Per accogliere la bella stagione, in cui ogni momento si trasforma in un’occasione da vivere e assaporare con calma – un aperitivo in compagnia, una cena che si protrae fino a tarda sera o un picnic all’aria aperta – Cantina Altemasi propone una nuova referenza che racchiude i profumi e i colori dell’estate in montagna.
Il meglio dei masi più alti nel bicchiere
Come tutti i Metodo Classico Trentodoc Altemasi, il nuovo Rosé è prodotto nei vigneti trentini più vocati e si fa espressione dell’autenticità di una produzione viticoltura di montagna, indissolubilmente legata a un territorio dalla profonda vocazione spumantistica, nonché della consolidata esperienza e tradizione di Cavit (Cantina Viticoltori del Trentino), una una cooperativa che unisce 11 cantine sociali per un totale di 5250 viticoltori.
Gusto unico dato dall’incontro tra metodo e territorio
Il gusto unico delle referenze Altemasi, è frutto del patrimonio aromatico del suo territorio d’origine, delle sue selezionate cuvée coltivate su una ricca varietà di suoli e del sapiente, paziente lavoro dell’enologo, che riesce a trasformare le uve in un Metodo Classico in cui l’identità trentina traspare in ogni calice con un’eleganza autentica. Il nuovo Rosé non fa eccezione e traduce in uno stile unico e inconfondibile l’energia e l’atmosfera di un giugno vissuto in montagna.
L’estate da gustare a partire dai sentori del bosco
Lo stile Altemasi affonda le radici nelle colline più alte del Trentino, tra i 450 e i 750 metri s.l.m., dove maturano le uve Chardonnay e Pinot Nero, che a queste altitudini subiscono forti escursioni termiche che ne determinano il profilo aromatico e favoriscono il mantenimento di un tenore acidico importante, fattori che risultano indispensabili per permettere lunghi periodi di affinamento sui lieviti. Questa viticoltura di montagna, esaltata dalle competenze enologiche, consente agli spumanti Altemasi di esprimersi in un fresco bouquet di grande complessità ed eleganza.
In particolare, il nuovo Rosé rappresenta un’armonica unione tra l’eleganza e la struttura delle uve autoctone e un raffinato bouquet di piccoli frutti: dalle ciliegie mature, ai ribes e alle fragoline di bosco che ricordano i sapori della stagione, insieme al colore rosa tenue e al profumo, ricco e persistente ma allo stesso tempo equilibrato ed elegante.

Dal terreno all’affinamento: i fattori che fanno la differenza
Lo Chardonnay utilizzato per produrre Altemasi Trentodoc Rosé è coltivato su terreni prevalentemente di origine fluvioglaciale, mediamente profondi, tendenzialmente calcarei e ricchi di scheletro; il Pinot Nero cresce invece su suoli di natura vulcanica, originati sui basalti dell’altipiano di Brentonico, con tessitura di medio impasto e ben strutturati. In entrambi i casi l’uva è vendemmiata manualmente e conferita in casse alle cantine dove avviene la vinificazione, realizzata pigiando lentamente solo gli acini interi dello Chardonnay per separare le diverse frazioni di mosto che, inoculato con lieviti selezionati, fermenta a temperature controllate in recipienti di acciaio inox. Il vino proveniente da Pinot Nero è ottenuto col sistema del “cappello sommerso”, che consiste nel lasciare il mosto a contatto con le bucce fino ai primi segnali di inizio fermentazione; poi si procede a separare solo il mosto facendo proseguire la fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata. In questo modo si ottiene dalla buccia il colore tenue e delicato segno distintivo del Trentodoc rosato Cavit. Nella primavera successiva si effettua la presa di spuma in bottiglia con permanenza sui lieviti per almeno 15 mesi. Alla sboccatura viene effettuato un piccolo dosaggio di “liqueur d’expédition”.
Caratteristiche e abbinamenti di Altemasi Trentodoc Rosé
Con il suo colore rosa tenue con leggeri riflessi ramati, spuma bianca, perlage fine e persistente, profumi complessi con note fruttate, sapore ricco ma equilibrato e con un retrogusto persistente, il nuovo Altemasi Trentodoc Rosé – servito tra gli 8 e i 10 °C – è ideale per l’aperitivo ma adatto anche all’abbinamento a tavola, soprattutto con minestre, secondi piatti a base di carne bianca o selvaggina di penna.

