“L’unione fa la forza”. Da questa convinzione nasce Dìade, il nuovo rosato IGT Toscana di Castello di Meleto che la rappresenta fin dall’etichetta. Il nome stesso infatti deriva dal greco dyás, dualità intesa non come contrapposizione, ma come processo generativo.

Un vino nato come opera collettiva
Come ogni opera che si rispetti, il nuovo rosé Dìade non è frutto di una singola ispirazione ma nasce dall’unione di più elementi, che lavorano in sinergia per restituire al prodotto finale le sue caratteristiche uniche. Le tappe di questo percorso creativo sono segnate da tante unioni, che vanno dai vitigni ai vigneti e alle tipologie di terreno, dai materiali in cui avviene l’affinamento fino alla dimensione conviviale per cui è pensata la degustazione.


Due vitigni, due vigneti
Presentato in anteprima lo scorso 27 luglio dalla cantina Castello di Meleto, Dìade nasce dall’incontro tra due uvaggi: il Sangiovese che dona struttura, freschezza e tensione, e la Malvasia Nera che amplifica il carattere del vino conferendogli maggiore profondità, eleganza aromatica e una delicata nota speziata. Il risultato è un uvaggio in cui due voci voci che si sostengono reciprocamente, generando un’unica espressione. Due sono anche i vigneti da cui provengono le uve: quello di San Piero e di Cerreta, caratterizzati da una composizione del suolo in cui sono presenti galestro, alberese e argilla, che conferiscono al vino una trama sapida, minerale e persistente, capace di unire eleganza e carattere.

Due fasi di affinamento
In cantina l’opera viene perfezionata da fermentazione e affinamento, divisi tra acciaio e tonneaux di rovere francese a tostatura leggera. E dopo quindici mesi, la sosta sulle fecce fini regala complessità, profondità e armonia.
Un’etichetta concepita come racconto
L’etichetta stessa apposta sulle bottiglie esprime anche dal punto di vista grafico il concetto di unione che fa la forza di Dìade: il cerchio al centro non è un ornamento, ma un’ideale cornice in cui convivono il germoglio, i fiori, i grappoli maturi, il legno, tutte le età della vite riunite nello stesso istante. Così, elementi diversi, appartenenti a momenti differenti della vita della pianta si fondono in un’unica forma.

Un vino ideale da condividere
Il risultato di questa catena di incontri e armonie è un vino rosé fresco e diretto al primo sorso, poi via via sempre più ricco. Perfetto per l’estate, è ideale da condividere durante le cene all’aperto e agli aperitivi che si allungano fino a sera, dove più si è, meglio è.


