Era il 13 giugno 2015 quando Cristiana Serafini e Mauro Rossetto aprivano Amami in Porta Nuova, con un’idea semplice e radicale: portare a Milano la pizza senza lievito. Un progetto semplice eppure complesso nell’esecuzione tecnica e rivoluzionario nell’idea: andare contro i trend e stravolgere il piatto più famoso al mondo, proponendo al pubblico del capoluogo lombardo qualcosa di assolutamente nuovo. Undici anni dopo, quella scommessa si chiama Amami Ristorante Pizzeria, una meta gastronomica che, insieme alla sua seconda casa a Porta Romana – Amami Ancora – e non ha mai smesso di innovare.

La pizza incontra il sushi: sette giorni di Amaki
Per celebrare i suoi 11 anni di attività, Amami ha voluto fare le cose in grande e, invece di accontentarsi di una serata, si è concessa un’intera settimana di festeggiamenti. Pertanto dal 13 fino al 20 giugno è “Amami Week”: sette giorni in cui conoscere la pizza senza lievito partendo dall’aperitivo a base di Amaki, il formato originale inventato da Amami e già protagonista dell’estate milanese. Con una novità: per tutta la settimana debuttano due Amaki special edition creati appositamente per l’occasione e un Amaki signature che celebra il successo di questa proposta.

Non una pizza, non un finger food: una proposta inedita per l’aperitivo
Si tratta di rotolini di pizza senza lievito — impasto sottile, fragrante e altamente digeribile che è da sempre la firma di Amami — farciti di fiordilatte e salsa dello chef, guarniti a crudo con ingredienti scelti uno per uno direttamente dai produttori. Non è una pizza. Non è un finger food. È qualcosa che non esisteva prima: nato in Porta Nuova, cresciuto fino a diventare la proposta clou per l’aperitivo dell’estate di Amami Ancora a Porta Romana.
L’impasto senza lievito: un’innovazione che si sente
La pizza senza lievito non è una moda né una concessione al benessere: è una scelta tecnica precisa, sviluppata e affinata nel tempo, che se ben eseguita produce un risultato senza equivalenti, con una consistenza croccante e friabile riconoscibile al primo morso. Amami ha sposato questa filosofia, conferendo alle sue pizze un’inconfondibile forma allungata e sottile, ma soprattutto garantendo la massima digeribilità al suo prodotto, realizzato con farine che cambiano ogni giorno — Senatore Cappelli, Farro, Integrale, Canapa, Grano Saraceno, Grano Arso — e fanno sì che ogni impasto racconti un territorio e non sia mai uguale al precedente.
Una variazione continua, dentro una forma sempre riconoscibile, che è il cuore autentico di un’innovazione che in 11 anni ha saputo mantenersi coerente e trasformare Amami in un punto di riferimento per chi sa cosa vuole, ma si aspetta di trovarlo in modo sempre nuovo, mai fisso bensì vivo.

Materie prime selezionate dal Nord al Sud
Viaggiare per l’Italia, incontrare produttori, assaggiare, scegliere. Questa è la base dell’offerta di Amami, che sulle sue pizze presenta ingredienti non solo di qualità ma anche capaci di raccontare la storia di un territorio e di chi lo abita e ad esso applica il proprio lavoro sapiente per ottenerne il meglio: salumi di Cinta Senese, Gorgonzola Croce, miele di Ape nera Sicula, prosciutto cotto Capitelli San Giovanni, ogni ingrediente ha un volto e un territorio dietro di sé. Gli Amaki limited edition dell’Amami Week non fanno eccezione e offrono un’interessante combinazione tra elementi dolci e salati in grado di esaltarsi a vicenda, all’interno del delicato e neutro abbraccio dell’impasto della pizza.


