La Capitale si prepara alla sesta edizione di Roma Bar Show, la manifestazione “diffusa” dedicata al mondo del beverage

Il prossimo 14 e 15 settembre, torna presso La Nuvola l’evento che porterà nella Città Eterna oltre 200 espositori, centinaia di buyer da più di 30 Paesi e i più grandi protagonisti della scena internazionale legata alla bar industry, con un calendario di appuntamenti in tutta la città

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Due giorni per incontrarsi, fare business, condividere competenze e guardare alle trasformazioni che stanno cambiando il mondo del beverage e dell’ospitalità. Il 14 e 15 settembre, negli spazi espositivi del quartiere EUR, torna Roma Bar Show, la manifestazione italiana dedicata al mondo del beverage, riconosciuta tra le più importanti a livello internazionale.

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Un progetto che unisce business e cultura del bar

La sesta edizione di Roma Bar Show si caratterizza per l’esplicito impegno a fare della kermesse il punto d’incontro tra due dimensioni sempre più complementari: da una parte il business, l’internazionalizzazione e le nuove opportunità per le imprese; dall’altra la cultura del bar, la formazione, la valorizzazione del talento e di quella capacità tutta italiana di trasformare l’ospitalità in un’esperienza unica e di valore. 

Appuntamento ai protagonisti dell’intera filiera

Con oltre 200 espositori attesi, nonché professionisti, imprenditori e molti dei protagonisti più autorevoli della scena mondiale, Roma Bar Show 2026 riunirà a nel capoluogo laziale l’intera filiera del beverage in un programma che va oltre la dimensione espositiva e mette in relazione prodotti, competenze, nuove idee e opportunità commerciali, con l’obiettivo di raccontare un settore sempre più centrale per il Made in Italy e per il futuro dell’ospitalità.

Una manifestazione sempre più globale 

Nonostante la scelta di aprire l’edizione 2026 con una serata esclusiva ospitata negli spazi del Bar della Musa di Palazzo Talìa – a ribadire il legame del progetto con la città ospitante –, Roma Bar Show punta quest’anno a consolidare la propria vocazione sempre più internazionale.

Non a caso tra i suoi ospiti figureranno centinaia di buyer giunti nella Città Eterna da più di 30 Paesi grazie al Buyers Program realizzato in collaborazione con Fiere di Parma e ICE – Agenzia, per favorire l’incontro tra aziende, produttori, importatori, distributori e decision maker dei mercati europei ed extraeuropei.

Il supporto della tecnologia digitale con un’App dedicata

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è la creazione di una nuova applicazione dedicata, che consentirà ai protagonisti della manifestazione di programmare in modo efficace e coerente appuntamenti e incontri, così da trasformare il tempo trascorso al Roma Bar Show in un’occasione concreta per creare nuovi contatti, cogliere nuove opportunità di business e aprire la strada a nuovi canali di sviluppo commerciale.

«L’obiettivo è accompagnare Roma Bar Show nella sua evoluzione verso una piattaforma B2B sempre più qualificata – afferma Riccardo Caravita, vice-presidente di Roma Bar Show – capace di mettere in relazione l’intera filiera del beverage, dalla distribuzione all’Horeca, dal foodservice al mondo dei grossisti, e di generare concrete opportunità di business e collaborazione. Il Buyers Program e l’apertura ai mercati internazionali rappresentano, in questo senso, un passaggio importante per ampliare la portata della manifestazione e renderla un appuntamento sempre più rilevante per gli operatori del settore, in Italia e all’estero».

Focus sul ruolo della formazione, della competenza, della professionalità

Accanto al business resta centrale il grande patrimonio di conoscenze e professionalità che anima la bar industry internazionale. Pertanto il programma Educational si sviluppa attraverso diverse aree e palchi, dall’Auditorium alla RBS Academy by Perrier, dalla nuova Business Room a One to Watch, fino alle Tasting Room e agli altri spazi dedicati al confronto e alla condivisione.

Uno dei tratti più riconoscibilI del programma è senza dubbio l’Academy: sul palco saliranno, tra gli altri, Faye Chen del rivoluzionario Double Chicken Please di New York, Marco Corallo di Saikindō al Four Seasons Hotel di Abu Dhabi, Jonathan Gabbay di Argo Hong Kong, insieme ad Alex Frezza e Dario Tortorella de L’Antiquario di Napoli, Sofokli ed Evis Cali di Nouvelle Vague a Tirana, Jimmy Bertazzoli di Aguardiente di Marina di Ravenna e molti altri protagonisti.

Dall’apprendimento all’innovazione

Il percorso proposto dall’Academy – e in generale da tutti i format in cui si articolerà Roma Bar Show 2026 –, ha come obiettivo non solo quello di insegnare ricette e tecniche, ma di trasmettere l’importanza di sviluppare nuovi modelli di ospitalità identitari, basati sull’abilità di gestione dell’attività nel qui e ora ma anche sulla capacità di guardare avanti con spirito innovativo. 

Uno scopo che trova la sua concretizzazione nella Business Room, la nuova area dedicata a chi ha raggiunto una fase di maturità professionale e vuole guardare “oltre il bancone”, per aprirsi a nuovi orizzonti imprenditoriali e creativi: dalla costruzione di un brand all’ideazione di un nuovo spirit, dal ruolo commerciale allo sviluppo di un concept, fino alla progettazione di format replicabili e funzionali.

«Apprezziamo l’impegno di Roma Bar Show nel confermare una manifestazione che, giunta alla sesta edizione, si è affermata tra gli appuntamenti più significativi del panorama italiano dedicati alla bar industry», ha dichiarato ill Cav. del Lav. Micaela Pallini, Past President della Federvini (Federazione di Confindustria che rappresenta i produttori di Vini, Spiriti e Aceti). 

«L’ingresso di Fiere di Parma rappresenta un’ulteriore opportunità di crescita per un’iniziativa che ci auguriamo possa continuare a svilupparsi e a brillare nella nostra Capitale. Un evento dedicato alla convivialità e alla condivisione, che pone in primo piano la formazione e la premiazione di nuovi talenti nel bar industry, una pratica di cui l’Italia può considerarsi grande interprete, fondata sulla capacità di creare occasioni di incontro, condivisione e gioia di stare insieme, elemento distintivo della nostra cultura sociale. Il tutto con un’attenzione al consumo moderato, essenziale per vivere con consapevolezza ogni momento di aggregazione. Si tratta di un contesto tutt’altro che trascurabile per il settore degli spirits, il cui consumo trova nel fuoricasa uno spazio privilegiato, accompagnando occasioni speciali, momenti di svago e il piacere di stare insieme». 

Una riflessione sulle nuove abitudini di consumo

Non potrà mancare, tra i temi al centro del programma, una riflessione sull’evoluzione dei consumi e una disamina delle nuove abitudini legate al fuori casa. 

A tal proposito Future Drinking porterà al Roma Bar Show il confronto sul mondo No & Low Alcohol, mentre la Mexico Talk Arena amplierà il racconto dell’iconico Mexican Village attraverso storie, territori e distillati d’agave. 

Lo sguardo sulla situazione attuale e sulle prospettive future del comparto beverage passerà anche attraverso le attività ospitate dall’Auditorium, con appuntamenti dedicati alla collaborazione, all’intelligenza artificiale nell’hospitality, alla mentorship e alla storia del cocktail, affidati a nomi del calibro di David Wondrich, Sean Finter, Angus Winchester, Ian Burrell e Danil Nevsky.

Attesa per la quarta edizione dei Roma Bar Show Awards

Durante la prima giornata di manifestazione, il 14 settembre, si terrà anche l’attesa quarta edizione di Roma Bar Show Awards: il riconoscimento che celebra le eccellenze dell’ospitalità italiana, premiando i migliori cocktail bar, bartender e professionisti del settore, che raccontano la ricchezza e la varietà della scena italiana e non solo.

Eventi diffusi in tutta la città 

Grazie alla rinnovata collaborazione con Roma Capitale – che solo qualche mese fa ha visto il lancio congiunto della campagna di sensibilizzazione sul bere responsabile “Famo a Capisse”– , la manifestazione sposta il suo palcoscenico fuori da La Nuvola e si estende alle strade della città invitando il pubblico a vivere l’ospitalità capitolina con i Side Show: appuntamenti “fuori salone” ospitati da cocktail bar, hotel, terrazze e indirizzi simbolo della Capitale. 

Anche qui non mancheranno degustazioni, eventi speciali e guest di livello mondiale, come il Santa Cocktail Club, Freni e Frizioni, il Banana Republic, la Terrazza Les Etoiles dell’Atlante Star Hotel e molti altri. 

Insomma, tra business di giorno, incontri e contaminazioni alla sera, Roma Bar Show 2026 vuole essere un’occasione dinamica e colloquiale, grazie alla quale addetti ai lavori o semplici amatori interessati a comprendere meglio le caratteristiche e le dinamiche del mondo beverage, possono fare esperienza, creare connessioni – al di là degli spazi fieristici e indipendentemente dai rispettivi ambiti di competenza – e cogliere opportunità di business e di approfondimento culturale. 

«Roma Bar Show è nato per mettere in connessione le persone, negli anni abbiamo capito che il nostro ruolo poteva essere ancora più ampio: creare occasioni reali di incontro tra competenze, imprese e mercati – spiega Andrea Fofi, CEO di Roma Bar Show – In questa edizione facciamo un passo ulteriore in questa direzione, non solo con il Buyers Program, anche con il rafforzamento dell’Educational Program, che mette in connessione esperti professionisti imprenditori provenienti da tutto il mondo. Questa è la sfida: trasformare un evento di due giorni in un’opportunità unica, una piattaforma capace di generare valore per tutto il settore».

 

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