Quando nei ceraseti di Vignola inizia la raccolta, per Casoni Fabbricazione Liquori prende il via anche una delle produzioni più rappresentative dell’anno. La disponibilità della Ciliegia di Vignola IGP, infatti, coincide con l’avvio della lavorazione del Gin Tabar Ciliegia di Vignola IGP, referenza nata dalla collaborazione con il Consorzio di Tutela e oggi al centro della strategia di valorizzazione del marchio.

Per raccontare il progetto, l’azienda ha scelto di riportare giornalisti e operatori direttamente nel luogo da cui tutto ha origine: il campo sperimentale del Consorzio. Un modo per mostrare come la qualità del distillato nasca ben prima dell’ingresso in distilleria, seguendo un percorso che parte dalla selezione della materia prima e arriva fino alla bottiglia.
La ciliegia diventa protagonista
L’idea di sviluppare un gin dedicato alla Ciliegia di Vignola IGP nasce circa tre anni fa dalla volontà di trasformare un prodotto simbolo del territorio modenese in una referenza capace di distinguersi nel panorama dei gin premium italiani.
Come ha spiegato Manuel Greco, Trade Marketing Manager di Casoni Fabbricazione Liquori, il progetto ha richiesto un lungo lavoro di ricerca condotto insieme al master herbalist Andrea Confente. Il percorso ha portato anche alla revisione del disciplinare di produzione, rendendo possibile l’utilizzo della Ciliegia di Vignola IGP nella realizzazione di un distillato.
La lavorazione è concentrata in poche settimane all’anno, seguendo rigorosamente la stagionalità del raccolto. Le ciliegie vengono trasferite immediatamente in distilleria e utilizzate intere, ad eccezione del picciolo. Dopo una macerazione di almeno cinque giorni in soluzione idroalcolica, l’infuso viene distillato e lasciato maturare prima dell’assemblaggio finale.
Il distillato ottenuto costituisce circa il 50% della miscela definitiva. Per valorizzarne le caratteristiche aromatiche, la ricetta originale del Gin Tabar è stata rivista, riducendo l’intensità della nota anisata per lasciare emergere il profilo autentico della ciliegia fresca.

La filiera come valore aggiunto
Uno degli aspetti distintivi del progetto è il rapporto diretto con il territorio. La visita ai campi del Consorzio di Tutela della Ciliegia di Vignola IGP, guidata dal direttore Walter Monari, ha evidenziato il lavoro svolto per garantire una materia prima di elevata qualità.
Nel campo sperimentale vengono coltivate 85 varietà di ciliegio, sottoposte a valutazioni agronomiche prima di essere eventualmente introdotte nelle aziende agricole. L’area è protetta da coperture e reti anti-insetto e, dopo un unico trattamento eseguito all’inizio di maggio, viene mantenuta isolata per ottenere una produzione a residuo zero.
Un modello che rafforza il legame tra agricoltura e industria e che contribuisce a caratterizzare il Gin Tabar non solo come prodotto di qualità, ma come espressione di una filiera interamente radicata nel territorio modenese.
Un brand che guarda al futuro
Accanto alla referenza dedicata alla Ciliegia di Vignola IGP, il marchio continua ad ampliare la propria offerta. La gamma comprende oggi Tabar Original, Tabar Bergamotto, Tabar Ciliegia di Vignola IGP e il recente Tabar London Dry, individuato dall’azienda come il prodotto destinato a sostenere l’espansione del brand.
Parallelamente proseguono gli investimenti in comunicazione. Per i prossimi due anni Orietta Berti sarà la testimonial di Gin Tabar. La cantante, che negli ultimi tempi ha dichiarato la propria passione per il gin, sarà protagonista di una campagna di comunicazione multicanale che coinvolgerà televisione, piattaforme digitali, attività dedicate al gin tonic e iniziative sul territorio.
Con l’avvio della produzione 2026, Casoni conferma così una strategia che punta a rafforzare il valore della filiera, investire sulla riconoscibilità del marchio e consolidare il posizionamento di Gin Tabar nel segmento dei distillati premium.


