La collaborazione tra Bellussi e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è una tra le più longeve per il marchio di Valdobbiadene, che ha accompagnato con i propri vini alcuni dei momenti di ospitalità e convivialità che ruotano proprio attorno alla Mostra.

Diciotto anni di valori condivisi
La partnership si rinnova anche quest’anno, in occasione dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, diretta da Alberto Barbera, che fino al prossimo al 12 settembre porterà al Lido di Venezia autori, interpreti e protagonisti dell’industria cinematografica internazionale.

Per la cantina di proprietà della famiglia Martellozzo, questa rinnovata presenza rappresenta un modo per ribadire un legame costruito nel tempo sulla base della condivisione di valori quali eleganza, cultura, ricerca della qualità e vocazione cosmopolita, nonché l’occasione per portare nuovamente al Lido un racconto autenticamente italiano fatto di territorio, stile e cultura del vino.
Un racconto di bellezza, cultura ed emozione italiane
“Diciotto anni non rappresentano per noi soltanto una ricorrenza, ma la misura di un rapporto vero, costruito nel tempo”, commentano Enrico Martellozzo, patron di Bellussi, insieme ai figli Francesca, Giovanni e Paola, quarta generazione della famiglia.

“Essere al fianco della Biennale e del grande cinema internazionale significa condividere un’idea di bellezza, cultura e capacità italiana di creare emozioni. Il vino, per noi, è anche un linguaggio capace di raccontare un territorio e, allo stesso tempo, di dialogare con l’arte e con il mondo. Venezia continua a essere uno dei luoghi in cui questa visione trova la sua espressione più naturale”.
Etichette iconiche che parlano di ospitalità
A dare forma al racconto enologico di Bellussi alla Serenissima sono anche etichette ormai strettamente legate all’ospitalità della famiglia Martellozzo. Tra queste Natöra Pinot Grigio DOC, bianco fine e verticale caratterizzato da freschezza, precisione aromatica e grande eleganza, e il Brunello di Montalcino DOCG di Belpoggio, la cantina toscana della famiglia, espressione di uno dei territori del vino italiano più conosciuti nel mondo. Due interpretazioni diverse ma complementari dell’eccellenza enologica italiana, già protagoniste dell’edizione 2025 e perfettamente coerenti con il contesto internazionale della Mostra.
Portare il vino fuori dai suoi confini tradizionali
Ampliando i propri orizzonti dal Veneto alla Toscana, dal vigneto al red carpet, Bellussi racconta la storia di una famiglia che ha scelto di portare il vino fuori dai suoi confini tradizionali, facendolo dialogare con il cinema, l’arte e la cultura italiana e mondiale. Dopo 18 anni, i brindisi firmati dal brand rappresentano così non solo un rituale ma anche una testimonianza di continuità, coerenza, volitività e impegno a rinnovare anno dopo anno la propria presenza in un contesto capace di valorizzare e dare prestigio al Made in Italy e allo stile di vita italiano come espressione di un’eleganza colta e raffinata celebre e assunta come modello in tutto il mondo.


