La pizza di Biga trova “casa”: nasce Casa Biga, il tempio degli impasti ricercati di Gennaro Esposito uniti alla creatività di Simone Nicolosi

In versione contemporanea, a ruota di carro, al padellino, vegana e senza glutine, con le migliori materie prime e con grande attenzione all’accoglienza e al servizio: la pizza di Biga resta fedele a se stessa ma evolve in una nuova espressione di ospitalità, accoglienza e calore, in chiave sempre più immediata, comprensibile e internazionale

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Inaugurata nel 2021 a partire da un’idea dell’imprenditore Gennaro Esposito, con due sedi nei quartieri più centrali e modaioli di Milano (ovvero Isola e Moscova), oggi Biga si evolve trasformandosi in Casa Biga. A modificare l’insegna è l’aggiunta di una semplice parola, ché però trasforma il brand nella chiara espressione di un’ospitalità calorosa e tutta italiana.

Verso un’italianità sempre più internazionale

Il nome Casa Biga nasce con l’intenzione di dare un significato più internazionale al concetto di accoglienza all’italiana, trasformando un termine universale, immediatamente comprensibile e dal forte appeal all’estero, in un marchio di riconoscibilità per una pizzeria che comunque mantiene l’autenticità mediterranea al centro del suo progetto. 

Una nuova insegna che è il manifesto di una filosofia

Casa Biga rappresenta il cuore della filosofia del locale: un luogo che prende il nome dal prefermento utilizzato negli impasti, nel quale ogni preparazione è realizzata con cura artigianale, alzando costantemente gli standard qualitativi, proprio come si farebbe a casa, accompagnata da un’accoglienza attenta e autentica.

Dalla pizza classica con stesura contemporanea, passando per quello a ruota di carro a lunga lievitazione, creata con farine poco raffinate, a basso impatto glicemico, fino alla pizza in teglia e a quella senza glutine – insignita della certificazione AIC (Associazione Italiana Celiachia) e che ha valso a Biga il premio Pizza Gluten Free dell’anno dalla Guida Milano e Lombardia a Tavola 2025, il cui impasto viene preparato nella sede di Via Antonio Pollaiuolo grazie al reparto “gluten free” appositamente allestito –, da Biga tutto è pensato e studiato per rendere la pizza un piatto davvero inclusivo, rassicurante e al tempo stesso capace di soddisfare un pubblico desideroso di provare qualcosa di sempre nuovo. 

Negli anni ci avete conosciuto attraverso i nostri impasti, la ricerca delle materie prime e la passione per la pizza – racconta Gennaro Esposito, proprietario di Casa Biga -. Ogni giorno ci scegliete per una cena in compagnia, un momento di condivisione o semplicemente per il desiderio di qualcosa di buono. Oggi quel percorso compie un passo naturale: Biga evolve e diventa Casa Biga. Casa è il luogo dove ci si siede senza fretta, dove l’ospitalità è spontanea e ogni dettaglio è pensato per far stare bene le persone. La nostra filosofia in cucina non cambia, cresce solo il desiderio di far sentire i nostri ospiti sempre più parte della nostra famiglia”.

Focus sul vegetale e sulle ricette classiche

Tra pizze classiche e innovative, il menù dedica una particolare attenzione al vegetale, tanto che ogni mese viene proposta una pizza vegana diversa. Ne è un esempio la nuova pizza Vegana contemporanea, proposta per la stagione primaverile, con pomodoro marzanella giallo, pomodoro datterino rosso strinato, melanzane a funghetto e carciofi violetti a spicchi, cui vengono aggiunti a crudo anche fiori di zucchina, terra di olive caiazzane, pesto di pistacchio e pomodori secchi a filetti.

In menu non mancano poi alcune rivisitazioni in versione lievitata di ricette tradizionali italiane come la Nerano con crema di zucchine e fiordilatte, cui si aggiungono – fuori cottura – anche stracciatella vaccina, chips di zucchina, petali di provolone del Monaco DOP, fiori di zucchina, basilico vetrificato, pepe nero e olio evo BIO. Richiestissima anche la pizza Biga, con crema di piselli, guanciale amatriciano e fiordilatte, completata – in uscita dal forno – con Grana Padano, fonduta di pecorino romano DOP, pomodoro concentrato a frammenti, pepe nero macinato fresco, menta fresca e olio EVO Bio,

Dalla teglia all “padellino”: un nuovo modo di gustare la pizza

La pizza al padellino di Biga è cotta in una piccola teglia, con una tecnica che le conferisce una base soffice e un bordo croccante. La realizzazione prevede l’impasto biga al 70% multicereale, cacao amaro e caffè ricco di fibre e proteine, 48 ore di fermentazione e l’alta idratazione, che rendono il prodotto al suo interno alveolato, scioglievole, esternamente croccante e gustoso.

La versione più amata è il padellino Marinarè, con pomodoro San Marzano DOP, pomodoro datterino rosso strinato; fuori cottura: pomodoro ciliegino rosso confit, pomodoro concentrato a frammenti, olio EVO Bio aromatizzato all’aglio rosso caramellato e origano secco siracusano.

Il dolce: un momento da non trascurare

Da Biga tutti I dolci sono fatti in casa, comprese le creme e le confetture. Particolarmente squisita la Montanara Sbagliata (nuvola di pasta fritta farcita con ricotta di bufala e gocce di cioccolato, servita con un topping di confettura di datterino rosso, scaglie di ricotta cristallizzata e menta) e Bigamisù (semisfera con base al pan biscuit bagnata al caffè, mousse al cioccolato bianco e spolverata di cacao amaro), protagonista di una puntata del programma tv Foodish, in onda su Tv8, con Joe Bastianich.
Gli ingredienti sono freschi e genuini, come il pomodoro San Marzano DOP biologico, fili di peperoncino DOP, ‘nduja di Spilinga (Presidio Slow Food) e caciocavallo podolico (Presidio Slow Food).

Riconoscimenti

Il 15 luglio 2025, Casa Biga è entrato nella classifica 50 Top Pizza Italia, la guida dedicata alle migliori pizzerie e curata da Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere. Altri prestigiosi riconoscimenti da parte delle guide di settore: il premio Rivelazione dell’anno 2024 da parte della guida “Pizza e Cocktail” di Identità Golose; Due Spicchi (Gambero Rosso), ottenuto nel 2022, a pochi mesi dall’apertura e il premio Pizza Gluten Free dell’anno, ricevuto da Guida Milano e Lombardia a Tavola 2025.

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