Passione, dedizione, lungimiranza, saggezza e impegno nel portare avanti battaglie sociali e ambientali, anticipando temi oggi centrali come la difesa dei territori, la tutela degli ecosistemi ambientali e la costruzione di un modello agricolo più giusto e sostenibile. Questa l’immagine di Carlo Petrini restituita da FederBio all’indomani della sua scomparsa.
Carlo Petrini, fondatore di SlowFood e anticipatore dei tempi
FederBio si unisce al cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, di Terra Madre e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, rendendo omaggio al suo instancabile impegno per l’affermazione di un cibo buono, pulito e giusto. Valori oggi estremamente attuali e rivendicati come fondamentali per un approccio alla cucina che non sia solo espressione di tradizioni tramandate e di creatività esibita, ma soprattutto atto etico, sociale, culturale e in qualche modo “politico”.
Un visionario che ha riscritto il significato del cibo
Con la sua visione, Carlo Petrini ha trasformato il cibo in strumento capace di valorizzare le comunità locali, i contadini, la qualità, la stagionalità della materia prima e la relazione profonda tra alimentazione, ambiente e salute. Ha contribuito a rendere patrimonio comune concetti fondamentali quali sostenibilità, biodiversità, sovranità alimentare, giustizia per i produttori ed educazione al gusto.

L’omaggio di FederBio
“La scomparsa di Carlo Petrini ci priva di un riferimento lungimirante, una delle voci più lucide, coraggiose e autorevoli del nostro tempo – ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio -. Il suo pensiero e la sua determinazione hanno prodotto una rivoluzione a livello globale nella percezione del cibo e dell’agricoltura, mostrando come ogni scelta alimentare sia anche una scelta etica, ambientale e sociale. Ha saputo unire cultura gastronomica, impegno civile e cura della terra, mettendo al centro i contadini e costruendo ponti tra produttori, cittadini, giovani, istituzioni e comunità di tutto il mondo. Il biologico gli deve molto: il suo impegno per la biodiversità e le produzioni locali, unito alla capacità di raccontare l’agricoltura come cura, responsabilità e futuro resteranno un riferimento prezioso per chi lavora ogni giorno alla costruzione di sistemi alimentari più equi, sostenibili e rispettosi della vita. Alla famiglia, a tutta la comunità di Slow Food e alla presidente Barbara Nappini, esprimiamo la nostra vicinanza e la volontà di proseguire nell’impegno comune per un futuro del cibo buono, pulito e giusto”.


