Natura, silenzio e un’accoglienza schietta e genuina come il paesaggio alpino circostante: “Radici d’alta quota” vuole essere un’esperienza immersiva tra le montagne del Trentino, attraverso la scoperta dei suoi sapori più autentici e il racconto del savoir faire caratteristico delle realtà che in questo ecosistema operano ogni giorno per trasformare in prodotti eccellenti i frutti di un territorio segnato da una viticoltura e un’agricoltura definite “eroiche”.
Un racconto insider del Trentino attraverso due realtà iconiche del territorio
L’iniziativa prende forma per volontà di Rinaldi 1957, lo storico distributore italiano di vini e distillati con sede a Bologna, che in questa circostanza promuove un racconto del Trentino attraverso Distilleria Pilzer e Cantina di Trento.

Distilleria Pilzer
Distilleria Pilzer è un’azienda a gestione familiare con sede nella suggestiva frazione di Portegnàc (o Portegnago) di Faver, un luogo silenzioso circondato da maestose montagne e boschi, che nasconde gelosamente una parte di storia della Valle di Cembra. Qui i fratelli enologi Bruno e Ivano Pilzer, seconda generazione al timone dell’attività, portano avanti con con innovazione, nuove idee e nuovi prodotti, l’arte del lambicar (un tempo sinonimo di ingegno e sopravvivenza contadina) iniziata dal padre Vincenzo nel 1957, quando ancora la sede era situata a Faver, ai piedi delle Dolomiti. Oggi quel rigore artigianale delle origini si arricchisce dei vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, da una solida conoscenza scientifica e da una visione globale maturata attraverso viaggi e contatti con altre distillerie in tutto il mondo. Il risultato è un modello produttivo tecnicamente rigoroso e all’avanguardia, rispettoso della materia prima e capace di restituirne l’eleganza olfattiva all’interno dei distillati che continuano a rappresentare una delle pagine più autentiche e autorevoli della distillazione d’autore trentina.
La Grappa resta la regina indiscussa di casa, oggi valorizzata sia in versione bianca da Monovitigno (Grappa di Müller Thurgau, Grappa di Traminer e Grappa di Pinot Nero) sia attraverso lunghi e complessi invecchiamenti (Grappa Delmè, Grappa Delmè Invecchiata 6 anni e Grappa Delmè Riserva di Traminer). Ad essa di affianca una nuova e diversificata gamma di spirits:
- I Gin: Gin Vento, nato dall’unione tra le botaniche trentine e gli agrumi delle limonaie del Garda e GinPilz, iconico London Dry Gin nato dopo uno studio approfondito sullo Jenever belga e perfezionato tra il Trentino, la Germania e Taiwan. Distillato da un’infusione di ginepro ed erbe alpine (tra cui asperula e pino), il suo nome unisce il soprannome di Bruno (Pilz, “fungo” in tedesco) e l’iconografia del Curling, sport praticato ad alti livelli dal figlio Andrea, raffigurato in etichetta;
- Brandy Portegnàc 16 anni: progetto manifesto nato dagli studi a Cognac e dalla vinificazione in bianco dell’autoctono Lagarino, uva storicamente “povera” ma dall’acidità perfetta. Distillato nel 2006 e rimasto a maturare per 16 anni in botti di quercia francese suggellate dalla Dogana, rappresenta un tributo al padre Vincenzo e alla storia locale di Portegnàc;
- Acquaviti di frutta e Rum: dagli storici distillati di Pere Williams fino al Rum Riserva 7 anni, prodotto in valle da canna da zucchero, a testimonianza di una spinta innovativa che guarda al mondo senza perdere le proprie radici.

Cantina di Trento
Cantina di Trento invece è una “Cantina Sociale”, una vera e propria Cooperativa nata nel 1956 per unione di 11 agricoltori trentini unitisi con l’obiettivo di difendere e promuovere il territorio e i suoi prodotti grazie all’unione delle forze di chi in quel territorio vive e lavora ogni giorno, al tempo stesso favorendo il miglioramento morale ed economico dei soci, attraverso opportune iniziative capaci di incrementare la produzione viticola e consentire la lavorazione e la vendita in comune del prodotto. Il tutto con l’obiettivo di permettere anche ai produttori più piccoli di affrontare il mercato traendone profitto.

Oggi come allora, l’intuizione originaria basata sul principio “’unione fa la forza” si rivela vincente – come testimonia l’aumento del numero dei soci (oggi ben 400) e della quantità di uva conferita – e viene portata avanti con un approccio al passo coi tempi. Dal 2009, per esempio, la Cantina Sociale di Trento si è trasferita in una nuova sede immersa nei vigneti a sud della città, edificata secondo criteri di sostenibilità e capace di rispondere alle esigenze imposte dal presente e dalla necessità di rendere compatibile con l’ambiente e qualitativamente migliore una produzione che si inserisce in uno scenario di viticoltura di montagna fatto di roccia, escursioni termiche e una tradizione produttiva quasi artigianale.


Attualmente Cantina di Trento opera come una grande azienda agricola, diretta da Alfredo Albertini, che vanta un’esperienza ventennale nel mondo del vino e delle cooperative, e Giorgia Brugnara, che con la sua visione enologica unisce rigore tecnico e sensibilità (testimoniata anche dalle certificazioni EQUALITAS e SQNPI). Il risultato è un approccio produttivo che guarda al futuro, partecipando allo sviluppo responsabile delle denominazioni locali, in linea con le sfide del cambiamento climatico e dell’evoluzione dei gusti dei consumatori, sempre più alla ricerca di autenticità e freschezza.

La produzione si basa sulla lavorazione delle uve coltivate prevalentemente sulle colline che circondano la città di Trento e che si trasformano in referenze che parlano la lingua delle Alpi ed esprimono una moltitudine di varietà pedologiche, terreni vulcanici (porfirici) e marnosi (antico fango marino) che ne definiscono il carattere. Il risultato sono etichette che valorizzano le peculiarità di ogni microzona nel rispetto dell’ambiente e del territorio.
In particolare Cantina di Trento interpretare con slancio contemporaneo la vocazione spumantistica del territorio con il Trento DOC, la sua “via alpina al metodo classico” (il primo in Italia, e uno fra i primi al mondo, ad aver ottenuto la Denominazione di Origine Controllata), espressione di un’identità collettiva, dal carattere fresco e deciso, caratterizzato da sapidità minerale, nerbo acido ed eleganza. Lo Chardonnay, chiamato ancora “borgogna bianco” dagli anziani del luogo e consolidato nello storico della viticoltura locale, è il vitigno principe, capace di esprimere con ampie sfumature le diversità delle microaree; gli si affianca il Pinot Nero per donare maggiore complessità e come base per lo spumante Rosè.


Visite, degustazioni, laboratori olfattivi e un’esperienza gastronomica stellata
Nata con l’obiettivo di raccontare il territorio trentino attraverso l’esperienza diretta della sua essenza fatta di sobrietà, precisione, rispetto del tempo e profonda conoscenza della materia prima e delle tecniche della sua rispettosa trasformazione, “Radici d’alta quota” si declinerà attraverso visite dedicate, degustazioni guidate, laboratori olfattivi e un’esperienza gastronomica stellata al Ristorante El Molin dello chef Alessandro Gilmozzi.

Il risultato sarà un viaggio alla scoperta di un territorio custode di un patrimonio enologico, distillatorio e culinario eroico, in cui l’altitudine, il clima e le caratteristiche del suolo diventano parte integrante di produzioni che nascono dall’incontro tra natura, esperienza e sapere umano.
Un ambiente schivo in cui il ritmo delle attività umane è ancora dettato dai tempi del bosco e delle stagioni e in cui anche i maestosi paesaggi contribuiscono a far sentire l’essere umano parte di un tutto che rifugge al suo potere di controllo e governo.
Un viaggio coerente con l’identità di Rinaldi 1957
“Rinaldi cerca da sempre prodotti extra-ordinari, che alle spalle abbiamo storie e personaggi capaci di lasciare un segno. Di fatto, dietro ogni bottiglia che scegliamo di portare a tavola ci sono vite, luoghi e passioni che meritano di essere raccontati. Con “Radici d’alta quota” abbiamo voluto accompagnare la stampa in un viaggio immersivo nel Trentino, tra natura, silenzio e meraviglia. Distilleria Pilzer e Cantina di Trento rappresentano perfettamente la cultura del ben fatto che sentiamo profondamente affine: quella in cui rigore, misura e umiltà non hanno bisogno di essere ostentati, perché arrivano precisi ad ogni sorso.” afferma Valentina Ursic, Direttrice Marketing e Comunicazione di Rinaldi 1957.

