Un paniere di 15.585 prodotti, corrispondente a quasi 5,8 miliardi di euro di vendite nel 2025 (+5,3% a valore e di +2,2% a volume rispetto all’analisi precedente): secondo la XIX edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy Servizi il 16,9% delle referenze del food&beverage vendute in Italia contiene e reca in etichetta almeno uno dei 41 super ingredienti riconosciuti come tali dai consumatori nazionali.

Super ingredienti: uno dei trend più dinamici dell’F&B
L’Osservatorio Immagino di GS1 Italy è lo studio semestrale che analizza le abitudini di consumo degli italiani, monitora l’andamento delle vendite e incrocia oltre 100 variabili (tra ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni riportate sul packaging e/o da fonti esterne alla GDO) per definire i trend e i fenomeni che periodicamente ridefiniscono le dinamiche del mercato nazionale (in termini di presenza a scaffale di andamento delle vendite in valore e in volume).
Realizzata in base alle informazioni riportate sulle etichette di circa 151 mila prodotti di largo consumo digitalizzate e conservate nella banca dati Immagino a dicembre 2025 e ai dati sulle referenze in vendita nella grande distribuzione rilevati da NielsenIQ nel corso dell’intero anno, la diciannovesima edizione dell’Osservatorio ha sottolineato come, accanto a altre dinamiche di ormai consolidata rilevanza (come la predilezione degli italiani per gli alimenti “rich in”, “free from”, nonché per quelli riferibili al “Made in Italy” e per quelli insigniti di specifiche certificazioni a tutela del consumatore) si conferma la crescente attrazione per i super ingredienti, che nel loro insieme rappresentano un segmento tra i più rilevanti, dinamici e movimentati del mercato attuale.
Il fenomeno in numeri, tra valori di vendita e volumi
Quasi 17 prodotti alimentari su 100 venduti nei supermercati e ipermercati italiani reca in etichetta la presenza di almeno uno dei 41 super ingredienti individuati dall’Osservatorio Immagino nelle diverse categorie merceologiche dell’offerta della GDO (Traditional, Superfruit, Supercereali/farine, Semi, Spezie, Superfood e Dolcificanti). Una percentuale del 16,9% che incide per il 13,5% sul giro d’affari complessivo del comparto food&Beverage e che definisce un paniere dinamico, che nel 2025 ha accresciuto del +5,3% il suo valore, avvicinandosi a 5,8 miliardi di euro di sell-out. Seppur in misura più moderata, anche i volumi sono cresciuti, registrando un +2,2% rispetto al periodo di analisi precedente.
Prodotti “ecumenici” che mettono d’accordo domanda e offerta
Il successo dei super ingredienti è sostenuto tanto dalla domanda quanto dall’offerta, che nel periodo considerato sono cresciute rispettivamente del +3,6 % e +1,7 %, con una dinamica positiva che ha coinvolto quasi tutte le macro-categorie (con poche eccezioni quali dessert multipack, merendine e bevande a base tè, che hanno mostrato andamenti più deboli sia a valore sia a volume, insieme a yogurt intero e biscotti tradizionali, penalizzati da una contrazione dei volumi).
I “super” top del 2025
Nel 2025 il paniere dei super ingredienti appartenenti alla tradizione (cacao, nocciola, noci, mandorla, mirtillo, cocco e mango) si è confermo il primo per numero di referenze e giro d’affari (con 8.600 prodotti, un fatturato complessivo di quasi 3,8 miliardi di euro, e una crescita delle vendite del +4,7% a valore rispetto al 2024). Una dinamica sostenuta prevalentemente dalla domanda (+2,8 punti percentuali) a fronte di un contributo più moderato dell’offerta (+1,9 punti percentuali).




Ampliando lo sguardo a tutti i cluster merceologici, i super ingredienti in cima alla classifica sia per numero di prodotti a scaffale sia per valore di vendite sono Cacao (evidenziato in 2.602 prodotti con oltre 1,5 miliardi di euro di giro d’affari, che hanno registrato una crescita annua delle vendite del +8,6% a valore e del +1,2% a volume), mirtilli (segnalato in 816 prodotti che hanno aumentato le vendite del +10,1% a valore e del +9,5% a volume, superando i 316 milioni di euro di sell-out), cocco (con 506 prodotti a scaffale che hanno registrato un +8,9% a valore e un +7,5% a volume, e arrivando a oltre 160 milioni di euro di sell-out), mandorle (1.534 prodotti le cui vendite sono aumentate del +9,0% a valore e del +5,8% a volume arrivando a generare un valore di 582 milioni di euro) e vaniglia. Risultati brillanti e crescita rapida anche per i claim germe di grano (+53% circa sia a valore che a volume), semi di chia (+45%), acqua di cocco (+26%), mango (che ha visto crescere le vendite del +21% a valore e del +21,5% a volume, registrando un’espansione della domanda del 12,3% e arrivando a costruire un paniere composto da 331 referenze con quasi 92 milioni di euro di sell-out) e anacardi (cresciuto del +15,9% a valore e del +12,8% a volume, per un sell-out di 97,4 milioni di euro generato da 288 prodotti).
Referenze emergenti, celebrità in declino
Tra i claim emergenti nel 2025 e che paiono destinati ad affermarsi come “nuovi” super ingredienti spiccano il wasabi (in crescita del +12,4% a valore e del +11,6% a volume) e il basmati (in crescita del +6,6% a valore e del +9,0% a volume rispetto al 2024), che hanno beneficiato del traino del maggior consumo di secondi piatti base pesce, primi piatti pronti, estrusi e salse/spalmabili vegetali. Tra quelli che hanno perso appeal si segnalano invece l’avocado (che mantiene sostanzialmente stabili al +0,8% i volumi ma arretra del -5,8% a valore, fermandosi a 49,4 milioni di euro di fatturato), i semi di lino (-10,6% in volume), lo zucchero di canna (-6,3%), la canapa (-6,2%), la spirulina (-5,7%) e le bacche di goji (-5,8%).




Bene anche la categoria “supercereali/farine” (composta da 2.211 prodotti con oltre 676 milioni di euro di sell-out ) che nel 2025 ha ottenuto una crescita del +5,2% a valore e del +5,5% a volume. Il claim più performante e trainante è “avena”, che grazie a un forte ampliamento (+9,3%) dell’assortimento a scaffale è risultato presente in 699 referenze (dai cerali per la colazione alle bevande sostitutive del latte) che hanno sviluppato quasi 364 milioni di euro di vendite (+11,2% a valore e +11,7% a volume).

Seguono claim meno rilevanti ma comunque in crescita come “farina di mais”, “quinoa”, “olio di riso” e “germe di grano”, che pur rappresentando una nicchia (solo 41 referenze per 4,5 milioni di euro di sell-out), ha registrato un’importante accelerazione (con una crescita superiore al +50% sia a valore sia a volume). In calo invece l’attrattività delle referenze in cui è segnalata la presenza di “farro”, ma anche della “farina di riso” (-1,4% a valore e -1,6% a volume) rilevato su 178 prodotti con 95 milioni di euro di vendite, e per “kamut” (-5,2% a valore e -5,1% a volume), presente sull’etichetta di 130 referenze che hanno sviluppato un sell-out di 21,8 milioni di euro.
Dai “super ingredienti” ai “superfood”
L’Osservatorio Immagino ha rilevato, nel 2025, l’esistenza di 887 prodotti etichettati come superfood (o contenenti un componente considerato tale), che nel loro insieme identificano un paniere a sé, che ha chiuso il 2025 con oltre 180 milioni di euro di sell-out e con una crescita annua del +3,6% a valore e del +3,0% a volume. Un risultato derivante soprattutto dall’andamento positivo di aromi e spezie, che rappresentano la categoria più importante per questo claim. In particolare, molto si deve al claim “peperoncino”, il principale per ampiezza dell’offerta (436 referenze) e fatturato (oltre 57 milioni di euro), in crescita del +4,1% a valore e del +3,2% a volume. Segue il claim “ginseng”, spinto soprattutto da prodotti a base di caffè (macinato e solubile) che lo contengono (149 referenze che hanno sfiorato i 49 milioni di euro di sell-out) e che hanno permesso di registrare un aumento annuo del +5,0% a valore e del +2,6% a volume. Bilancio molto positivo anche per il claim “pappa reale” (rilavato on pack su 53 referenze per un giro d’affari di 25,1 milioni di euro, +6,8% a valore e +8,0% a volume rispetto al 2024), trainato da prodotti quali yogurt funzionale e integratori.



