al profumo di caffè e pepe
Dapprima meccanico – e parallelamente addetto alle consegne per il negozio di alimentari che il fratello gestiva nella Capitale – poi addetto marketing presso la Star – la nota marca di dadi –, arrotondava lo stipendio rivendendo il caffè che acquistava direttamente dalle torrefazioni romane. Qui tuttavia non si smerciava solo caffè ma anche centinaia di spezie profumate, e il giovane Alfonso – all’epoca poco più che ventenne – ne rimase tanto affascinato da decidere di avviare un business in quel settore, focalizzandosi sul pepe. Si trattava tuttavia di un prodotto di nicchia e di basso consumo come il pepe, e per sormontare questo ostacolo e aumentare le richieste furono necessarie promozioni e idee innovative: dal kit per la spiaggia in omaggio per i clienti che avessero acquistato una certa quantità di prodotto ad altre promozioni speciali.

La rivoluzione in un vasetto
Fondamentale per l’affermazione del pepe in tutte le cucine d’Italia fu l’idea di confezionarlo dapprima in pratici spargitori di plastica e poi all’interno di vasetti di vetro provvisti di macinino – disegnati dallo stesso Vitaletti e realizzati ad hoc da una vetreria di Bologna – tanto belli da invogliare le donne dell’epoca a sfoggiarli in cucina come preziosi soprammobili e i proprietari delle botteghe a metterli in bella vista – anche grazie agli strategici espositori di legno, pratici e raffinati, progettati dallo stesso Alfonso –.
Sono gli anni Settanta e Italpepe, ancora in via di sviluppo, era formata solo dal fondatore e un garzone. Per far crescere l’azienda Alfonso decise di investire e firmare contratti con altre realtà imprenditoriali, con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare i suoi prodotti in tutto il mondo.
Da allora l’espansione del brand non si è più arrestata e ancora oggi Italpepe esporta in tutto il mondo, ha contratti di distribuzione in Italia e nel resto del globo e rapporti commerciali con altrettanti Paesi internazionali.

Un visionario precursore dei tempi
Da alcuni paragonato a Leonardi da Vinci, a modo suo è stato un innovatore, Alfonso Vitaletti è stato un uomo “ante litteram” che ha saputo costruirsi da solo e vedere oltre il suo tempo, facendo ciò che prima di allora non era mai stato fatto. Non si è mai fermato di fronte alle complessità ed è stato in grado di creare una delle più grandi aziende italiane di spezie, che rifornisce molte delle grandi insegne della grande distribuzione e continua a ricercare i massimi standard di qualità per i suoi prodotti.

Una passione lunga 92 anni
Alfonso Vitaletti – nel ruolo di Presidente – ha diretto la sua azienda fino all’ultimo, senza mai perdere la capacità di prendere decisioni e senza mai perdere la motivazione e l’entusiasmo delle origini, orientandosi sempre all’innovazione continua, alla sperimentazione e alla crescita di competenze e valori. Oggi spetta alle persone che più ha amato il compito di continuare il suo lungo viaggio, ispirandosi all’eredità di un uomo che è stato in grado di creare una grande “famiglia del pepe”.

