Il tè si prepara a diventare uno dei protagonisti delle nuove tendenze beverage nel fuori casa. Sempre più utilizzato in cocktail low alcol, mocktail e proposte di mixology contemporanea, sta conquistando spazio nei menu di locali e cocktail bar grazie alla sua versatilità aromatica e alla capacità di rispondere alla crescente domanda di esperienze di consumo più leggere e consapevoli. A intercettare questo trend è Momenteeria, la sala da tè contemporanea di Milano, che ha scelto di trasformare il tradizionale rito dell’infusione in un’esperienza dedicata all’aperitivo. Nel locale di via Carducci, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio, il tè diventa ingrediente centrale di cocktail signature, kombucha e bevande analcoliche, affiancato da una proposta food pensata per accompagnare il consumo senza appesantire. La novità arriva insieme all’apertura del nuovo dehors con panorama su Piazza Sant’Ambrogio, uno spazio che amplia ulteriormente l’esperienza di consumo e che punta a valorizzare il momento dell’aperitivo in una chiave più lenta e conviviale.

Il tè entra nel linguaggio della mixology
Se per decenni il tè è stato associato prevalentemente alla colazione o ai momenti di relax pomeridiani, oggi il suo ruolo si sta evolvendo. La mixology contemporanea guarda con interesse a ingredienti botanici, fermentati e naturali, capaci di aggiungere complessità aromatica senza aumentare necessariamente il tenore alcolico del drink.
“Il tè è la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua e racchiude migliaia di anni di storia, cultura e tradizione”, spiega Monica Angeli, store manager e tea tender di Momenteeria. “Proprio questa ricchezza si traduce oggi in un potenziale straordinario per la mixology. Esistono infinite varietà di tè, ognuna con un proprio profilo aromatico, a cui si aggiunge un universo ancora più ampio di miscele e aromatizzazioni”.

Secondo Angeli, il tè rappresenta una materia prima ancora in parte inesplorata per il settore Horeca. “Può essere utilizzato come ingrediente principale o come elemento di supporto, in estrazione concentrata oppure più delicata, per aggiungere struttura, freschezza o persistenza aromatica. È una materia prima estremamente versatile, capace di regalare sempre una sfumatura inattesa e di trasformare un drink in un’esperienza sensoriale più completa e contemporanea”.
Cocktail che raccontano territori e stagioni
La nuova drink list di Momenteeria propone sei cocktail signature costruiti attorno a diverse varietà di tè e infusioni botaniche. Tra le referenze spicca il Gin Teazz, che abbina tè Wulong, fiore di sambuco delle Dolomiti e agrumi a gin e liquore al mandarino, mentre il Golden Hour combina mela, limone e curcuma con calvados e cointreau. Completa la proposta il Momenteeria Spritz, reinterpretazione del classico aperitivo italiano realizzata con la nuova miscela esclusiva Lillibet.



Accanto alle proposte alcoliche trovano spazio kombucha e cocktail analcolici come Botanical Blush e Her Majesty, pensati per intercettare il crescente interesse verso il mindful drinking.
Per Angeli, uno degli aspetti più interessanti dell’utilizzo del tè nella miscelazione è la sua capacità di diventare uno strumento di storytelling territoriale. “Molti spirits lavorano già da tempo su botaniche e aromatizzazioni capaci di raccontare un territorio. L’incontro con il tè permette di amplificare ulteriormente questa narrazione. Quando si sceglie una miscela che richiama le stesse note aromatiche dello spirit si crea una vera immersione sensoriale nel luogo che si vuole rappresentare”. Un approccio che consente di costruire cocktail in grado di evocare paesaggi, ricordi ed emozioni. “Da Momenteeria abbiamo scelto un gin ispirato ai paesaggi dei laghi ghiacciati del Trentino e lo abbiamo abbinato a una soda realizzata con uno dei nostri tè arricchiti da botaniche italiane. Il risultato è un cocktail che non si limita a essere piacevole da bere, ma racconta una storia”.
Una risorsa creativa per bartender e locali
L’interesse crescente verso il tè offre nuove opportunità anche agli operatori del settore. Grazie alle numerose tecniche di lavorazione disponibili, il tè può infatti diventare un elemento distintivo all’interno di una cocktail list. “Le possibilità creative sono praticamente illimitate”, sottolinea Angeli. “Può essere utilizzato in infusione, lavorato direttamente in foglia, impiegato per caratterizzare uno spirit oppure per realizzare preparazioni complementari come shrub, sode, sciroppi, schiume o garnish aromatiche”. Dai tè affumicati, che apportano profondità e complessità, al matcha, che aggiunge struttura e note vegetali, fino agli infusi floreali, ideali per creare cocktail eleganti e raffinati, le applicazioni sono molteplici. “La vera differenza la fa però la qualità della materia prima. Come accade nel vino, anche nel tè l’eccellenza è fondamentale. Solo partendo da una foglia fresca e ben selezionata si riesce a percepire davvero il contributo del tè all’interno del cocktail”.
Lillibet, la miscela che unisce tradizione e spettacolarità
Tra le novità più rappresentative della stagione c’è Lillibet, miscela esclusiva creata da Momenteeria per celebrare il centenario della nascita della Regina Elisabetta II. La base è quella di un classico Earl Grey, arricchito con petali di fiordaliso e butterfly pea flower.



Il dettaglio che rende unica questa miscela è la sua trasformazione cromatica: il blu naturale dell’infusione si trasforma in una tonalità rosa dorata con l’aggiunta di qualche goccia di limone.
“Credo che gli amanti del tè apprezzeranno soprattutto il suo equilibrio tra tradizione e sorpresa», conclude Angeli. «Lillibet nasce da un grande classico amato dalla Regina Elisabetta, ma introduce anche un elemento di meraviglia. Con il limone avviene una piccola magia che trasforma la degustazione in un’esperienza multisensoriale”. Con la sua proposta di tea aperitivo, Momenteeria dimostra come il tè possa superare i confini del consumo tradizionale e diventare una leva di innovazione per il canale Horeca. Una tendenza che unisce mixology, benessere, ingredienti naturali e ricerca esperienziale, offrendo ai locali nuove opportunità per differenziare l’offerta e intercettare le evoluzioni del mercato beverage.

