Tra nuovi consumi e nuove generazioni: la ristorazione italiana vale 100 miliardi

Il Rapporto FIPE 2026 fotografa un settore che consolida il suo peso economico e conquista un pubblico trasversale sia dal punto di vista anagrafico sia dal punto di vista delle scelte di consumo, rispondendo a una domanda sempre più eterogenea e al tempo stesso selettiva, con una copertura multi-canale che asseconda e guida i nuovi trend F&B.

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L’ultimo rapporto FIPE annuncia l’importante traguardo dei 100 miliardi di euro a valore raggiunti nel 2025 dai consumi alimentari fuori casa in Italia (+3,7% rispetto all’anno precedente). Un risultato che testimonia la centralità strutturale della ristorazione nell’economia del nostro Paese, in cui operano più di 324 mila imprese, che muovono una media annua di  59,3 miliardi di euro e danno lavoro a più di un milione di dipendenti – in linea con una crescita occupazionale del +1,8% per l’insieme del terziario –. 

Consumatori più selettivi e in cerca di esperienze di qualità

Secondo l’AFH Consumer Tracking di TradeLab ripreso da FIPE, la crescita a valore della ristorazione convive anche con una maggiore selettività della domanda: nel 2025 sono state registrate circa 8 miliardi (+3%) di visite nei luoghi del fuoricasa con uno scontrino medio di 10,70 euro; una prova del fatto che i consumatori italiano non hanno rinunciato a uscire, ma hanno scelto con più attenzione quando e dove farlo, privilegiando le occasioni ad alto valore esperienziale rispetto a quelle puramente funzionali. 

Il merito del turismo internazionale 

Un contributo decisivo lo hanno dato anche le presenze turistiche, che nel 2025 sono state in totale più di 477 milioni – con un incremento del +9,2% rispetto al 2019 – di cui la maggior parte provenienti dall’estero, con un aumento delle visite straniere del +20% rispetto allo stesso anno di riferimento pre-pandemico.

Domanda e offerta: una questione generazionale

Full service, delivery, pub-café: secondo l’analisi generazionale condotta da Bain & Company ogni generazione ha il suo canale F&B di riferimento, scelto in base alla capacità di rispondere a determinate abitudini di consumo. Se per i Baby Boomers (ovvero i nati tra il 1945 e il 1964) il formato di riferimento assoluto per i consumi fuoricasa resta il ristorante a servizio completo – con visite meno frequenti ma più rilevanti in termini di spesa –, al contrario  i più giovani (Gen Z e Millennials) spaziano con disinvoltura da una canale all’altro: dai pub alle caffetterie (che costituiscono il motore primario di frequenza), al delivery, fino al full service per i momenti ad alto valore esperienziale.  

In Italia il ristorante è per tutte le età

Un fenomeno che contraddistingue l’Italia si distingue nel panorama europeo è quello che vede le viste al ristorante come  un’abitudine trasversale a tutte le generazioni e non appannaggio esclusivo delle fasce mature. Rispetto ai coetanei europei, in terra tricolore la Gen Z spicca per livelli di frequentazione del full service superiori alla media continentale (3-4 volte al mese, con un 15% che supera le 5 uscite mensili). Un segnale di vitalità culturale del modello italiano di concepire la ristorazione, e al tempo stesso una riprova della capacità della ristorazione stessa di attrarre e fidelizzare anche i consumatori più giovani.

La rivincita della “pausa pranzo” e del “dopo-cena”

Cambiano anche le occasioni di consumo, con il pranzo che registra una crescita delle visite (+0,4% grazie anche al traino della componente leisure e turistica) rispetto alla cena, che tuttavia si conferma la circostanza conviviale la più resiliente tra le occasioni serali (-1%, contro una media generale di -2%) e restando quindi un punto fermo per i consumatori, soprattutto in occasione di feste e ricorrenze. Riguardo ai canali, ristoranti e ristorazione in catena mostrano entrambi una crescita delle visite (+1%), confermando la resilienza del formato a servizio completo e l’attrattività delle catene per famiglie e giovani consumatori.

Da segnalare anche il ritorno in auge del dopocena e di consumi notturni, che hanno chiuso il 2025 in stabilità, sostenuti soprattutto della Gen Z (ovvero dai nati tra il 1997 e il 2012). 

Il ruolo di tecnologia e innovazione

In questo scenario, l’adozione di tecnologia innovative e al passo coi tempi si conferma una leva decisive per attrarre le nuove generazioni di clienti: dalla cucina aperta ai format modulari, dalla gestione digitale degli ordini alle attrezzature pensate per rispondere alla moltiplicazione delle occasioni di consumo, gli operatori che investono in soluzioni innovative sono quelli che meglio riescono a intercettare una domanda sempre più selettiva e diversificata. 

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