HIP Italia: al via la prima edizione della manifestazione dedicata all’innovazione per il settore dell’ospitalità

Ha aperto le porte ieri lunedì 19 ottobre negli spazi di Bologna Fiere la prima declinazione italiana di Horeca Professional Expo, la fiera che per tre giorni porterà sulla scena le nuove soluzioni pensate per favorire la competitività e la valorizzazione dell’identità italiana in tutti i comparti dell’Ho.Re.Ca.

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La giornata inaugurale ha riunito istituzioni e protagonisti del settore, per un avviare il confronto su competitività delle imprese, formazione e nuovi modelli di business per la ristorazione e l’accoglienza Made in Italy. Il programma prosegue fino a domani con la partecipazione di aziende, imprenditori, manager ed esperti che analizzeranno le trasformazioni in atto nel mondo dell’ospitalità e individueranno nuove opportunità di sviluppo per l’intera filiera Ho.Re.Ca.

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Debutto italiano di un format internazionale

Con oltre 220 brand espositori e più di 400 relatori coinvolti nel Congresso Hospitality 4.0, HIP – Horeca Professional Expo porta per la prima volta a BolognaFiere il format internazionale già di successo all’estero, dedicato all’innovazione e alla formazione professionale. L’obiettivo è offrire agli operatori strumenti e conoscenze per affrontare un mercato in evoluzione, nel quale la qualità dell’offerta deve andare di pari passo con la capacità di gestire le imprese, sviluppare modelli di business sostenibili e rispondere alle nuove esigenze dei consumatori.

Innovazione, identità italiana e nuove sfide imprenditoriali

Partendo dall’analisi di un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi, dall’evoluzione dei modelli di consumo e da una crescente complessità gestionale, la cerimonia inaugurale della prima edizione italiana di HIP ha evidenziato l’importanza di investire in innovazione, formazione e nuove opportunità di collaborazione.

 “Oggi non inauguriamo solo una nuova manifestazione fieristica, ma diamo il via a un nuovo progetto per l’ospitalità italiana. Il settore Ho.Re.Ca. merita una piattaforma in grado di accompagnarlo nel futuro e renderlo competitivo. L’Italia è un Paese unico al mondo e tutte le imprese dell’ospitalità rappresentano cultura, identità, stile di vita e immagine dell’Italia nel mondo. HIP nasce per condividere conoscenza, creare relazioni e offrire opportunità di business. Il futuro dipende da come innoviamo, gestiamo le imprese e creiamo valore: questo è un progetto a lungo termine ed è solo l’inizio”, ha dichiarato Manuel Bueno, direttore di HIP Italia.

 Il legame tra ristorazione, filiera agroalimentare e turismo

Un aspetto fondamentale sottolineato durante l’apertura è il legame tra ristorazione, filiera agroalimentare e promozione turistica. “HIP Italia è un evento che investe su un settore nevralgico come l’Horeca, che vale oltre 100 miliardi di euro”, ha sottolineato il senatore Giorgio Salvitti, consigliere del MASAF – il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e senatore della Repubblica Italiana. “Dobbiamo sfruttare la percezione della qualità, che si cela dietro una targhetta tricolore e che identifica un prodotto fatto in Italia, e il turismo enogastronomico e la Cucina italiana patrimonio UNESCO per far conoscere le parti più nascoste e belle della nostra Nazione”.

La scelta della sede dell’evento non è stata casuale

Daniele Ara, assessore del Comune di Bologna, ha sottolineato l’importanza di appuntamenti come HIP per sostenere lo sviluppo della città: “Affrontare temi legati al settore Ho.Re.Ca. è fondamentale per Bologna, soprattutto in una fase complessa in cui è necessario continuare a investire nella ricerca della qualità. Ci auguriamo che questa fiera possa consolidarsi nel tempo, contribuendo alla crescita del sistema economico, alla creazione di posti di lavoro qualificati e al miglioramento dell’offerta”.

La scelta di svolgere la manifestazione proprio a Bologna si inserisce in questa visione, facendo leva sulla tradizione gastronomica della città, nel cuore della Food Valley italiana, sul suo tessuto imprenditoriale e sulla sua posizione strategica: “Siamo lieti di accogliere uno dei settori più significativi dell’economia italiana, un sistema articolato composto da migliaia di imprese che contribuiscono allo sviluppo del Paese e dell’industria turistica. Il mondo dell’ospitalità sta affrontando una fase complessa e occasioni di confronto e innovazione come HIP possono offrire un contributo importante, ha dichiaratoGiampiero Calzolari, presidente di BolognaFiere .

Anche Giovanni Trombetti, presidente di Federalberghi Bologna, ha evidenziato l’importanza di dare continuità all’evento e inserirlo stabilmente nel calendario della città, in un contesto caratterizzato dalla crescita dei flussi turistici: “Il nostro auspicio è che HIP diventi un appuntamento fisso nel calendario del territorio. Bologna, con oltre quattro milioni di presenze turistiche all’anno, ha tutte le caratteristiche per valorizzare ulteriormente occasioni di incontro e confronto come questa, capaci di sostenere lo sviluppo dell’intero comparto dell’ospitalità”.

Nuove competenze per un settore che cambia

La trasformazione del settore richiede inoltre nuove competenze gestionali e una maggiore capacità di valorizzare il lavoro delle imprese sul mercato. Lo hanno sottolineato Matteo Musacci, vicepresidente di FIPE-Confcommercio, e Roberto Melloni, presidente di FIPE Bologna, evidenziando l’importanza dell’aggiornamento professionale come strumento fondamentale per consentire agli esercizi pubblici di rispondere alle nuove esigenze del mercato e, al tempo stesso, rafforzare il dialogo tra imprese e lavoratori.

L’importanza di difendere l’identità italiana

La sfida che il settore horeca nazionale deve affrontare oggi non riguarda solo la capacità di crescere, bensì di adeguarsi alle nuove dinamiche espresse dal mercato contemporaneo senza perdere identità.

Proprio questo aspetto è stato uno dei temi centrali nel corso della prima giornata del Congresso Hospitality 4.0. Il confronto ha messo in luce una questione fondamentale per la ristorazione e l’accoglienza odierne: ovvero come evolvere, innovare e intercettare nuovi linguaggi senza rinunciare alla riconoscibilità della propria proposta.

La testimonianza di Cristina Bowerman

Nel suo intervento, Cristina Bowerman, chef di Glass Hostaria, ha ricordato che talento e creatività da soli non bastano: servono studio, costanza e tanta preparazione. Ha poi sottolineato quanto sia importante costruire un’identità forte, capace di aprirsi al confronto con nuove culture, tecniche e tendenze, superando l’eterno scontro tra cucina tradizionale e innovativa. Anche la formazione ha avuto un ruolo centrale. Oggi gli istituti alberghieri devono evolversi per formare professionisti che, oltre alle competenze tecniche, sappiano lavorare in squadra e gestire la complessità del settore. Il messaggio chiave è chiaro: crescere nella ristorazione significa saper innovare e adattarsi al cambiamento senza perdere le proprie radici, investendo continuamente in cultura, competenze e qualità.

Innovare la ristorazione, oltre il piatto 

Il Congresso Hospitality 4.0 ha affrontato anche il rapporto tra innovazione gastronomica e nuovi modelli di business, evidenziando come la ricerca e la sperimentazione rappresentino oggi strumenti strategici per differenziare l’offerta, valorizzare le materie prime e ridurre gli sprechi.

Moreno Cedroni, chef patron del ristorante La Madonnina del Pescatore a Senigallia – due stelle Michelin –, ha ribadito il ruolo fondamentale che il segmento ricerca e sviluppo riveste ancora oggi nel suo percorso imprenditoriale. Attraverso The Tunnel, il suo laboratorio dedicato alla sperimentazione, ancora oggi egli innova e implementa costantemente le sue competenze gastronomiche, anche attraverso l’uso di sempre nuove tecnologie avanzate che aprono inaspettate possibilità creative. Tra gli esempi, lo studio condotto sulle spine di pesce e su altri ingredienti apparentemente “di scarto”, che attraverso procedure e lavorazioni sofisticate possono trasformarsi in qualcosa di prezioso e assolutamente nuovo.

Sguardo al futuro prossimo

Per quanto riguarda le sfide che attendono la ristorazione nel 2027, un focus particolare si è concentrato sulla capacità di integrare l’innovazione tecnologica nei processi quotidiani, migliorando l’organizzazione, la pianificazione e il controllo delle attività senza perdere di vista il valore delle persone. Aldo Zivieri, CEO di Macelleria Zivieri, ha evidenziato la necessità di un cambio di mentalità nella gestione delle imprese, in cui la tecnologia diventi uno strumento a supporto del lavoro e del miglioramento dei risultati.

I dati possono contribuire a rendere più efficaci la pianificazione e il monitoraggio, ma la loro utilità dipende dalla capacità di integrarli con competenze adeguate e processi organizzativi efficaci. La vera sfida è coniugare l’efficienza degli strumenti digitali con la dimensione umana dell’ospitalità, valorizzando personale formato e capace di utilizzare la tecnologia dietro le quinte, mantenendo al tempo stesso empatia e attenzione verso il cliente. Un approccio che punta a far crescere le persone attraverso l’innovazione, privilegiando la personalizzazione del servizio rispetto alla standardizzazione.

 

 

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