Brodetto alla sanbenedettese, ma anche insalata di mare tiepida, bomboletti e olive ascolane rivisitate: il ristorante fine dining Attico sul Mare recupera le ricette tradizionali della cucina marchigiana e le reinterpreta in chiave sorprendente e sostenibile, grazie anche al nuovo orto nato dal recupero di un frutteto del Settecento.

Attico sul Mare: eredità culinarie in una cornice esclusiva sull’Adriatico
Situato al secondo piano di Palazzo Kursaal, un edificio liberty sul lungomare di Grottammare (Ascoli Piceno), Attico sul Mare è il ristorante in cui dal 2007 i fratelli Simone e Sara Marconi propongono ai turisti di passaggio e ai residenti del comune marchigiano la cucina autentica del territorio ereditata dalle nonne Vera e Jolanda, rivisitata in chiave elegante e contemporanea alle mani del giovane chef Mirko Lucidi, a capo della cucina da febbraio 2026.

Non il solito Brodetto: il gusto autentico della cucina marchigiana in evoluzione
L’offerta gastronomica di Attico sul Mare si declina tra una proposta alla carta e diversi menu degustazione che ripercorrono i 18 anni di storia del locale, ma ne esprimono anche la crescita e l’evoluzione, mantenendo sempre come protagonisti i prodotti autoctoni del territorio e le ricette tipiche della tradizione gastronomica marchigiana: dalla classica insalata di mare (preparata con molluschi e crostacei, cotta al vapore e servita rigorosamente tiepida), al celebre Brodetto alla sambenedettese, che da Attico sul Mare assume la forma di un amuse bouche con la Finta oliva all’ascolana (con polpa di brodetto impanata nelle lische di pesce) o si ritrova in versione alleggerita e contemporanea, come zuppetta dalla spiccata nota acida, accompagnata da tubetti con cui fare la “scarpetta” sul fondo della pentola.

Quinto quarto di mare e gesti che evocano il passato
L’impronta contemporanea conferita dallo chef al menù di Attico sul Mare parte proprio dal recupero dell’approccio alla cucina tipico della tradizione passata, tra quinto quarto di mare e prodotti a km zero. Ampio spazio all’interno delle pietanze è lasciato al pesce povero e alle sue interiora (dalla sfera di Foie gras di merluzzo con gelatina al Campari, scorza d’arancia candita e granella di arachidi alla Trippa di rana pescatrice, fino Cavatello alla quintessenza di mare) ma anche ad alcune pietanze di un tempo che oggi non si trovano quasi più, come i “bomboletti”, ovvero le lumachine di mare cotte in umido in un sughetto saporito con aglio, passata di pomodoro, finocchietto selvatico (detto locale “bastardo”) e peperoncino. Un tempo erano servite direttamente con il guscio, mentre qui vengono presentate già pronte per essere mangiate con il cucchiaio, pescandole in un finto “sottobosco” di funghi, finocchietto selvatico e salvia. Una coccola per il cliente che rievoca il gesto che in passato solo i nonni riservavano ai nipoti, sollevandoli dal disagio di dover estrarre il mollusco dal guscio con lo stuzzicadenti.

Focus sull’elemento vegetale: il nuovo progetto di Hortus
Anche l’elemento vegetale riveste un ruolo centrale nell’attuale proposta di Attico sul Mare. La cucina del ristorante può infatti contare sui prodotti ottenuti da Hortus, l’azienda agricola di proprietà della famiglia Marconi situata nel vicino comune di Massignano, che da quest’anno si arricchisce dei frutti di un giardino murato di circa 4000 metri quadri, recentemente riconosciuto dal Ministero della Cultura come giardino storico italiano di rilevanza nazionale e inserito tra le bellezze del FAI.
Erede della ricca produzione agrumicola che caratterizzava questa zona tra il XVI e XVIII secolo, ancora oggi regala una cultivar rara come l’Arancia Bionda del Piceno, insieme ad altre specie di frutti (mele, nespole, giuggiole, ecc) appartenenti a varietà antiche, recuperate e rimesse a coltura per produrre alcune delle eccellenze destinate al menù di Attico sul Mare, insieme a olio di produttori locali, farine macinate a pietra, pescato freschissimo, carne controllata fornita da allevatori di fiducia, oltre all’immancabile vino che la sommelier Sara Marconi racconta con entusiasmo ai suoi ospiti guidandoli nella degustazione e nell’abbinamento con i piatti dello chef.
Insomma, in una cornice di eleganza e raffinatezza contemporanea, da Attico sul Mare resta vivo quel senso di spontaneità conviviale, quel piacere per la riscoperta e la condivisione di sapori identitari che parlano del territorio e di chi da sempre lo rispetta e ne tramanda la storia e l’autenticità, facendo rivivere il passato nei gesti di tutti i giorni, a tavola e fuori.

