Valorizzare il talento dei professionisti della pizza e offrire loro un’opportunità concreta di crescita, visibilità e formazione attraverso un percorso competitivo insieme ad alcune delle realtà più rappresentative del settore: con questo obiettivo Molino Dallagiovanna ha ideato Pizza Bit Competition, il format internazionale che, dopo il successo consolidato in Italia e la recente espansione in Spagna, sbarca ora nel Regno Unito.
L’annuncio alla Camera dei Deputati
L’ufficialità dell’iniziativa è arrivata oggi, martedì 23 giugno 2026, alla Camera dei Deputati nel corso della conferenza “Il soft power della pizza in UK”, promossa dall’Onorevole Simone Billi – Presidente del Comitato sugli Italiani nel Mondo della Camera dei Deputati – e moderata da Lavinia Martini, giornalista di CiboToday, alla presenza di alcuni dei principali rappresentanti e protagonisti del comparto pizza e dell’agroalimentare italiano attivi tra Italia e Regno Unito, tra istituzioni, imprenditori, pizzaioli e operatori della filiera.
Una riflessione sul ruolo della pizza nel mondo
L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto e riflessione sul ruolo della pizza come strumento di promozione del Made in Italy, nonché come motore di un comparto che continua a espandersi sul mercato e a rafforzare il legame tra il nostro Paese e le comunità italiane all’estero, generando valore economico, culturale e sociale a livello internazionale.
Focus sulla pizza Oltremanica
Ovviamente non è mancato un focus sulla crescita della pizza italiana nel Regno Unito e sulle nuove opportunità offerte ai professionisti nell’ambito di un settore in continua evoluzione. Ed è proprio in tale fertile contesto che punta a inserirsi Pizza Bit Competition UK, la nuova tappa internazionale – presentata ufficialmente in questa occasione – del format ideato da Molino Dallagiovanna per individuare, valorizzare e promuovere i migliori pizzaioli professionisti in terra straniera.
Perché la scelta dell’Inghilterra?
La scelta di sbarcare in terra anglosassone non è casuale: il mercato inglese infatti si sta attualmente rivelando uno dei più dinamici e interessanti per l’evoluzione contemporanea della pizza artigianale di qualità. Per questo dopo il successo registrato dalle prime quattro edizioni italiane del concorso (che nel loro insieme hanno visto la partecipazione di più di mille professionisti del settore) e il recente approdo in Spagna, la scelta di esportare il format nel Regno Unito promette di rivelarsi strategica.
“Dopo la Spagna, esportiamo Pizza Bit Competition nel Regno Unito con l’obiettivo di promuovere il prodotto pizza in un grande mercato molto ricettivo per il nostro settore – ha dichiarato Sabrina Dallagiovanna, Sales & Marketing Manager di Molino Dallagiovanna -. L’Ambassador UK di Molino Dallagiovanna ci aiuterà a diffondere la cultura della pizza che resta un’icona della cucina italiana nel mondo. La pizza è oggi uno dei veicoli più efficaci per raccontare il Made in Italy e rappresenta un linguaggio universale capace di parlare a pubblici differenti. Con Pizza Bit Competition vogliamo investire sui professionisti, favorire il confronto tra culture gastronomiche e contribuire alla crescita di un movimento che nel Regno Unito sta vivendo una fase di straordinaria maturità e consapevolezza”.

Un progetto culturale di più ampio respiro
Pizza Bit Competition UK si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione internazionale della pizza italiana, riconosciuta sempre più come fenomeno culturale oltre che gastronomico. Un prodotto capace di generare valore economico, sostenere l’export agroalimentare, promuovere la qualità delle filiere italiane e favorire nuove opportunità imprenditoriali nei mercati esteri.
Le testimonianze dei professionisti
Durante la conferenza sono emerse diverse testimonianze che hanno raccontato come la pizza sia diventata nel tempo un elemento centrale del panorama gastronomico contemporaneo inglese.
“La nostra esperienza nel Regno Unito è partita da un fattore educativo, ovvero far apprezzare il prodotto pizza rimanendo semplici e aderenti alla tradizione”, ha spiegato Antonio Braccio, Founder di Fatto a Mano. “In questo senso, il racconto del Made in Italy è fondamentale, ancor di più renderlo tangibile sui temi dell’ospitalità e della convivialità”.
Per Salvatore Aloe, Founder di Berberè, la forza della pizza italiana risiede nella sua capacità di adattarsi e dialogare con contesti diversi senza perdere autenticità: “Londra per noi rappresenta un altro campionato rispetto all’Italia. Il prodotto pizza ha sfondato perché non si è ostinato a creare barriere, ma si è aperto alla contaminazione. Oggi la pizza è un vero e proprio ponte culturale tra popoli, un fatto che ci è stato riconosciuto anche dall’UNESCO con la promozione della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’umanità”.
Un approccio che trova conferma anche nell’esperienza di Lorenzo Sirabella, Executive Chef di DRY Milano, intervenuto sul tema dell’innovazione nei modelli di consumo: “A Milano abbiamo provato ormai tredici anni fa ad esportare un modello che a Londra era già ben presente: l’incontro tra food e mixology. Oggi, partendo da quel modello, noi vantiamo un locale su Milano che mette sullo stesso binario e alla stessa velocità cocktail bar e pizzeria”.
Sul fronte delle dinamiche commerciali e distributive è intervenuto Andrea Salvagni, Founder di Salvo 1968, azienda specializzata nell’importazione e distribuzione di prodotti Made in Italy nel mercato britannico: “Nonostante oggi l’export tra Italia e UK, in termini di volumi economici, sia in crescita, a dieci anni di distanza Brexit ha danneggiato i piccoli produttori agroalimentari italiani. Nel Regno Unito c’è stata una selezione obbligata, per effetto di una burocrazia che si è complicata e degli extra costi di esportazione. Di certo oggi abbiamo un consumatore britannico attento alla qualità del prodotto italiano con un’estensione significativa del concetto di pizza che oggi vede su Londra tanti locali sperimentare i due forni e le due esperienze tra lo stile napoletano e quello romano”.
Gli appuntamenti della prima edizione UK
Il calendario di Pizza Bit Competition UK prevede tre semifinali regionali: l’8 settembre presso Pizza Nerds a Londra, il 29 settembre da Pizza Solutions nel North Yorkshire e il 20 ottobre presso “Fatto a Mano” a Brighton. I migliori concorrenti accederanno alla finale nazionale del 18 novembre a Londra, ospitata all’interno dell’European Pizza Show, dove verrà nominato il nuovo Dallagiovanna Pizza Ambassador UK.
Partnership strategiche per massimizzare i risultati
La prima edizione di Pizza Bit Competition UK vedrà il coinvolgimento di partner di riferimento come Salvo 1968 e TheFork, con l’obiettivo di creare un ecosistema capace di sostenere la crescita professionale dei pizzaioli e contribuire alla diffusione della cultura della pizza italiana nel Regno Unito.

