Tecnologia, servizio, nuovi concept dell’ospitalità, di tutto questo si è parlato alla prima edizione di Hip Italia, il format spagnolo di Nebext dedicato al canale horeca che nel paese iberico è arrivato alla 10 a edizione. Una prima edizione raccolta nel numero di espositori (la concomitanza di Sial non ha aiutato), ma già molto ricca dal punto di vista dell’offerta convegnistica, vista come un grande congresso dell’horeca 4.0 suddiviso in tanti incontri tematici molto focalizzati e spalmati sui tre giorni di fiera.

Una prima edizione che getta le basi per il futuro
“Questa prima edizione è una base per il futuro – commenta Manuel Bueno, direttore di Hip Italia –. Sappiamo che è un nuovo format fieristico per l’Italia, non è una fiera di prodotto, bensì un evento dove i lavoratori e i professionisti del fuori casa possono trovare nelle oltre 400 testimonianze congressuali delle nuove idee e gli strumenti per rendere più competitiva la propria attività e poi nell’offerta espositiva del food& beverage, arredamento, tecnologie i supporti per realizzarle”. Bologna è stata individuata come sede fieristica per la sua posizione logistica e per l’apertura che Bologna Fiere ha dimostrato ad accogliere questo nuovo concept.
Accordi anche con Italian Exhibition Group
Quello con la fiera felsinea non è l’unico contatto con il mondo fieristico nazionale avuto da Nebext, che ha stretto un accordo anche con Italian Exhibition Group per una fiera a Rimini dedicata all’edilizia, sempre seguendo lo stesso format. “Gli italiani – prosegue il direttore di Hip Italia – hanno fondato il valore dell’offerta ristorativa e alberghiera sui prodotti, sulle tradizioni, sui territori, sulla storia. Partono quindi da una base solida e differenziante che oggi per continuare a dare valore va valorizzata con concept innovativi di ospitalità”.

Spazio alla crescita italiana anche nel turismo
L’Italia ha, anche grazie al turismo, ancora spazio di crescita, se il settore saprà evolversi ed essere capace di sfruttare e implementare le nuove tecnologie per creare valore ed essere sostenibile economicamente e attrattivo per le nuove generazioni. Nella creazione di valore, la robotica, l’intelligenza artificiale, l’ingegnerizzazione dei menù e in generale dei processi possono aiutare e risolvere il problema della carenza delle risorse e a monitorare le marginalità. Il messaggio che arriva dai vari interventi di Hip è di non avere timore delle tecnologie che al contrario vanno vissute come opportunità per lasciare alle figure umane mestieri più stimolanti e manageriali e un migliore equilibrio tra vita personale e lavoro.

“Il fuori casa è un settore che per avere futuro deve guardare alla tecnologia – dichiara Roberto Costa, presidente Riae (Ristoranti italiani autentici all’estero) – Fipe –. che deve andare in parallelo con l’ospitalità. I ristoratori italiani hanno già nel DNA l’ospitalità e sanno proporre del buon cibo, ma osservare e comprendere come si lavora all’estero è utile per crescere, per trarre nuove idee e diventare competitivi nel territorio in cui si opera”. La ristorazione italiana deve compensare un gap tecnologico rispetto al resto d’Europa e alla Gran Bretagna. “I clienti – incalza Costa – sono più pronti dei ristoratori”.
L’invito a un cambio di passo e a un nuovo approccio gestionale
L’invito è quindi a un cambio di passo che corrisponde a un cambio di approccio gestionale: “Il ristorante è un’impresa per il cui funzionamento occorre un approccio manageriale completo, non basta offrire del buon cibo o un buon servizio per produrre marginalità. Sapere come creare un business plan è utile tanto quanto fare un benissimo ragù”.

