Bellussi rinnova Belcanto per i 30 anni puntando sulle Rive di Guia, nel cuore del Conegliano Valdobbiadene Docg. La viticoltura eroica esalta qualità e identità territoriale

C’è Prosecco e Prosecco. Esiste quello di pianura, frutto di una viticoltura meccanizzata ed estensiva, e quello delle colline patrimonio Unesco di Conegliano Valdobbiadene, dove la morfologia del terreno impone una gestione eroica. Qui, le pendenze sono talmente ripide da impedire l’ingresso dei macchinari. Ogni filare si conquista a piedi e ogni grappolo viene curato e vendemmiato rigorosamente a mano. In questo contesto di viticoltura eroica la Glera esprime una maggiore acidità e note aromatiche più accentuate rispetto ai suoli pianeggianti.
Una differenza sostanziale che Bellussi vuole rimarcare con il restyling della linea Belcanto in occasione del suo trentesimo anniversario. Già al suo esordio Belcanto era ciò che oggi chiamiamo Rive. Una selezione precisa, legata a parcelle e persone, molto prima che questo concetto venisse formalizzato nel disciplinare.
Verso l’identità di filiera
Nasce così la linea Belcanto Rive, declinata nelle tre referenze Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Rive di Guia Brut, che rappresenta l’espressione più verticale, minerale ed essenziale. Il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Rive di Guia Extra Dry dal profilo aromatico più morbido e il Valdobbiadene Superiore di Cartizze Edizione La Fenice Dry, che si pone come vertice qualitativo della collezione.
Ciascuna di esse è testimonianza di una selezione precisa, per quanto riguarda l’approvvigionamento delle uve, dal momento che dal 2026 la famiglia Martellozzo (proprietaria di Bellussi da quattro generazioni) ha scelto di elevare la zonazione affidandosi non più a diversi conferitori bensì a un unico produttore: Silvio Spagnol e indicando in etichetta la zona precisa di produzione: le Rive di Guia, un territorio dove convivono terreni di origine marina, ricchi di arenarie e fossili, e zone più argillose, capaci di dare vini più aperti e aromatici o più tesi e minerali.
Il legame con la musica
Fin dalla sua nascita, Belcanto non è stato solo un marchio commerciale, ma un omaggio alla grande tradizione lirica italiana. “La linea debuttò nel 1996 legandosi al Concorso Internazionale Toti Dal Monte di Treviso”. Raccontano Francesca, Paola e Giovanni Martellozzo, la quarta generazione della famiglia proprietaria di Bellussi. “Ha consolidato negli anni il proprio profilo culturale diventando vino ufficiale del Teatro La Fenice di Venezia nel 2021. Il nuovo design dell’etichetta riflette questa simbiosi: la grafica si apre come una cornice teatrale e richiama i colori e le rifiniture delle partiture d’epoca del teatro veneziano. I segni grafici mutuano il linguaggio della notazione musicale, sottolineando che l’armonia di questo vino è speculare a quella di una partitura operistica”.
Numeri e strategie di mercato
Bellussi produce complessivamente 2 milioni di bottiglie, con un fatturato generato per il 60-65% sul mercato interno (di cui il 70% nel canale horeca). La linea Belcanto si attesta su una produzione di circa 60-70 mila bottiglie, volumi che l’azienda intende mantenere, salvo condizioni produttive avverse. La dichiarazione d’origine Rive di Guia si accompagna a un innalzamento del posizionamento di prezzo con una destinazione più orientata alla ristorazione di fascia alta.

Oltre il Prosecco: obiettivo “sparkling house”
Insieme alla valorizzazione della produzione del Prosecco Docg, l’azienda ha intrapreso un percorso di diversificazione produttiva di vini spumantizzati. Nel 2025 ha completato la linea Bellussì con un Blanc de Blancs da Chardonnay della Val di Cembra, in Trentino che è andato ad aggiungersi al Blanc de Noir 100% Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese e al Prosecco Rosé Millesimato Brut Doc. Tutti spumantizzati con metodo Charmat lungo con l’obiettivo di dimostrare che si possono produrre degli sparkling di buon livello anche in autoclave e dare al consumatore delle alternative al Prosecco. L’obiettivo strategico di medio periodo è consolidare l’immagine di Bellussi come azienda produttrice di spumanti di diverse provenienze geografiche, svincolandola dal solo fenomeno Prosecco. 


