Campari resiste alla crisi degli alcolici: il 2025 si chiude con vendite in crescita e azioni in rialzo

La storica azienda italiana di spirits rende noti i dati di bilancio dello scorso anno: fatturato di oltre 3 miliardi e utile di 386 milioni; in crescita anche i dividenti (+54% rispetto al 2024)

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La storica azienda italiana di spirits rende noti i dati di bilancio dello scorso anno: fatturato di oltre 3 miliardi e utile di 386 milioni; in crescita anche i dividenti (+54% rispetto al 2024)

Campari Group
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Campari Group: il brand italiano vince sul calo del consumo di alcol

Campari Group rende noti i dati di bilancio relativi al 2025 e annuncia una crescita organica in 24 mercati in tutte le aree geografiche e in tutte le brand house: aumentano sia delle vendite nette (3,05 miliardi di euro, +2,4% organico) sia dei principali indicatori di redditività (tra cui un Ebitda di 784 milioni di euro, +7,6% organico, con un margine pari al 25,7%), oltre che dell’utile per azione. 

Cresce il consumo di aperitivi e bollicine firmate Campari Group

Bene il comparto degli aperitivi – che include marchi come Aperol, Campari e Crodino e vale il 44% delle vendite del Gruppo – dove la crescita è stata del +2%, ma sono stati buoni anche i risultati nelle divisioni Tequila, Vermouth, Cognac, e bollicine – che costituiscono il 10% del totale e hanno registrato una crescita del +14%, trainata soprattutto dallo Champagne Lallier (+14%) e dallo Spumante Riccadonna

Una performance che sfida le dinamiche del mercato, tra resilienza e strategia

La capacità di Gruppo Campari di crescere nel mercato delle bevande alcoliche e di registrare una sovraperformance nonostante le difficoltà e le sfide del settore dovute alle dinamiche affermatesi degli ultimi anni (in particolare la riduzione dei consumi legata a contingenze economiche, questioni normative e attitudini salutistiche) testimonia la resilienza di questo brand iconico del “buon bere all’italiana”, ma è frutto anche di una strategia precisa riassumibile con l’espressione “fewer, bigger bets” (ovvero “meno marchi, ma più forti”), che Campari porta avanti attraverso la ricerca di nuovi format pensati per diverse occasioni di consumo, focalizzandosi sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica in Asia e Pacifico del business, attualmente trainato dalle vendite nelle Americhe (in particolare negli Stati Uniti) e nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). La mission? Trasformare Campari nell’emblema del drink da condividere, dappertutto e in qualsiasi occasione. 

 

Risultati oltre le aspettative

I risultati positivi del Gruppo Campari superano le attese degli analisti, sia in termini di aumento di vendite e redditività (che hanno registrato rispettivamente +0,9 e + 3,5 rispetto alle stime del consensus Visible Alpha), sia per quanto riguarda la riduzione dell’indebitamento finanziario netto (che al 31 dicembre 2025 ammontava a 1,95 miliardi, in miglioramento di 419 milioni rispetto al 31 dicembre 2024). Il merito è di una solida generazione di cassa dovuta a un incremento del margine lordo, all’impatto delle plusvalenze da dismissioni, ma anche di un’implementazione del programma di contenimento dei costi, che ha consentito di rafforzare gli investimenti in brand building (pubblicità e promozione), in linea con la nuova  direzione strategica di portafoglio del Gruppo.

Più valora anche alle azioni di Campari Group

Il forte slancio del business e la riduzione della leva finanziaria con un anno di anticipo rispetto ai piani, hanno permesso al Gruppo Campari di aumentare i dividendi e migliorare i rendimenti per gli azionisti (+0,10 euro per azione, rispetto agli 0,065 euro dell’anno scorso). Questo dato – sottolineato positivamente da società d’investimento e intermediari finanziari come Deutsche Bank, Intermonte, Barclays e Morgan Stanley – ha fatto sì che, all’indomani della pubblicazione dei risultati annuali di Campari Group, le azioni di Davide Campari-Milano NV balzassero sopra quota 6 euro (il consiglio di amministrazione ha infatti proposto un dividendo annuale di 0,100 euro per azione, in aumento del 54% rispetto al precedente 0,065 euro dell’esercizio precedente), spingendo gli investitori ad acquistare titoli Campari. 

Le prospettive di Campari per il 2026

Campari entra nel 2026 con una struttura finanziaria più solida, ma soprattutto con la prospettiva di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. In particolare si prospettano un’accelerazione del roll-out di Aperol negli Stati Uniti, favorita dall’entrata in attività della nuova forza vendita dedicata  e una crescita organica con ulteriori guadagni di quota di mercato – con un primo trimestre più debole rispetto al secondo semestre —. Sul lungo periodo le prospettive del Gruppo sono di continuare a generare una crescita per margini che sia generatrice di cassa e focalizzata su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, grazia anche a un maggior focus sui brand strategici e a un’accelerazione dell’espansione geografica, senza rinunciare a una contingente continua disciplina a livello di bilancio. Il risultato, secondo le aspettative dei vertici Campari Group per l’anno in corso, dovrebbe essere una continua crescita organica del fatturato, sufficiente a resistere all’impatto stimato di 30 milioni di euro dovuto ai dazi statunitensi e un vento contrario di 70 milioni di euro sul fatturato derivante dalla dismissione di marchi non core tra cui Cinzano e Averna.

 

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