Ad assegnare il premio con cui Buonissima, fin dalla sua prima edizione, celebra e l’eredità culturale di Bob Noto, scomparso nel 2017 è stata una giuria presieduta dalla moglie Antonella Fassio.
Un omaggio alla “Passione”
Il tema scelto per l’edizione 2026 del Premio è stato la “Passione”, un tratto distintivo della personalità di Bob Noto che la giuria ha riconosciuto anche nel percorso umano e professionale di Paolo Lopriore, chef del ristorante Il Portico di Appiano Gentile (Como). Un riconoscimento che conserva lo spirito originale del suo ispiratore, capace di coniugare rigore e ironia, curiosità e visione, e che ogni anno individua in un protagonista del panorama gastronomico contemporaneo una delle qualità che hanno reso Bob Noto una figura indimenticabile.
Due personalità, uno stesso approccio alla vita e alla cucina
In particolare a motivare la scelta della giuria è stata un’idea di “Passione” nella sua accezione più autentica e viscerale, che nel percorso di Lopriore si traduce in una dedizione assoluta alla propria visione gastronomica, nella coerenza di un linguaggio culinario personale e riconoscibile e nella determinazione a perseguirlo senza cedere a compromessi o logiche di conformismo. Una posizione che ha segnato la sua carriera e che trova nel Premio Bob Noto il riconoscimento di un modo di intendere la cucina prima ancora che di praticarla.
Una giuria di eccellenze della ristorazione contemporanea
A decretare il vincitore è stata una giuria presieduta da Antonella Fassio, moglie di Bob Noto, e composta dagli chef Ferran Adrià e Paolo Griffa, dall’editore Marco Bolasco, da Sara Peirone, Manager di LEA Projects & Communication – una divisione e società interna del Gruppo Lavazza con sede a Torino, che gestisce la strategia e le relazioni pubbliche per i progetti gastronomici e i ristoranti del gruppo – , e dai tre direttori artistici di Buonissima, Matteo Baronetto, Stefano Cavallito e Luca Iaccarino. La premiazione si è svolta sul palco de La Centrale Nuvola Lavazza, dove – in occasione della cerimonia inaugurale del festival – chef Lopriore ha ricevuto la statuetta che riproduce le sembianze di Bob Noto, richiamandone quell’estetica pop e contemporanea che ha caratterizzato il suo lavoro e il suo modo di raccontare la gastronomia.
Le ragioni della vittoria
«Ci sono stati grandi cuochi che hanno fatto la storia, altri stanno nascendo e ci auguriamo molti nasceranno; ognuno diverso dagli altri; eppure, capace di non perdere di vista il proprio personale amore per la cucina. Ogni cuoco è un pezzo unico ed inimitabile ma non tutti sono mossi dalla bruciante consapevolezza di avere una missione. Questa è passione. Occhi brillanti, capelli arruffati e animo fanciullescamente e perennemente curioso, fanno di questo cuoco speciale, il paladino di una sana e rara irrazionalità. Dedizione, sensibilità, ostinazione, personalità, cioè passione, fanno di questo cuoco un esempio, che molto ha ancora da raccontare ma al quale tanto deve ancora essere riconosciuto», la motivazione della giuria del premio Bob Noto.

Paolo Lopriore, nato e attivo in Lombardia con il suo ristorante Il Portico ad Appiano Gentile (Como), incarna perfettamente – ha spiegato la giuria – questa vocazione quasi mistica e ostinata per il proprio mestiere. Cuoco di straordinario talento, fuori dai radar del mainstream e immune alle mode effimere, Lopriore ha saputo mantenere nel tempo una coerenza radicale con il proprio sentire, guidato da una passione autentica e intransigente.
«Sono felice di ricevere questo premio, uno dei due più importanti della mia carriera. Il primo è stato nel 2020, quando ho vinto il premio Pellegrino Artusi: lì ho capito che il mio lavoro ha più valore sulla cultura che sulle classifiche. Oggi, ricordando Bob e il modo in cui era solito apostrofarmi (“Lopri, quando parliamo ti gradisco senza le braccia conserte”), realizzo che spesso la passione verso la cultura addomestica la creatività», commenta lo chef vincitore del Premio.
I premiati delle edizioni passate
Con questo riconoscimento, Lopriore si aggiunge alla rosa degli altri celebri nomi che hanno ricevuto il Premio Bob Noto nelle edizioni precedenti: Andoni Luis Aduriz del Mugaritz premiato per l'”Irriverenza” (2021); Massimiliano e Raffaele Alajmo de Le Calandre per l'”Ironia” (2022); Renè Redzepi del Noma per la “Creatività” (2023); Mariella Organi, moglie dello chef Moreno Cedroni e responsabile di sala de La Madonnina del Pescatore per l'”Empatia” (2024) e Alain Passard del ristorante Arpège (2025) per il “Talento”.
Una tradizione che rinnova il suo significato anno dopo anno
Continuando la tradizione del Premio Bob Noto, Buonissima, – promossa dall’Associazione di Promozione Sociale EatBìn, organizzata da To Be Company, leader in Italia nella produzione di eventi enogastronomici e corporate e realizzata con il patrocinio della Città di Torino, della Regione Piemonte, con il sostegno della Camera di commercio di Torino e la Main Partnership di Banca Intesa Sanpaolo con Gallerie d’Italia – conferma la volontà di mantenere vivo il ricordo e il ruolo di una figura che ha contribuito a cambiare il modo di osservare, raccontare e interpretare la cucina, il suo valore e il suo ruolo sociale, culturale, etico e di espressione personale.

