Prosit Group aggiorna il proprio portafoglio dedicato alla ristorazione, mettendo al centro una strategia che punta a offrire vini di qualità in segmenti e categorie anche molto diversi tra loro, mantenendo un posizionamento corretto e sostenibile per il trade, gli appassionati e i consumatori. In questo percorso si inserisce Terre Brade, un progetto che unisce due regioni italiane profondamente diverse e interpreta alcuni grandi classici dell’enologia italiana attraverso un linguaggio immediato, essenziale e immediatamente riconoscibile.
L’espressione più autentica e selvaggia dei territori
Terre Brade prende ispirazione dalle espressioni più autentiche e selvagge dei paesaggi delle regioni considerate, privilegiandone la dimensione naturale piuttosto che quella addomesticata. Il nome richiama proprio quel confine tra la terra coltivata e gli spazi in cui la natura conserva ancora il proprio carattere spontaneo, scrigno di un ecosistema sempre più raro. Un mondo selvatico che si trova spesso a pochi passi da quello addomesticato e che diventa il filo conduttore dell’intero progetto.

Un layout che evoca l’anima “indomita” dei terroir
A ciascuna regione è stato associato un animale proveniente proprio da queste parti di territorio percepite come “indomite”, con l’obiettivo di dare a ogni luogo una personalità distintiva e immediatamente identificabile. Per il Friuli Venezia Giulia è stata scelta la lepre europea, mentre per il Piemonte lo scoiattolo rosso: animali schivi ed elusivi, profondamente legati ad ambienti incontaminati e spesso impervi, che incarnano con naturalezza il carattere autentico e selvatico dei rispettivi territori.
Le loro sagome diventano così elementi identitari della serie e si integrano con paesaggi illustrati che evocano il contesto naturale di ciascuna regione. Un sistema visivo pensato per essere elegante e suggestivo, nel quale natura e soggetto convivono in un unico elemento iconico.

Anche la veste grafica delle etichette traduce questa filosofia. La palette cromatica trae ispirazione dai colori naturali dei territori di origine, reinterpretati in tonalità leggermente desaturate per creare un’immagine raffinata ed evocativa: per il Piemonte prevalgono toni caldi e avvolgenti, legati ai paesaggi boschivi, ai querceti e alle sfumature dei tramonti, mentre per il Friuli Venezia Giulia dominano tonalità più fredde, ispirate a montagne, laghi e corsi d’acqua.

Il linguaggio visivo si completa con un lettering ispirato alla materia naturale e alle sue irregolarità, con forme che richiamano le texture e le strutture organiche di tronchi, rocce e rami. Il risultato è una tipografia espressiva e autentica, quasi tattile, che dialoga con la silhouette più classica e riconoscibile dell’animale. La nobilitazione in lamina oro diventa infine una vera e propria firma della serie, creando un contrasto voluto tra il segno contemporaneo e la presenza discreta della natura.
Un confronto tra due territori diversi
La selezione Terre Brade comprende sette referenze, espressione dei due territori e di altrettanti modi di interpretare ed esprimere il carattere dei grandi vitigni italiani: da un lato il Friuli Venezia Giulia, con bianchi caratterizzati da freschezza, verticalità, tensione e sapidità minerale (Pinot Grigio Friuli DOC, Ribolla Gialla Venezia Giulia IGT, Sauvignon Friuli DOC, Traminer Aromatico Friuli DOC), dall’altro il Piemonte, con rossi più materici, profondi e legati alle suggestioni del sottobosco (Barbera d’Asti DOCG, Barolo DOCG, Langhe Nebbiolo DOC). Il risultato è una proposta articolata nella quale denominazioni di forte riconoscibilità convivono con referenze più immediate e versatili, mantenendo sempre un approccio chiaro e accessibile.

“Con Terre Brade vogliamo portare nel canale HoReCa una lettura contemporanea di alcuni dei nomi e dei vitigni più rappresentativi dell’enologia italiana”, commenta Luca Maruffa, Marketing Director & HoReCa Coordination Prosit Group. “La gamma nasce con l’obiettivo di coniugare identità territoriale, qualità e accessibilità, offrendo ai professionisti una proposta versatile e coerente con le nuove modalità di consumo. Il calice, in particolare, rappresenta un’opportunità importante per avvicinare il consumatore a territori e denominazioni, trasformando ogni assaggio in un’occasione di scoperta. Abbiamo voluto costruire una proposta capace di parlare in modo diretto e contemporaneo, senza sovrastrutture, ma mantenendo ben riconoscibili il territorio e il carattere dei vini”.
La trasversalità come valore
Terre Brade dà vita a una proposta trasversale, capace di affiancare denominazioni di forte riconoscibilità come Barolo e Barbera d’Asti a referenze più immediate e versatili come Langhe Nebbiolo e Pinot Grigio. Una gamma costruita per dialogare con diverse tipologie di locali e momenti di consumo, mantenendo un rapporto qualità – prezzo corretto e senza rinunciare al legame con i territori di origine ea una precisa identità di marca.
Verso una nuova narrazione del vino
Il progetto risponde anche alla volontà e all’esigenza di superare una certa narrazione del vino, ancora spesso legata a codici autoreferenziali o a un linguaggio distante dal consumatore contemporaneo, per riportare al centro il rapporto diretto con il calice nel quale il vino non ha bisogno di essere circondato da una narrazione complessa per esprimere il proprio valore.

La filosofia del progetto trova sintesi anche nelle frasi evocative che accompagnano le etichette: per il Friuli Venezia Giulia, “Tornando al passo degli esseri schivi, impariamo a riconoscere la terra e ciò che in noi le appartiene”; per il Piemonte, “Nelle terre indomite ogni equilibrio è conquistato. Resiste solo ciò che sa mutare e nel cambiamento si fa essenziale.”

