HIP Italia: parte da Bologna la ricerca delle nuove formule dell’ospitalità contemporanea

Tre giornate dedicate ai professionisti della ristorazione, dell’hôtellerie e del fuori casa in generale, con focus su gestione, tecnologie, capitale umano e trasformazione dei consumi nell’horeca

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Quali strategie di gestione di un’impresa dell’ospitalità si riveleranno vincenti nel prossimo futuro? Di quali tecnologie potranno avvalersi quotidianamente i professionisti dell’horeca? Come si può difendere la redditività nonostante l’aumento costi e l’attuale difficoltà nel reperire personale qualificato? Questi alcuni dei temi che saranno al centro della prima edizione italiana di HIP – Horeca Professional Expo, in programma dal 19 al 21 ottobre 2026 negli spazi di BolognaFiere. 

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Debutto italiano di un format già consolidato all’estero

L’appuntamento italiano prende forma sulla scorta del successo già registrato in Spagna e sceglie per il debutto tricolore una formula sempre più orientata all’aggiornamento e al confronto tra professionisti, oltre che alle relazioni commerciali, attraverso un ricco programma di incontri pensati per favorire uno scambio di competenze, esperienze e riflessioni sulle dinamiche attuali e future che determineranno una fisiologica trasformazione del comparto horeca in tutti i suoi aspetti e declinazioni. 

La scelta della location non è casuale

La scelta dell’Emilia-Romagna quale cornice della prima edizione tricolore della Fiera dell’innovazione Horeca risponde a un fine preciso: quello di mettere il nuovo appuntamento in relazione con la cosiddetta Food Valley italiana, uno dei territori simbolo dell’agroalimentare nazionale. 

Una riflessione a tutto tondo sulla gestione d’impresa

A presentare il progetto, a Milano, è stato Manuel Bueno, direttore di HIP Italia, che ha posto l’accento sulla necessità fondamentale, in un mercato del fuori casa profondamente cambiato, di puntare sulla qualità del prodotto innanzitutto ma ha anche sottolineato come questa da sola non basti più per garantire il successo d’impresa. Nel mondo dell’horeca, così come in altri settori che intrecciano fattori economici, sociali e culturali, occorre ripensare anche l’organizzazione aziendale, il bilancio tra costi ed entrate, l’esperienza offerta al cliente, la capacità di utilizzare i dati e di gestirli in modo efficente. 

Proprio per questo tra gli argomenti in agenda a Bologna ci saranno nuovi concept, revenue management, design, automazione, intelligenza artificiale, marketing digitale, sviluppo dei brand e organizzazione del lavoro. 

Focus sugli aspetti economici del comparto

Sempre in occasione della presentazione di HIP, a Milano, Lino Enrico Stoppani, presidente FIPE-Confcommercio ha delineato il contesto economico del settore horeca, riportando numeri che descrivono un settore da oltre 324mila imprese, 1,4 milioni di occupati, circa 100 miliardi di euro di consumi e 59,3 miliardi di valore aggiunto. Cifre importanti, che tuttavia non mettono al riparo dalle difficoltà. Stoppani ha richiamato soprattutto la riduzione dei margini e la questione occupazionale, con il 45% delle nuove attività che – secondo FIPE – non arriva oltre i primi cinque anni e retribuzioni che risultano mediamente più basse di circa il 10% rispetto alla media nazionale. 

Inoltre il forte legame tra gastronomia e flussi turistici non si traduce ancora in un pieno riconoscimento di bar e ristoranti come imprese turistiche, con conseguenze sull’accesso ad alcune misure per investimenti e riqualificazione. 

Quattro palcoscenici per quattro declinazioni dell’horeca 

La parte dedicata ai contenuti, sarà l’Hospitality 4.0 Congress, che coinvolgerà più di 400 relatori in oltre 120 appuntamenti distribuiti su quattro auditorium e comprenderà più di 20 incontri tematici. Uno spazio specifico sarà inoltre riservato all’alberghiero con l’Hotel Trend Summit, affiancato da sessioni su progettazione degli spazi, talent, tecnologia e revenue. Sul fronte della ristorazione sono previsti, tra gli altri, il Restaurant Summit con FIPE, approfondimenti sulla crescita delle insegne, sulla ristorazione organizzata e sui modelli imprenditoriali legati a pizza e pasta. 

Obiettivo: inaugurare un osservatorio sulla “nuova” ospitalità

Il debutto bolognese vuole inaugurare anche in Italia un osservatorio su un’ospitalità che sta ridefinendo le proprie regole: meno attenzione alla singola tendenza e più spazio alle scelte che incidono sulla gestione, sulla qualità dell’esperienza e sulla sostenibilità economica delle imprese.

I partecipanti, tra pubblico e ospiti di spicco

Secondo le previsioni dell’organizzazione, all’evento bolognese parteciperanno più di 10 mila professionisti e saranno presenti oltre 300 aziende, con una platea che comprende ristorazione, hotellerie, bar, caffetterie, catering, catene e food service. Tra gli altri non mancheranno figure di spicco dell’alta ristorazione nazionale come Davide Oldani, Cristina Bowerman, Dario Cecchini ed Errico Porzio, insieme a manager e imprenditori come Giorgia Favaro di McDonald’s Italia, Mariangela Colasanti di BWH Hotels Italy & South-East Europe, Ciro Cristiano e Alessandro Condurro. 

 

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