La ristorazione può essere anche uno strumento di responsabilità sociale. È questo il messaggio che accompagna la Italian Chef Charity Night 2026, in programma mercoledì 9 settembre sul rooftop del The Social Hub Belfiore, a Firenze. L’edizione del decennale riunisce chef, pizzaioli, pasticceri, gelatieri e produttori per una serata di degustazione il cui ricavato sarà destinato all’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, con particolare attenzione ai programmi contro la malnutrizione tra le popolazioni rifugiate nel mondo. L’appuntamento rappresenta anche un esempio interessante di come professionalità, networking e impegno sociale possano convergere attorno alla tavola. Una squadra ampia e trasversale, che mette in dialogo insegne stellate, ristorazione contemporanea, cocktail bar, pizzerie, pasticcerie e realtà artigianali.

Chef e insegne: una fotografia dell’Horeca toscano
Il programma costruisce un vero e proprio percorso attraverso il panorama gastronomico fiorentino e toscano. Tra i protagonisti figurano gli chef stellati Vito Mollica di Atto di Vito Mollica, Matteo Temperini di Rosewood Castiglion del Bosco, Mirko Marcelli di Osmosi, Giovanni Luca Di Pirro de La Torre del COMO Castello del Nero, Iside De Cesare de La Parolina e Antonello Sardi di Serrae Villa Fiesole. A loro si affiancano Simone Caponnetto di Locale, Andrea Candito di Osteria Golden View e Marcella Schillaci del Bistrot Lo Zero di Montespertoli. L’edizione 2026 vede inoltre diversi debutti, tra cui Giulio Picchi e Oscar Severini di Cibrèo Ristorante & Cocktail Bar, Elisa Masoni di Molino Trattoria Moderna, Nicola Zamperetti de La Gamella al Collegio alla Querce, Luca Armellino del Caffè dell’Oro, Lorenzo Chirimischi e Alessio Ninci di Santabarbara e Lorenzo Crescioli di Insolita Trattoria.

Una partecipazione che racconta bene la ricchezza dell’offerta Horeca locale: non solo alta cucina, ma competenze e format differenti chiamati a condividere lo stesso progetto.
Dal gelato alla pizza, fino alla pasticceria
Il percorso non si ferma alla cucina. La componente dolce sarà affidata ai gelatieri Cinzia Otri, Stefano Dondoli e Antonio Ciabattoni, mentre la pizza sarà rappresentata da Zanfa Bros ed Elementi Pizza & Cocktail.
Spazio anche alla pasticceria con Michael Boivin di Rosewood Castiglion del Bosco, Paolo Rufo della Pasticceria Mille Voglie di Albinia e la Scuola Tessieri. Proprio quest’ultima introduce uno degli elementi più significativi dell’edizione: il fondatore Alessio Tessieri ha messo a disposizione una borsa di studio da 15 mila euro, destinata a un giovane rifugiato con il sogno di diventare chef, che sarà selezionato in collaborazione con l’UNHCR.

È un passaggio che sposta il concetto di solidarietà dalla semplice raccolta fondi alla formazione e alla costruzione di nuove opportunità professionali.
Una tavola che mette insieme tutta la filiera
A completare la serata saranno i prodotti e le competenze di numerose realtà della filiera: dalle schiacciate e dai cantucci di Pane, Amore e Fantasia ai tartufi di San Pietro a Pettine, dagli spumanti Valdo ai vini del Castello di Meleto, dalla birra Bader all’acqua Fonte de’ Medici, fino ai drink di Spirituum Cocktail Bar e al caffè di Espresso Giada. Presenti anche Lactosolution 15000 e gli snack Platatine. Il modello è interessante anche per il mondo Horeca perché mette in evidenza la dimensione corale dell’esperienza gastronomica: chef e artigiani diventano il punto di contatto tra aziende, produttori, studenti, professionisti dell’accoglienza e pubblico.
Il valore della collaborazione
La serata è promossa da Il Forchettiere e organizzata dall’Atelier di Narrazione, con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana. Alla realizzazione collaborano anche l’Istituto alberghiero A. Saffi di Firenze, insieme a partner e aziende della filiera. Per Marco Gemelli, fondatore de Il Forchettiere e promotore dell’iniziativa, arrivare alla decima edizione significa vedere riconosciuto un lavoro costruito nel tempo grazie alla disponibilità di chef, aziende e professionisti. La scelta dell’UNHCR nasce dalla volontà di legare l’anniversario a una responsabilità collettiva e a un intervento concreto.
«Il cibo è un linguaggio universale», sottolinea invece Emiliano Wass dell’Atelier di Narrazione, evidenziando il ruolo della cucina come spazio di incontro tra storie, provenienze e tradizioni differenti.
Dall’Amatriciana Day alla Charity Night
La manifestazione nasce dieci anni fa con il nome di Amatriciana Day, con le prime edizioni ospitate al Forte Belvedere e dedicate alle vittime del terremoto del Centro Italia e alla ricostruzione. Dal 2018 assume il nome Italian Chef Charity Night e, di anno in anno, sceglie una diversa causa sociale o umanitaria. Nel tempo sono stati sostenuti il Centro Antiviolenza Artemisia, l’ospedale di Careggi, progetti dedicati a ragazzi con disabilità, il World Food Programme delle Nazioni Unite, la Fondazione Casa Marta, i volontari impegnati nell’assistenza ai minori stranieri non accompagnati e, nel 2025, il Nucleo Trapianti della Protezione Civile.
Il decennale diventa così non soltanto una celebrazione, ma un’occasione per riaffermare il ruolo che il sistema Horeca può avere nel territorio, anche oltre il servizio e l’offerta gastronomica.

L’appuntamento
Italian Chef Charity Night 2026 si terrà mercoledì 9 settembre 2026, sul rooftop del The Social Hub Belfiore, con vista su Firenze. Il ricavato sarà destinato all’UNHCR e ai suoi programmi di sostegno alle persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni.
Un evento in cui la cucina diventa networking, racconto del territorio e, soprattutto, uno strumento concreto di solidarietà.

