Nasce FISAR Wine Lab, la piattaforma digitale che porta la gamification nella formazione dei sommelier

È online il nuovo spazio web, il cui accesso è incluso nella tessera associativa – per la formazione e la preparazione degli esami degli assaggiatori professionisti del vino. Comprende oltre 2.000 domande, otto livelli di avanzamento e una cantina digitale personale

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La piattaforma Wine Lab ideata di FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori – entra in funzione per tutti i tesserati che frequentano i percorsi e le attività nelle delegazioni di tutta Italia e si rivolge sia a chi sta studiando sia a chi il vino lo racconta ogni giorno dietro un bancone o in sala. Riunisce in un unico ambiente tre attività che fino a oggi vivevano separate: lo studio, la degustazione e la consultazione.

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Un solo spazio, due modalità di studio

La piattaforma comprende un archivio di più di 2.000 domande, affrontabili in due modalità:

  • Apprendimento: modalità di studio libero, senza test né punteggi; si risponde alle domande e si verifica la loro correttezza o meno e le rispettive motivazioni
  • Preparazione: modalità più strutturata, come un vero e proprio percorso guidato, in cui si affrontano sessioni da venti domande che assegnano “punti esperienza”. I quesiti per ogni quiz sono cinque — aperta, vero o falso, risposta multipla, DOC e DOCG, ordine di servizio — e articolate su tre livelli di difficoltà. Condizione necessaria affinché questa modalità funzioni è che una sessione interrotta deve essere ripresa esattamente dal punto in cui era stata lasciata. 

La gamification applicata alla didattica enologica

È qui che entra in gioco la gamification, ovvero il trasferimento al mondo della didattica enologica della grammatica delle applicazioni di apprendimento linguistico: progressione a tappe, premi alla continuità, misurazione costante. Tutto questo fa sì che lo studio non si esaurisca con il superamento dell’esame ma prosegua nel tempo e sia costantemente misurabile.

Nello specifico il percorso previsto da Wine Lab si articola complessivamente in otto livelli – dal Curioso del Vino al Gran Maestro – affiancati da serie che premiano la costanza e da trentasette riconoscimenti distribuiti in sei famiglie. Una dashboard personale tiene insieme livello raggiunto, punti, serie attive e attività recente. 

Insomma, Wine Lab aggiunge alla formazione dei professionisti del vino quella parte che l’aula non può coprire: lo studio che continua dopo l’esame in un formato compatibile con qualsiasi esigenza, accessibile da computer, tablet e smartphone senza installare nulla, e con contenuti che si aggiornano automaticamente.

Una cantina personale per ogni associato

Ogni utente di Wine Lab riceve in dotazione una Cantina Personale virtuale, in cui compilare la scheda di degustazione di ogni bottiglia, guidata secondo il metodo FISAR. Le schede restano archiviate e nel tempo costituiscono un diario personale di degustazione. Sulla piattaforma è presente anche un catalogo che raccoglie vitigni, denominazioni, vini, profili sensoriali, aromi e abbinamenti per le diverse categorie di piatto. 

Uno strumento in più per un settore in difficoltà

Il contesto in cui si inserisce Wine Lab è quello di una filiera che – al pari di molte altre nel settore horeca – è in crisi per scarsità di organico e competenze. Secondo l’ultima rilevazione del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro (11 settembre 2026), gli esercenti e addetti nelle attività di ristorazione sono la professione più richiesta in Italia nel mese: 66.790 contratti programmati, l’11,8% di tutte le assunzioni previste nel Paese. Ed è una domanda selettiva: nel 65% dei casi le imprese chiedono esperienza professionale specifica. In sala la competenza sul vino è una delle leve che separano un addetto da un professionista, ed è il terreno su cui FISAR lavora dal 1972. 

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