Suber Design di Amorim Cork Italia. Il sughero riciclato conquista il design internazionale

Suber Design di Amorim Cork Italia entra tra i dieci finalisti del Seoul Design Awards e si avvicina al Compasso d’Oro 2028 con Edy Wood. Un progetto di economia circolare che trasforma i tappi di sughero recuperati in arredi sostenibili, aprendo nuove prospettive anche per il design di ristoranti, bar, hotel e locali

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Il design contemporaneo guarda sempre più alla sostenibilità, alla scelta dei materiali e alla capacità di dare nuova vita alle risorse. In questo scenario si distingue Suber Design, il brand eco-sostenibile di Amorim Cork Italia, che porta il sughero riciclato nel mondo dell’arredamento e dell’alto artigianato, dimostrando come economia circolare ed estetica possano convivere. Il progetto ha conquistato un importante riconoscimento internazionale entrando tra i primi dieci finalisti del Seoul Design Awards, selezionato tra 1.204 candidature provenienti da 91 Paesi. Un risultato significativo per l’azienda italiana, che si è classificata tra i soli due progetti italiani presenti nella rosa dei dieci finalisti, insieme a Lavazza. «Arrivare tra i primi dieci al mondo, tra oltre mille progetti, è già di per sé una vittoria», sottolinea Carlos Veloso dos Santos, amministratore delegato di Amorim Cork Italia. Un risultato che conferma la capacità dell’azienda di competere a livello internazionale non soltanto sul piano tecnico, ma anche per progettualità sostenibile ed estetica.

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Edy Wood: 4.800 tappi diventano un complemento d’arredo

Un altro importante traguardo riguarda Edy Wood, lo sgabello firmato Suber Design, realizzato attraverso il riciclo di 4.800 tappi in sughero. Il progetto è stato selezionato per l’ADI Design Index 2026 insieme ad altri 340 lavori, entrando così nel percorso che conduce al XXX Compasso d’Oro ADI, in programma nella primavera del 2028.

Edy Wood interpreta il materiale attraverso una forma essenziale e versatile: può essere utilizzato come seduta oppure come tavolino. La sua identità nasce dall’incontro tra manifattura, ricerca estetica e riuso responsabile, trasformando un materiale destinato allo smaltimento in un oggetto di design. Un esempio concreto di come il recupero possa diventare occasione di innovazione, senza rinunciare alla qualità formale e alla funzionalità.

Design sostenibile: nuove opportunità per ristoranti, bar e hotel

La ricerca di materiali sostenibili non riguarda soltanto l’arredamento domestico, ma coinvolge sempre più anche il mondo dell’ospitalità e della ristorazione. Per ristoranti, bistrot, cocktail bar, enoteche e strutture alberghiere, il design rappresenta una componente importante dell’esperienza offerta al cliente. In questo contesto, progetti come Suber Design suggeriscono una direzione interessante per il settore Ho.Re.Ca.: integrare nell’arredo materiali recuperati, naturali e legati a percorsi di economia circolare, trasformando la sostenibilità in un elemento riconoscibile dell’identità del locale.

Il sughero, materia prima naturale e strettamente connessa alla cultura del vino, presenta anche un valore simbolico interessante per ristoranti ed enoteche. I tappi, che normalmente accompagnano il momento del servizio e della degustazione, possono così intraprendere una seconda vita e diventare parte di un progetto di arredamento. Sedute, tavolini e complementi d’arredo realizzati con materiali recuperati possono contribuire a raccontare una filosofia aziendale attenta all’ambiente, offrendo ai clienti un’esperienza che coinvolge non soltanto la proposta gastronomica, ma anche gli spazi e le scelte progettuali.

Per le attività Ho.Re.Ca. la sostenibilità del design può quindi diventare un valore aggiunto nella comunicazione del brand, nella caratterizzazione degli ambienti e nella costruzione di un rapporto più consapevole con il consumatore. Non si tratta solo di scegliere un arredo ecologico, ma di dare coerenza a un progetto di ospitalità in cui materiali, estetica e responsabilità ambientale dialogano tra loro.

Progetto Etico e la seconda vita dei tappi di sughero

Alla base di Suber Design c’è il Progetto Etico di Amorim Cork Italia, nato per recuperare i tappi in sughero usati, evitando che finiscano tra i rifiuti indifferenziati. Grazie alla collaborazione con diverse organizzazioni non profit, i tappi vengono raccolti e avviati a nuovi processi di valorizzazione. La materia recuperata trova così applicazione nella bioedilizia e nella produzione di oggetti di design, attraverso una filiera che trasforma uno scarto in una nuova risorsa.

Suber Design rappresenta una delle espressioni più significative di questo percorso: il sughero viene reinterpretato attraverso lavorazioni artigianali e soluzioni progettuali capaci di coniugare funzionalità, eleganza e sostenibilità. Un modello che mette in relazione i tre pilastri dello sviluppo sostenibile: Pianeta, Persone e Profitto.

Amorim Cork Italia tra ricerca, innovazione e tutela ambientale

Con sede a Conegliano, in provincia di Treviso, Amorim Cork Italia è la principale filiale del Gruppo Amorim e leader del mercato nazionale dei tappi in sughero. Nel 2025 l’azienda ha registrato un fatturato di 74 milioni di euro, con 75 dipendenti, completando inoltre il raddoppio della sede produttiva grazie a un investimento di 6,5 milioni di euro.

La sensibilità ambientale si accompagna a un’attività costante di ricerca e sviluppo e alla tutela delle foreste da sughero, patrimonio naturale fondamentale per la disponibilità di questa materia prima. Il percorso culturale dell’azienda è stato valorizzato anche attraverso mostre come SUG_HERO – Metaforme – Le mille vite di uno straordinario dono della natura, il sughero e Il passo del viandante, dedicate rispettivamente alle potenzialità del materiale e al territorio. Con i riconoscimenti internazionali ottenuti da Suber Design, Amorim Cork Italia conferma così una visione nella quale il design non è soltanto ricerca estetica, ma anche strumento per promuovere nuovi modelli di produzione e consumo. Una prospettiva che interessa da vicino anche il mondo dell’ospitalità: perché il futuro dei locali passa sempre più dalla capacità di coniugare qualità dell’accoglienza, identità degli ambienti e attenzione all’ambiente.

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