Birrificio Italiano, il pioniere della birra artigianale nel Bel Paese, compie 30 anni e porta avanti il movimento delle craft beer in Italia

Il primo micro-birrificio a introdurre sul mercato nazionale la craft beer festeggia un importante traguardo, frutto di passione, sperimentazione, incontri e condivisione. E dedica all’occasione una birra speciale limited edition.

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Il primo micro-birrificio a introdurre sul mercato nazionale la craft beer festeggia un importante traguardo, frutto di passione, sperimentazione, incontri e condivisione. E dedica all’occasione una birra speciale limited edition. 

Birrificio Italiano: 30 anni di birra artigianale in Italia

Inaugurato il 3 aprile 1996 a Lurago Marinone, in provincia di Como, Birrificio Italiano festeggia oggi il traguardo dei trent’anni di passione, sperimentazione, incontri e condivisione; con la crescita di un movimento che ha saputo trasformare una semplice bevanda in un simbolo di cultura, territorio e creatività. 

Birrificio Italiano (foto di Gaia Menchicchi)

Ideatore del progetto e fondatore di Birrificio Italiano è il mastro birraio Agostino Arioli, nato a Milano e appassionato di arte birraia fin da quando, già alle elementari, si divertiva a raccogliere i fiori di luppolo selvatico e a metterli a macerare in acqua per estrarne l’aroma. Raggiunta l’età legale per bere, inizia a frequentare le birrerie ante litteram tra Como e dintorni e durante l’università avvia una propria produzione, avvalendosi anche degli insegnamenti di esperti del calibro di Gianni Pasa – pioniere della birra italiana, diplomato Bräumeister in Germania e allora in forze alla Società Internazionale Birraria di Aosta – e delle esperienze vissute durante i viaggi on the road, dalla Germania al Canada. Proprio durante una di queste trasferte nasce l’idea di tornare in Italia e aprire un brewpub, ovvero un locale che ospitasse nello stesso luogo la produzione, il consumo e la vendita della birra artigianale: inizia così l’avventura di Birrificio Italiano. 

La birra trasformata in movimento culturale

Oggi Agostino Arioli è pioniere del movimento delle craft beer in Italia: a lui si deve il merito di aver contribuito a valorizzare in modo sistematico la birra artigianale italiana, confrontandosi con le realtà craft d’Oltreconfine, ma soprattutto coinvolgendo i pionieri di homebrewing (come Baladin, Beba, Lambrate e la Centrale della Birra) e anche coloro che hanno permesso a questo trend di produzione casalingo di svilupparsi come vera e propria arte (Max Faraggi, Davide Bertinotti ed Eliano Zanier Mr Malt). Il risultato? Avere aperto la strada a quello che oggi è un grande movimento birrario con una forte identità italiana, in cui si esprime il senso tutto nostrano delle cose fatte bene, con passione, creatività e fantasia sempre rinnovate. 

Poca birra, ma artigianale e di qualità 

La creazione capostipite di Birrificio Italiano è stata la birra Tipopils, considerata all’unanimità la madre della Italian Style Pilsner, seguita dalla Rossoscura e da altre craft, per un totale di 12 referenze attuali, di cui 9 sempre disponibili e 3 stagionali o inserite temporaneamente tra le proposte perché nate da collaborazioni “one shot” con altri colleghi italiani e dal mondo. 

Birrificio Italiano (foto di Gaia Menchicchi)

Nonostante la crescita del consenso dei consumatori registrata negli anni e la conseguente espansione del brand (che oggi vanta due taproom, uno a Lurago Marinone e uno Milano, e uno stabilimento produttivo esterno a Limido Comasco, con una sala cottura da 200 litri), il principio a cui Agostino Arioli e i suoi soci restano fedeli è quello di mantenere la produzione entro volumi contenuti (attualmente 7000 ettolitri all’anno) rinunciando a trattare il prodotto con conservanti o altri additivi per allungarne la vita “commerciale” e puntando piuttosto su una distribuzione in tempi strettissimi, che permetta di bere la birra ancora giovane e fragrante, proprio come quella appena spillata nei suoi brewpub. 

Amber Shock 30, la birra per festeggiare

Per celebrare il traguardo dei 30 anni di attività, Birrificio Italiano ha ideato Amber Shock 30, versione aggiornata di una birra storica del brand, ideata attorno al 2000 ma tuttora in produzione, realizzata con il metodo usato da Agostino Arioli durante i suoi anni da homebrewer. Dalla lunga preparazione, è una bière de garde (“birra di conserva”, condizionata in bottiglia senza aggiunta di zuccheri) adatta alle occasioni speciali e, in questa versione per il trentennale, sarà prodotta in edizione limitata di 850 bottiglie e venduta solo nelle taproom di Birrificio Italiano e nel punto vendita della produzione.

Amber Shock 30_ Birrificio Italiano (foto di Gaia Menchicchi)

Un manifesto di “italian style brewing”

Nonostante il ruolo fondamentale delle esperienze e delle ispirazioni estere, con Birrificio Italiano Agostino Arioli ha rinunciato a qualsiasi ibridazione con i dettami stilistici o le tradizioni di altri paesi, per trasferire nella propria attività un approccio al prodotto e un senso del gusto tutti italiani. Piuttosto che assecondare i gusti dei consumatori, ha preferito cercare una propria via alla piacevolezza, all’equilibrio e alla bontà, e applicare le tecniche apprese altrove per offrire un prodotto “per pochi”, che però gli consentisse di non vedere le sue creature mortificate al ruolo di semplici “birrette”. Anche per questo ogni referenza ha il suo nome (Tipopils, Bibock, Delia, Sogno Lucido, VùDù, Finisterrae e Asteroid 56013, per citarne qualcuno), il suo bicchiere e la sua tecnica di spillatura, la sua temperatura di servizio e il suo volume di schiuma. Insomma, una proposta “estrema” per essere in Italia, ma capace di trasformare ogni bicchiere (rigorosamente da 0,33 cl) nel racconto di una storia.

Agostino Arioli e soci _ Birrificio Italiano (foto di Gaia Menchicchi)

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