L’incontro dello scorso 19 luglio ha rappresentato per Cinzano un “ritorno a casa” ed è stato l’occasione per celebrare il profondo legame del marchio con il territorio piemontese, segnando al tempo stesso l’avvio di una nuova fase, fondata sulla continuità dei rapporti con circa 150 aziende agricole, sul rilancio commerciale del brand e sulla nascita della nuova Casa del Vermouth e dello Spumante Cinzano nel cuore delle Langhe.

Guardare al futuro tornando alle origini
Una nuova sede produttiva nelle Langhe, dove la storia di Cinzano è cominciata, e un legame duraturo con oltre 150 aziende agricole della filiera, prevalentemente realtà familiari di piccole dimensioni, che nel loro insieme garantiscono ogni anno le uve necessarie alla produzione degli spumanti Cinzano. Molte di queste collaborano con il marchio da generazioni e rappresentano un patrimonio di conoscenze, esperienza e presidio del territorio indispensabile per assicurare qualità e continuità produttiva.

Questi aspetti sono stati protagonisti della cena organizzata dall’icona torinese delle bevande alcoliche made in Italy divenuto celebre in tutto il mondo che, in anticipo rispetto all’inizio della vendemmia 2026 – la prima dalla firma del closing con il che ha segnato il passaggio di proprietà del marchio – , ha riunito i suoi conferitori storici nella sede produttiva appena inaugurata in Valle Talloria, nel territorio di Diano d’Alba.
Una serata ispirata a un’antica tradizione rurale
La serata dello scorso 19 luglio ha ripreso e rinnovato un’antica consuetudine contadina nonché una tradizione secolare che lega Cinzano al suo territorio d’origine: quella di riunirsi in un momento conviviale al termine della vendemmia o del raccolto, per festeggiare con le famiglie, i viticoltori e tutti coloro che avevano condiviso il lavoro nei campi e nei vigneti. Nel tempo, questa cena tradizionale è stata anticipata al mese di luglio, così da favorire la partecipazione dei conferitori prima dell’inizio delle intense settimane della raccolta. Lo spirito, tuttavia, è rimasto immutato: ritrovarsi intorno allo stesso tavolo significa rinsaldare rapporti costruiti nel tempo e riconoscere il valore di chi lavora quotidianamente la terra.

Nuccio Caffo Amministratore Delegato di Cinzano e Gruppo Caffo 1915 ha aperto la serata sottolineando come “La presenza di tanti conferitori, alcuni già incontrati a Canelli e altri conosciuti in questa occasione, conferma l’interesse nei confronti del nuovo progetto di rilancio di Cinzano. Abbiamo scelto di ripartire dalla filiera dell’uva, dai produttori e da quel patrimonio di competenze, relazioni e tradizioni che ritroviamo in ogni bottiglia di Asti Cinzano. La qualità della produzione rappresenta da sempre un principio fondamentale per Gruppo Caffo e costituisce la base sulla quale intendiamo costruire questa nuova fase. Desidero ringraziare il Presidente del Consorzio dell’Asti Stefano Ricagno, il Direttore del Consorzio del Vermouth Pierstefano Berta, le Istituzioni presenti, le Forze dell’ordine e tutti coloro che hanno accolto il nostro invito. Siamo orgogliosi di guidare Cinzano in questo nuovo percorso e siamo convinti che, grazie alla collaborazione di tutti, il marchio potrà tornare a ricoprire il ruolo che merita. Questa serata rappresenta il primo tassello di un cammino che vogliamo sia lungo, solido e condiviso. Nel 2027 Cinzano celebrerà 270 anni di storia e auspichiamo di poter festeggiare questo importante anniversario insieme a tutta la comunità che contribuisce ogni giorno al suo futuro”.
Un’annata particolare
In questo 2026, l’incontro ha assunto un significato particolare, dal momento che quella di quest’anno sarà la prima vendemmia di Cinzano dopo l’acquisizione da parte di Gruppo Caffo 1915, che ha determinato nuovo assetto industriale e segnato l’inizio di una nuova fase per il marchio, fondata non solo su una rinnovata progettualità industriale e commerciale, ma anche sulla continuità dei rapporti con i conferitori e con il territorio in cui la storia del brand ha avuto inizio, come dimostra l’inaugurazione – proprio in Valle Talloria, dove sono riunite le produzioni e l’archivio storico del marchio. – dello stabilimento produttivo destinato a diventare la nuova Casa del Vermouth e dello Spumante Cinzano, nel cuore delle Langhe, paesaggio vitivinicolo riconosciuto Patrimonio Mondiale dall’UNESCO.
“Riportare Cinzano a casa significa restituire al marchio un luogo nel quale la sua storia possa tornare a essere visibile e condivisa”, ha proseguito Nuccio Caffo. “Abbiamo voluto partire da un’azione concreta, recuperando un edificio e riportandovi attività, relazioni e persone. La storia di Cinzano non deve essere soltanto ricordata, deve tornare a vivere nel territorio da cui è nata e diventare la base sulla quale costruire il futuro”.
Presentate le nuove referenze dell’Asti
La serata è stata anche l’occasione per presentare i nuovi progetti per quanto riguarda le referenze dedicate al territorio astigiano: in particolare l’Asti Cinzano Rosé DOCG, una delle prime novità di prodotto della nuova fase aziendale e un importante segnale della fiducia di Gruppo Caffo 1915 nelle potenzialità dell’Asti. Il nuovo spumante nasce dall’unione tra due vitigni aromatici profondamente legati al Piemonte: il Moscato Bianco, alla base dell’Asti DOCG, e il Brachetto, uva a bacca rossa che conferisce al prodotto il suo caratteristico colore rosa e una maggiore complessità organolettica.

Le aree di produzione dei due vitigni coincidono in larga parte, rendendo la loro unione un’evoluzione naturale delle caratteristiche del territorio. Il risultato è uno spumante dolce e aromatico, dal colore accattivante, nel quale la freschezza e la fragranza del Moscato incontrano le delicate note di frutto rosso e la maggiore consistenza conferita dal Brachetto.
“L’Asti Cinzano Rosé nasce da due vitigni aromatici rari e fortemente identitari”, ha spiegato l’Enologo Lorenzo Barbero, Direttore Tecnico di Cinzano. “Il Moscato esprime la componente fragrante e floreale tipica dell’Asti, mentre il Brachetto dona il colore rosa, piacevoli sentori di frutti rossi e una maggiore persistenza al palato. È un prodotto immediato e piacevole, ma allo stesso tempo capace di raccontare con autenticità la ricchezza della nostra area vitivinicola”.
Pensato per interpretare occasioni di consumo più contemporanee, l’Asti Cinzano Rosé può essere proposto come aperitivo, accompagnare piatti freschi e informali oppure essere servito a tutto pasto. Una versatilità che amplia il tradizionale mondo dell’Asti e lo avvicina a un pubblico alla ricerca di prodotti aromatici, conviviali e dalla moderata gradazione alcolica.
Un inedito cocktail dedicato al territorio
La presentazione del nuovo Rosé è stata accompagnata da Alba, un cocktail inedito il cui nome rende omaggio alle Langhe e, in particolare, a Diano d’Alba, sede dello stabilimento produttivo Cinzano. Un brindisi ispirato al Piemonte, che celebra l’incontro tra due grandi espressioni del territorio: il Cinzano Asti Rosé, capace di donare freschezza, eleganza e delicate note fruttate, e il Cinzano Vermouth Bianco, che arricchisce il cocktail con complessità aromatica e morbidezza.
Pensato per esplorare nuove modalità di servizio e creare nuove occasioni di consumo, Alba nasce dall’equilibrio tra 2/3 di Cinzano Asti Rosé e 1/3 di Cinzano Vermouth Bianco. Preparato direttamente nel calice da vino con tecnica build e completato da un petalo di rosa edibile, si presenta come una proposta raffinata, contemporanea e immediata.
Unione concreta e simbolica di tutti gli elementi del nuovo percorso
La cena con i conferitori ha quindi riunito, simbolicamente e concretamente, tutti gli elementi del nuovo percorso: il rispetto per una tradizione agricola tramandata nel tempo, l’impegno verso la prima vendemmia della nuova proprietà, il ritorno del marchio nelle Langhe e la capacità di innovare attraverso nuovi prodotti e nuovi rituali di consumo e non ultimo, Alba, l’aperitivo che rappresenta un ulteriore tassello del percorso intrapreso da Cinzano per rinnovare il linguaggio dell’Asti senza allontanarsi dalla sua identità.
Come ha dichiarato Paolo Raisa, Amministratore delegato al Commerciale di Gruppo Caffo 1915: “La grande partecipazione dei conferitori conferma la solidità di un rapporto costruito nel tempo e rappresenta un elemento fondamentale per il nuovo percorso di Cinzano. Il nostro obiettivo è restituire al marchio il valore e il riconoscimento che merita, partendo dall’Italia e dal territorio piemontese, per rafforzarne progressivamente la presenza sui mercati internazionali. Questo progetto può svilupparsi solo attraverso la collaborazione tra azienda, filiera e comunità produttiva. La compattezza e la disponibilità riscontrate costituiscono una base concreta sulla quale costruire il futuro di Cinzano, valorizzandone la storia, l’identità e il potenziale commerciale”.

