Il turismo enogastronomico spinge i viaggi d’autunno e d’inverno

Crescono le prenotazioni nei mesi autunnali e invernali e aumenta l’interesse per le esperienze legate a cibo, vino e tradizioni locali. È il quadro delineato dall’Osservatorio di Bit 2027 che valorizza il turismo motivazionale con il progetto Why | Travel by Motivation e il cluster Food & Wine Experiences

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Il turismo enogastronomico si conferma una leva strategica per lo sviluppo delle destinazioni e per la destagionalizzazione dei flussi. Le esperienze legate al cibo, al vino e alle tradizioni produttive locali contribuiscono infatti a orientare le scelte dei viaggiatori, rafforzando l’attrattività di territori anche al di fuori dei periodi di alta stagione. È il quadro delineato dall’Osservatorio di Bit 2027, la Borsa Internazionale del Turismo organizzata da Fiera Milano, che si terrà dal 9 all’11 febbraio 2027. Al centro della prossima edizione ci sarà il progetto Why | Travel by Motivation, dedicato alle motivazioni che guidano la domanda turistica contemporanea, con un cluster specifico riservato alle Food & Wine Experiences.

Turismo, crescono le prenotazioni in autunno e inverno

L’autunno supera progressivamente il ruolo di stagione di transizione, mentre l’inverno consolida la propria presenza nel calendario dei viaggi. Secondo i dati citati da Bit, le prenotazioni autunnali rilevate da Virtuoso sono cresciute del 59% in un anno. Nei cinque mercati europei monitorati da lastminute.com, Italia compresa, le partenze di novembre sono invece aumentate del 23%. A sostenere il cambiamento sono motivazioni diversificate: dal benessere alla ricerca di esperienze autentiche, fino alla scoperta delle identità gastronomiche e culturali dei territori. Per gli operatori turistici, questo scenario apre nuove opportunità e permette di distribuire la domanda lungo un arco temporale più ampio.

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Food & Wine Experiences, il gusto è una motivazione di viaggio

La scoperta delle produzioni locali si trasforma sempre più spesso in una ragione per partire. Olio nuovo, tartufi, vendemmie tardive, castagne e produzioni artigianali diventano occasioni per entrare in contatto con i luoghi e le comunità che custodiscono le tradizioni alimentari. Secondo il Food Travel Monitor 2026 della World Food Travel Association, per il 66% dei viaggiatori le esperienze enogastronomiche hanno oggi un peso maggiore rispetto a cinque anni fa. Anche in Italia il fenomeno mostra segnali significativi. I dati ENIT riportati nel Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025 indicano che, in dieci anni, i soggiorni enogastronomici degli stranieri sono cresciuti del 176%, raggiungendo 760 mila arrivi nel 2024. Una ricerca presentata da AITE, Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, stima inoltre in circa 18 milioni gli italiani coinvolti nel 2026 in esperienze legate al vino, 4,5 milioni in più rispetto al 2024.

Dalla degustazione alla partecipazione alle attività

Tra le tendenze emergenti si distingue il passaggio dalla semplice degustazione alla partecipazione diretta alle attività produttive. I viaggiatori, in particolare le nuove generazioni, cercano occasioni per conoscere da vicino le tecniche di lavorazione, i ritmi della terra e le competenze dei produttori. In Italia, nei fine settimana autunnali, alcuni frantoi aprono le porte per mostrare la spremitura delle olive e proporre assaggi di olio appena prodotto. Sull’Appennino, la ricerca del tartufo con tartufai e cani addestrati offre un’esperienza immersiva nei boschi. In alcune aree interne è possibile partecipare alla raccolta dello zafferano, mentre nei borghi montani i metati, gli antichi essiccatoi per le castagne, raccontano il legame tra cultura alimentare e identità locale. Il fenomeno si ritrova anche all’estero. In Andalusia, il programma Oleotour permette di seguire il percorso delle olive dalla raccolta al frantoio. In Giappone, il progetto Kurabito Stay, nella prefettura di Nagano, coinvolge i visitatori nella vita quotidiana degli artigiani del sakè. In Canada, nella penisola del Niagara, la vendemmia notturna dell’ice wine e le degustazioni invernali diventano parte di un’offerta turistica legata alle peculiarità climatiche del territorio.

Benessere e gastronomia, cresce l’interesse per le Blue Zones

Un altro ambito di interesse riguarda l’incontro tra benessere, alimentazione e viaggio. Le cosiddette Blue Zones, territori associati a una particolare longevità della popolazione, attirano l’attenzione per gli stili di vita e le abitudini alimentari delle comunità locali. Dalla Sardegna a Okinawa, in Giappone, passando per l’isola greca di Ikaria, la penisola di Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California, ricorrono alcuni elementi: alimentazione stagionale e locale, prevalenza di vegetali, movimento quotidiano e centralità delle relazioni sociali. Per il comparto turistico, questi territori rappresentano un punto di partenza per sviluppare proposte che integrino gastronomia, cultura, natura e benessere.

Bit 2027 punta sul turismo motivazionale

Il progetto Why | Travel by Motivation interpreta queste trasformazioni attraverso un percorso espositivo articolato in sette cluster tematici e un hub trasversale, organizzati intorno alle principali motivazioni che orientano la domanda turistica internazionale. Il cluster Food & Wine Experiences mette in evidenza il ruolo dell’enogastronomia come strumento di conoscenza dei territori, delle loro tradizioni e delle identità produttive. L’obiettivo è favorire il confronto tra domanda e offerta, creando nuove opportunità commerciali per gli operatori. «Con Why | Travel by Motivation mettiamo al centro il perché del viaggio, ciò che orienta davvero le scelte delle persone», spiega Emanuele Guido, Head of Home, Fashion and Leisure Exhibitions di Fiera Milano. Il progetto, aggiunge, punta a interpretare un settore capace di generare domanda e contribuire alla destagionalizzazione, offrendo nuove occasioni d’incontro tra operatori. La manifestazione coinvolgerà buyer internazionali specializzati nei diversi ambiti tematici, con l’obiettivo di sviluppare relazioni qualificate e opportunità di business mirate.

Travel Makers Fest 2027: il valore della fiducia

Accanto al percorso espositivo, Bit propone il Travel Makers Fest, il festival dedicato al pensiero e all’evoluzione del turismo, che nel 2027 sarà incentrato sul tema The Power of Trust. La fiducia nella competenza di chi accoglie assume un ruolo centrale in un settore in cui il viaggio coinvolge benessere, salute ed esperienza personale. Secondo il report Hilton citato nel comunicato, il 70% dei viaggiatori si affida al personale degli hotel per pianificare il proprio viaggio, confermando l’importanza della relazione umana anche nell’era dell’intelligenza artificiale. La 47ª edizione di Bit si svolgerà a Fiera Milano dal 9 all’11 febbraio 2027, con un programma che punta a mettere in relazione destinazioni, istituzioni, imprese e professionisti per interpretare le nuove esigenze del mercato turistico.

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