Nel mercato della ristorazione, dove autenticità e capacità di raccontare il territorio rappresentano un valore aggiunto, Montezovo propone una collezione di vini che nasce dall’incontro tra tradizione familiare, innovazione e profonda conoscenza del terroir. La storia della famiglia Cottini affonda le radici nel 1925 in Valpolicella, ma è con Diego Cottini che il progetto assume una dimensione contemporanea, ampliando la produzione dalla Valpolicella Orientale alle colline del Garda Orientale fino alla Lugana. Una scelta che ha dato vita a un portafoglio capace di interpretare tre areali distinti mantenendo una forte coerenza stilistica.

Il valore del terroir come leva di differenziazione
L’approccio produttivo si fonda sull’idea che ogni vino debba essere espressione fedele del luogo in cui nasce. Altitudine, composizione dei suoli, esposizioni e microclimi vengono valorizzati attraverso una viticoltura di precisione che segue ogni vigneto singolarmente. Le tre tenute aziendali raccontano identità complementari. La Tenuta dell’Anfiteatro, tra il Garda e il Monte Baldo, ospita il progetto Single Vineyards e produzioni che beneficiano delle forti escursioni termiche. La Tenuta Marnebianche, nel cuore della Valpolicella Orientale, è dedicata ai grandi rossi e all’appassimento. La Tenuta Le Civaie, sulle sponde meridionali del Garda, valorizza invece la Turbiana in una moderna interpretazione del Lugana.

Etichette simbolo per una carta vini contemporanea
La filosofia aziendale trova sintesi in vini che rappresentano altrettanti territori. Oltremonte, Sauvignon coltivato a 900 metri sul Monte Baldo, esprime freschezza, mineralità e profilo aromatico definito, ideale per una ristorazione orientata alla cucina contemporanea. Il Lugana interpreta con eleganza il potenziale della Turbiana, coniugando sapidità, precisione e capacità evolutiva, caratteristiche sempre più ricercate nelle carte vini dedicate ai grandi bianchi italiani. Calinverno nasce da una particolare tecnica di surmaturazione naturale in pianta, offrendo un rosso originale che combina intensità e bevibilità, elemento distintivo per locali e wine bar alla ricerca di proposte non convenzionali. L’Amarone della Valpolicella completa la gamma con una lettura contemporanea del grande classico veronese, dove struttura, freschezza e complessità convivono in un equilibrio pensato anche per la ristorazione di alto livello.

La sostenibilità come scelta concreta
Per Montezovo la sostenibilità non rappresenta un’attività accessoria, ma un elemento strutturale del modello produttivo. La cantina è stata progettata per limitare i consumi energetici sfruttando la gravità nelle fasi di lavorazione. L’energia proviene interamente da fonti rinnovabili grazie all’integrazione tra biomassa e impianti fotovoltaici, mentre il recupero delle acque e sistemi irrigui evoluti consentono una gestione efficiente della risorsa idrica. Accanto agli aspetti energetici, l’azienda investe nella tutela della biodiversità attraverso la certificazione Biodiversity Friend e in progetti di ricerca dedicati ai vitigni resistenti (PIWI), sviluppati in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach. Un percorso che guarda alla viticoltura del futuro senza rinunciare all’identità dei territori.

Un partner per la ristorazione che cerca autenticità
Per il canale Ho.Re.Ca., Montezovo rappresenta una proposta costruita attorno a valori oggi sempre più richiesti dal consumatore: origine certificata, sostenibilità, forte identità territoriale e capacità di raccontare il vino attraverso il paesaggio da cui proviene. Una gamma trasversale, capace di accompagnare diverse occasioni di consumo e di offrire ai professionisti della ristorazione strumenti concreti per valorizzare la carta vini con etichette che uniscono qualità, riconoscibilità e una narrazione autentica.


