Per la sua posizione geografica, Castello Bonomi è una delle prime aziende ad effettuare la vendemmia in Franciacorta, rigorosamente a mano e utilizzando piccole casse. Queste attenzioni, unite alle caratteristiche del suolo, al clima e a pratiche colturali pensate per salvaguardare lo stato di salute di ogni singola vite, garantiscono ai suoi vini e spumanti standard di qualità eccellente. In più quest’anno la vendemmia è avvenuta con un decorso più lento rispetto ad altre annate, assicurando a ogni singolo grappolo d’uva di raggiungere la maturità ideale.

Un’oasi microclimatica mediterranea
Unico château della regione, Castello Bonomi sorge all’interno di un anfiteatro naturale occupato da un parco secolare nel comune di Coccaglio, in cui si estendono 32 ettari di vigneti a gradoni fino a un’altezza di 275 m sul livello del mare, riparati dai venti alpini dal Monte Orfano e avvantaggiati da un’esposizione a sud-est e sud-ovest in pendio, che assicura un perfetto irraggiamento solare, con una piovosità inferiore del 20% rispetto alle altre zone della Franciacorta. In questa vera e propria oasi microclimatica, il clima temperato caratterizzato da buone escursioni termiche consente una maturazione ottimale delle uve, destinate a entrare nella produzione delle bottiglie firmate dall’azienda.

Una vendemmia tradizionale che garantisce l’eccellenza
I vigneti di Castello Bonomi (la cui età media è di 20 anni) sono suddivisi in 39 parcelle di cui 6 diversi cru, vendemmiati e vinificati separatamente, in modo da esaltare, attraverso le micro parcellizzazioni, le caratteristiche e l’identità di ogni lembo di terra. La vendemmia avviene manualmente e si svolge nell’arco di più giorni, in modo da consentire a ciascuna pianta di ogni singola parcella di raggiungere la piena maturità tecnologica ed il giusto equilibrio tra zuccheri e acidità delle uve.
Il 2026 si preannuncia una buona annata
Quest’anno la vendemmia a Castello Bonomi è iniziata lo scorso venerdì 31 luglio, con circa una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno. Roberto Paladin, titolare dell’azienda insieme al fratello Carlo, ha spiegato che “sarà una vendemmia complessa ma che si preannuncia buona”. L’annata è iniziata con un inverno che ha soddisfatto le ore di freddo e la frequenza di piogge utili per uno sviluppo ottimale delle viti e una fioritura regolare, seguito da una primavera con un giugno molto caldo che ha avuto un ruolo importante nell’accelerazione delle fasi fenologiche, mentre la prolungata siccità dello stesso mese ha sottoposto le piante a una dura prova, rendendo necessari all’irrigazione di soccorso per le viti più giovani. Le vigne vecchie invece, con il loro apparato radicale profondo, hanno sopportato meglio questa condizione estrema e “dal punto di vista qualitativo saranno proprio queste piante a dare le soddisfazioni maggiori” in questo 2026.

La capacità e l’esperienza dell’uomo faranno la differenza
Come sempre a fare la differenza sul risultato finale saranno la competenza e l’attenzione umana, che dalla selezione delle uve in vigna alla raccolta manuale e al frazionamento dei mosti in cantina, è fondamentale per ottenere Franciacorta con lunghi affinamenti che, in linea con la filosofia aziendale, nascono con l’obiettivo di rappresentare al meglio le caratteristiche di questo terroir unico.

