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Birra Dreher accende l’estate nel Sud: tra festival e brindisi in spiaggia

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Prodotta nel Birrificio di Massafra (TA), durante l’estate 2026  Dreher sarà protagonista di alcuni tra gli appuntamenti più attesi della Puglia, portando la sua energia e il suo spirito goliardico direttamente tra le persone.

Musica, festival e leggerezza… da bere

Si parte il 1° maggio a Taranto con “Uno Maggio Libero e Pensante”, nella suggestiva cornice del Parco Archeologico delle Mura Greche: una giornata di musica, partecipazione e condivisione, dove Dreher sarà presente con uno stand dedicato, pronto a rinfrescare la giornata con la sua birra iconica e a coinvolgere i partecipanti con attività divertenti e gadget brandizzati. L’estate entra poi nel vivo con il Fiorino Future Festival, sempre a Taranto, dal 31 luglio al 3 agosto. Qui Dreher, Official Sponsor, porterà tutta la sua anima più ironica e distintiva, dando vita al celebre claim “Portaci da bere”: hostess e steward vestiti da camerieri si muoveranno infatti tra la folla con borse refrigerate, pronti a “servire” lattine freschissime direttamente al pubblico. Anche in questo caso, non mancheranno stand dedicato, attività di engagement e tanti gadget estivi e divertenti. 

Una birra da vivere… anche in spiaggia

Non solo eventi: dal 15 giugno al 30 settembre, Dreher accompagnerà i momenti di consumo quotidiani con un concorso attivo nei punti vendita del Sud Italia. In palio, le iconiche sdraiette brandizzate Dreher, perfette per godersi il mare, il sole e – naturalmente – una bella Dreher fresca. Un’iniziativa pensata per portare lo spirito Dreher anche fuori dagli eventi, nei momenti più semplici e autentici dell’estate. 

Tra tradizione pugliese e spirito solare

Dreher affonda le sue radici in Puglia, dove dagli anni ’60 è presente con lo storico Birrificio di Massafra. Un legame che rappresenta un vero punto di riferimento identitario per il brand, non solo in quanto luogo di produzione, ma come simbolo di accoglienza, leggerezza e spirito solare che incarnano la cultura del Sud Italia. A partire proprio da questo contesto, anche per l’estate 2026 Dreher si presenta con una proposta rinnovata attraverso una serie di eventi e attivazioni sul territorio e, per il secondo anno consecutivo, riporta al centro la campagna “Portaci da bere”, rilanciando l’iconico jingle in una veste attuale e coerente con il suo spirito più autentico.

Con TWOOD, OENEO reinventa la barrique in rovere francese: più accessibile, sostenibile e performante

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Innovazione, qualità e accessibilità: sono questi i pilastri di TWOOD, la nuova soluzione firmata OENEO che ridefinisce il concetto di barrique, rendendola accessibile a un numero più ampio di produttori, senza compromessi sulle performance di affinamento.

Una nuova generazione di barrique sostenibili

Frutto dell’integrazione tra competenze di tonnellerie ed ebanisteria, le barrique 100% in rovere francese di TWOOD sono pensate per valorizzare risorse forestali finora inutilizzate, rispondendo con efficacia alle sfide del cambiamento climatico che sta rendendo sempre più rare le querce a fibra diritta, fondamentali per la produzione tradizionale delle barrique. TWOOD risponde a questa criticità con un approccio sostenibile, che consente di valorizzare una quota maggiore del legno disponibile, restituendo pieno valore a una risorsa locale preziosa e offrendo una soluzione sostenibile che non trascura l’estetica e non comporta compromessi sulle performance di orientamento organolettico del prodotto finale.

Innovazione tecnologica dietro l’apparente semplicità

Dietro l’apparente semplicità di TWOOD si cela una vera innovazione tecnologica ispirata alle tecniche dell’ebanisteria: un sistema esclusivo e brevettato di assemblaggio meccanico a due strati delle doghe a grana fine e media provenienti da foreste francesi, che garantisce una gestione ottimale dell’ossigenazione, un profilo aromatico controllato e un apporto tannico di alta qualità. 

Questa tecnologia consente inoltre di utilizzare legni finora esclusi dalla produzione tradizionale delle barrique, non per limiti qualitativi aromatici, ma per caratteristiche strutturali della fibra. Il risultato è duplice: da un lato la maggiore disponibilità di materia prima, dall’altro l’ottimizzazione dell’utilizzo del rovere francese. 

Più flessibilità per i produttori

Semplificare senza impoverire, innovare senza rinnegare, rendere accessibile senza sacrificare la qualità: partendo da questa la promessa TWOOD offre ai vignaioli – indipendenti e grandi gruppi – uno strumento di affinamento affidabile, competitivo e altamente flessibile. In un contesto in cui ogni investimento è strategico, questa soluzione consente di adattare i volumi alla vendemmia reale, mantenere elevati standard qualitativi e ottimizzare i costi senza rinunce. 

Un approccio agile, flessibile e digitale per aiutare un mercato sotto pressione

Grazie alla piattaforma digitale dedicata, i produttori possono ordinare le barrique in pochi clic, anche durante la vendemmia, ottimizzando i costi e adattando l’acquisto alle reali esigenze produttive. La proposta si distingue inoltre per un approccio essenziale e funzionale: un unico formato da 225 litri; quattro livelli di tostatura; un sistema standardizzato di cerchiatura; acquisto diretto online, semplice e veloce. Una risposta concreta alle criticità di un settore segnato dall’aumento dei costi di produzione e alla necessità di maggiore flessibilità operativa. 

Una risposta concreta alle sfide economiche e ambientali del settore vitivinicolo

Insomma, TWOOD rappresenta una risposta concreta, performante e competitiva alle sfide economiche e ambientali che il settore vitivinicolo contemporaneo si trova ad affrontare. Un progetto perfettamente in linea con la visione innovativa, lungimirante e orientata alla sostenibilità del gruppo OENEO, che opera lungo tutte le fasi dell’elaborazione del vino (dalle chiusure con la produzione e commercializzazione di tappi tecnologici, all’affinamento con soluzioni premium con marchi di tonnellerie ome Seguin Moreau e Millet, oltre a Galileo, Boisé e Vivelys) e si impegna costantemente a sviluppare innovazioni responsabili per supportare il futuro del settore vitivinicolo. L’obiettivo? Innovare per perpetuare la grande storia del vino, la sua arte e la cultura che nei secoli gli si è costruita attorno e che oggi deve essere preservata con responsabilità dalle attuali sfide ambientali e sociali.

 

Nordés Gin firma l’anteprima della Floreal Design Experience e porta a Studio Margarita i paesaggi della Galizia

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C’è un lusso sottile nel concedersi due ore per fermarsi davvero. In occasione della Milano Design Week, al civico 3 di via Alessandro Paoli a Milano, lo Studio Margarita si è trasformato in un giardino segreto dove il tempo ha cambiato consistenza. L’occasione? l’anteprima della Floreal Design Experience firmata da Nordés Gin — un pomeriggio che ha portato in città i paesaggi selvaggi e ventosi della Galizia.

Un’esperienza oltre il workshop

Accolti in un’atmosfera calda e complice, gli ospiti hanno partecipato a una masterclass guidata dalla visione di Lourdes Bustamante, Global Communications Director di Nordés. Al centro, un invito semplice e preciso: fiorire — e rifiorire — attraverso la materia viva e i gesti condivisi. La creazione floreale è diventata specchio di qualcosa di più intimo. Partendo dagli stessi elementi — il bianco, il blu profondo della bottiglia Nordés, il rosso acceso del garofano — ogni partecipante ha costruito qualcosa di irripetibile. Vedere quanto possano divergere, dagli stessi fiori, le mani e le scelte di persone diverse: questo è stato il momento più rivelatore del pomeriggio.

Gusto e inclusività: la sorpresa Nordés 0,0

Mentre le mani componevano e tagliavano steli e foglie, i profumi della Galizia lavoravano in sottofondo. E per chi ha scelto di non bere alcolici, c’era Nordés 0,0: la versione analcolica che conserva intatto il carattere botanico del gin — erbaceo, fresco, con quella complessità che di solito si perde nella traduzione. Non un ripiego, ma una scelta a pieno titolo.

Il pomeriggio si è chiuso con un aperitivo a base di prodotti tipici galiziani — cannolicchi, cozze, sardine, mini grissini — e la sensazione di aver vissuto qualcosa di genuino in una città che di genuino, a volte, offre poco.

Prossimi appuntamenti per rifiorire a Milano con il ritmo della Galizia

A maggio Nordés torna con una serie di appuntamenti aperti al pubblico — al centro, ancora una volta, la creatività e le donne che la abitano. Un’occasione da non perdere,  per chi è in cerca di un regalo diverso per la festa della mamma, ma soprattutto per chi vuole concedersi un momento davvero privilegiato, non per la presenza del gin o dei fiori, ma per la possibilità di occupare spazio in modo del tutto personale, dimenticando per un po’ la Milano con la sua frenesia, per sintonizzarsi sul ritmo della Galizia, lento, profumato e che invita al sorriso. Due ore per fermarsi davvero e tornare a casa con un nuovo ricordo, rappresentato da uno splendido bouquet da custodire e  ammirare con lentezza e dedizione.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni, seguite i profili ufficiali @nordesgin e @floresymargarita.

Cimbali Group presenta “Affinity by Faema” alla Milano Design Week 2026

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Cimbali Group partecipa alla Milano Design Week 2026 con “Affinity by Faema”, un progetto che rivoluziona il concetto di flagship store trasformando lo spazio di Via Forcella 7, nel cuore del Tortona Design District, in un hub culturale unico che mette al centro il mondo del caffè e interpreta il ruolo centrale della macchina del caffè nel design degli ambienti del bar, come simbolo di attenzione alla cura del dettaglio e motore di convivialità e ritualità.

Il concept dell’iniziativa

Fino al 25 aprile 2026, il Faema Flagship Store accoglie un format ibrido e immersivo: un listening bar di ispirazione internazionale, un salotto milanese e un palcoscenico per le arti, dove il caffè diventa motore di connessioni inaspettate e di contaminazioni creative tra design, musica e cultura contemporanea.

Il concept “Affinity” nasce dalla riscoperta e della successiva reinterpretazione della “A” di “Affini” nell’acronimo FAEMA, simbolo di apertura verso mondi affini e di una visione che va oltre la semplice macchina da caffè. Affinity è un format, replicabile e pronto a viaggiare, pensato per essere una bussola nell’esplorazione di nuove subculture, un manifesto degli elementi che per affinità compongono il brand Faema.

Un viaggio attraverso connessioni, sensi e cultura con il caffè al centro

Affinity by FAEMA è un viaggio attraverso connessioni, sensi e cultura, con il caffè come sfondo e Faema come motore. Nasce per celebrare i legami tra passioni diverse, andando oltre il gusto e coinvolgendo tutti i sensi per scoprire nuove forme di bellezza. Affinity guarda al futuro, esplorando nicchie, sottoculture e modi non convenzionali di vivere gli spazi. È un laboratorio di esperimenti, un incubatore di idee che evolvono in qualcosa di unico. Al centro di tutto, un espresso bar di frontiera, un cuore pulsante che fonde arte, energia e visione.

Il programma di “Affinity by Faema”

Durante la Design Week, Faema si fa infatti interprete di un nuovo modo di vivere il bar, fondendo il rito del caffè con la cultura contemporanea. Lo spazio sarà suddiviso in due principali aree:

  • Level Zero: un listening bar green che ricalca l’atmosfera di questa nuova tendenza incentrata su relax e ascolto, che mette al centro la fruizione della musica come esperienza autentica e di valore. Tra le iconiche macchine E61 il duo di dj/producer Eternal Love, curatori del “Morning Sound Archive” offrirà ogni mattina una selezione musicale esclusiva, guidata ogni giorno da un artista diverso, accompagnando il pubblico in un’esperienza di soft clubbing, offrendo una contro-programmazione dal tono soffuso e rilassato agli eventi serali del Salone 
  • Level One: il salotto “Molto Milano” con workshop e talk curati dal coffee expert Gianni Tratzi. Il programma include incontri sull’estrazione e i blend del caffè e mixology d’autore con Edoardo Nono founder di Rita Cocktails e Rita tiki room, entrambi punti di riferimento per la mixology d’autore a Milano, live painting dell’artista John Blond e panel su design e food & beverage con ospiti come Massimiliano Tonelli (Artribune/Cibo Today), Paolo Metaldi (designer, Compasso d’Oro) ed Enrico Lago (Italdesign).

Faema protagonista nel dialogo tra arte, design e innovazione

Il progetto sarà arricchito dalla presenza dell’artista John Blond, noto per la sua arte ispirata al trend Memphis, nato negli anni ’80 col collettivo di Ettore Sottsass, che si distingue per pattern geometrici, colori neon e forme non convenzionali dal forte impatto visivo e spirito vintage. Il Memphis design comunica libertà espressiva, dinamismo e un richiamo nostalgico alla cultura pop, trasformando la brand identity di Faema in un’esperienza visiva memorabile e contemporanea. 

Il bar come sistema dinamico che mette il rituale del caffè al centro 

In occasione della Design Week, Faema e ISA S.p.A., azienda umbra fondata nel 1963 e leader mondiale nell’arredo e nell’arredamento e refrigerazione professionale per bar e locali, hanno creato un banco bar esclusivo concepito come elemento architettonico e narrativo, in cui tecnologia, materiali e proporzioni concorrono a definire una nuova idea di centralità. In questo contesto, la macchina da caffè non è più un oggetto isolato, ma parte integrante di un sistema coerente, in dialogo con l’arredo firmato ISA. Ne nasce una visione completa dello spazio hospitality, dove estetica e funzionalità si intrecciano in modo naturale, valorizzando i gesti quotidiani, il tempo della pausa e la dimensione conviviale. 

Un manifesto di novità, creatività, capacità di interpretare trend e linguaggi

“Faema dimostra ancora una volta la sua capacità di interpretare i nuovi trend, reinventando i propri codici di comunicazione senza mai perdere il legame con la propria storia e i propri valori. La partecipazione alla Milano Design Week con Affinity by Faema, concept che rappresenta un vero e proprio manifesto, rinnova il posizionamento del brand, mettendolo al centro del dialogo tra design e caffè e proiettandolo verso una continua esplorazione culturale e creativa. Un approccio rafforzato da collaborazioni con realtà affini al nostro mondo, come ISA S.p.A., azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di arredi professionali per il mondo horeca, con cui il design Faema dialoga in modo coerente e sinergico. Proprio per questo abbiamo realizzato un progetto che mette al centro il valore del locale e dei suoi spazi come luogo che accoglie, favorisce il dialogo e l’incontro”, sottolinea Silvia Ruggiero, Group Brand & Communication Director di Cimbali Group.  

 

Martini Social Club torna con una nuova edizione in occasione della Florence Cocktail Week

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In occasione della Florence Cocktail Week, MARTINI® ha presentato la nuova edizione di MARTINI Social Club, il programma dedicato alla community dei bartender, che torna con una squadra rinnovata di protagonisti della mixology e un calendario di appuntamenti nelle principali città italiane, tra masterclass, guest shift e momenti di intrattenimento pensati per valorizzare il brand e la cultura dell’aperitivo italiano.

Protagonisti 5 celebri interpreti della mixology contemporanea

Il nuovo capitolo del progetto prende forma attorno a una squadra di cinque tra i bartender più influenti del panorama italiano, scelti da MARTINI® per un percorso che, nel corso dell’anno, toccherà alcune delle principali città italiane in occasione delle maggiori manifestazioni di settore. A comporre il nuovo team, Flavio Angiolillo di Tripstillery Group, Alexander Frezza de L’Antiquario, Patrick Pistolesi di Drink Kong, Riccardo Rossi di Freni e Frizioni e Benjamin Cavagna di 1930.

Un programma di masterclass professionali e appuntamenti aperti al pubblico

Il programma si articola in una serie di appuntamenti che prenderanno il via con una masterclass dedicata alla community professionale, all’interno della quale, a rotazione nel corso dell’anno, ciascun barman condividerà la propria esperienza e il proprio approccio al lavoro dietro il bancone. Seguirà una guest shift aperta al pubblico in orario aperitivo: l’intera squadra presenterà il proprio signature drink realizzato con prodotti MARTINI®, nello specifico MARTINI® Bianco, MARTINI® Rosso, MARTINI® Bitter e la gamma No/Low Alcohol. L’obiettivo è infatti valorizzare il patrimonio del brand e la sua tradizione nell’aperitivo italiano, reinterpretandoli in chiave contemporanea.

Un tour attraverso le principali città italiane

La partenza ufficiale del tour si è tenuta il 16 aprile in occasione della Florence Cocktail Week. La masterclass si è svolta presso Enoteca Violetta al The Hoxton Hotel e ha visto la partecipazione dell’esperto Brand Ambassador Federico Volpe e di Alexander Frezza, bartender di fama internazionale e fondatore de L’Antiquario, che ha raccontato la sua idea di bar, maturata ed elaborata grazie all’esperienza diretta in locali di tutto il mondo. A seguire, la guest shift presso Locale Firenze ha visto tutta squadra dietro il bancone, con la speciale partecipazione di Abi El Attaoui di Ceresio 7.

Dopo la tappa inaugurale a Firenze, MARTINI Social Club proseguirà il suo percorso a Milano, Napoli, Roma e Torino coinvolgendo nuovi ospiti e offrendo esperienze sempre diverse.

La tappa di Milano avrà luogo il 7 maggio in occasione della Mixology Experience 2026: la masterclass presso Salmon Guru sarà condotta da Federico Volpe insieme a Patrick Pistolesi di Drink Kong, mentre la guest shift si terrà da Moebius con la partecipazione speciale di Martina Bonci di Gucci Giardino.

Obiettivo: diffondere lo spirito di MARTINI® in Italia

MARTINI Social Club è l’ambizioso programma di MARTINI® dedicato alla community dei bartender: un progetto che, attraverso un mix di creatività e originalità, coinvolge i professionisti del settore come ambasciatori dello storytelling del brand, contribuendo a diffondere lo spirito di MARTINI® in Italia.

 

Allpossibledaiquiris: la gamma di cocktail artigianali in bottiglia si arricchisce con il rum Neisson

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Allpossibledaiquiris è un progetto che negli ultimi anni ha costruito una propria identità nel panorama internazionale della miscelazione di qualità, partendo da questo assunto, apparentemente ovvio ma raramente applicato con coerenza nel mondo dei ready-to-drink: in un cocktail, il vero protagonista è sempre il distillato.

Da questo presupposto ha preso forma una gamma di referenze prodotte in un laboratorio all’avanguardia con metodi rigorosi e ricette perfettamente bilanciate: rum, succo di lime siciliano IGP biologico, sciroppo di zucchero di canna biologico, acqua di diluizione. Ciò che cambia in ogni espressione è il rum, e con esso, di conseguenza, il profilo aromatico, le proporzioni, la diluizione, l’identità sensoriale del cocktail finito.

Un catalogo di terroir che celebra identità e artigianalità dal mondo

Le referenze della gamma (#thewilddaiquiri, #thefunkydaiquiri, #thelostdaiquiri, #theoaxacadaiquiri) sono costruite attorno ad alcuni dei distillati di canna da zucchero più identitari e artigianali al mondo. Distillerie che non condividono soltanto l’artigianalità, ma qualcosa di più specifico: tutte lavorano con fermentazioni spontanee e alambicchi tradizionali, tutti i loro prodotti esprimono in modo diretto il terroir di provenienza. 

La novità 2026: #espritdaiquiri

Ai prodotti già disponibili si aggiunge oggi #espritdaiquiri una quinta e nuova referenza realizzata con Neisson L’Esprit Bio, un rhum agricole biologico prodotto da Distillerie Neisson, una realtà a conduzione familiare situata a Le Carbet, ai piedi della Montagne Pelée, nella parte settentrionale della Martinica. Tutta la canna da zucchero utilizzata è biologica e coltivata nei terreni limitrofi.

Il metodo

Ogni rum della gamma viene analizzato sia organoletticamente che chimicamente prima della produzione, con un’attenzione particolare ai congeneri: gli esteri, gli alcoli superiori e le altre molecole aromatiche che costituiscono la firma di ogni distillato. Le stesse analisi vengono ripetute dopo l’imbottigliamento, per verificare che queste molecole siano state preservate nel cocktail finito. La diluizione acquosa – necessaria per portare il prodotto alla gradazione di servizio di circa 12,5% vol. – varia da espressione a espressione, ed è calibrata sulle caratteristiche specifiche di ogni rum. Anche l’aria è parte del processo di miscelazione, per contribuire alla texture e alla bevibilità del prodotto.

Il risultato è una bottiglia da 70 cl che contiene sette porzioni da 100 ml – la misura classica di un daiquiri – con una consistenza perfettamente replicabile indipendentemente dall’abilità di chi serve. Nessun additivo, nessun aroma aggiunto: solo i tre ingredienti della ricetta, acqua e il rum protagonista. Il prodotto si conserva a temperatura ambiente senza data di scadenza; una volta aperto, si mantiene per trenta giorni. Per servirlo basta raffreddarlo a 4°C.

Riconoscimenti e distribuzione

La gamma ha ricevuto il premio Best RTD agli Spirit Innovation Awards di Parigi nel 2023 ed è stata oggetto di attenzione da parte di testate specializzate e generaliste in Italia, Francia e Regno Unito, tra cui Le Figaro, Le Nouvel Obs, L’Obs e Il Giornale. È oggi distribuita in cinque paesi europei, tra cui Velier spa per l’Italia.

Stolt Sea Farm presenta Neptura, il nuovo brand premium di rombo e sogliola di Haute Aquaculture

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Stolt Sea Farm, azienda leader nell’acquacoltura a terra e filiale della multinazionale Stolt-Nielsen, ha presentato in occasione della fiera Seafood Expo Global a Barcellona, il suo nuovo brand Neptura: un nuovo progetto che si inserisce coerentemente nel percorso di un’azienda che da oltre 50 anni si dedica all’Haute Aquaculture (Alta Acquacoltura) e che nasce con l’obiettivo di valorizzare il rombo e la sogliola attraverso un processo di allevamento che consente di ottenere caratteristiche ottimali in termini di caratteristiche organolettiche, consistenza e versatilità in cucina.

Alta Acquacultura: 50 anni di ricerca e impegno

Neptura è  il risultato di oltre 50 anni di esperienza di Stolt Sea Farm in un modello produttivo unico di Haute Aquaculture, che utilizza acque del Nord Atlantico altamente filtrate, ossigenate e trattate con luce ultravioletta per prevenire qualsiasi contaminazione. L’allevamento avviene a terra, per garantire il controllo costante delle condizioni ottimali dei pesci (temperatura, alimentazione, ricircolo dell’acqua, prevenzione delle malattie e monitoraggio dello stato di benessere animale) grazie a tecnologie all’avanguardia e alla consulenza di un team di professionisti impegnati nel benessere animale, nella sostenibilità e nella tutela dell’ambiente naturale. 

Neptura, l’eccellenza al servizio della ristorazione

Per il lancio globale, Neptura si è avvalsa della collaborazione degli chef Sergio e Javier Torres – che per mesi hanno lavorato con le entrambe le specie nel loro laboratorio di ricerca e sviluppo situato presso il ristorante 3 Stelle Michelin Cocina Hermanos Torres – e ha sottoposto il nuovo prodotto a più di 50 professionisti e gruppi della ristorazione e dell’hôtellerie, che per primi durante una serata di confronto professionale e degustazione tra colleghi hanno potuto scoprire e sperimentare la qualità e le potenzialità culinarie della nuova referenza.

Neptura rappresenta il lancio globale di un brand che punta all’eccellenza. Vogliamo dare visibilità alla nostra esperienza e al nostro approccio specifico all’acquacoltura“, sottolinea Jordi Trias, Presidente di Stolt Sea Farm. “Il nostro obiettivo è offrire a consumatori e chef un pesce eccezionale, capace di trasformare ogni occasione gastronomica in un’esperienza culinaria memorabile”.

Qualità, creatività e versatilità dell’esperienza gastronomica 

Nelle due specie allevate nell’ambito del progetto Neptura si possono apprezzare  le carni bianche e compatte, con una consistenza unica e lische grandi e facilmente identificabili e un sapore equilibrato ma profondo e persistente. Caratteristiche organolettiche che ne facilitano la preparazione e valorizzano l’esperienza gastronomica e la resa nel piatto, rendendole adatte a qualsiasi tipo di ricettazione e declinabili secondo le tecniche di preparazione più tipiche di ciascuno dei 30 Paesi nel mondo in cui Neptura esporta i suoi prodotti.

L’obiettivo è offrire il miglior pesce possibile, mettendo a disposizione di chef e appassionati un prodotto che stimola la creatività in cucina. 

Non a caso i rombi e le sogliole dell’azienda hanno ottenuto, per il quarto anno consecutivo, il massimo punteggio ai Superior Taste Awards – prestigiosi riconoscimenti internazionali organizzati dall’International Taste Institute – conquistando il rinomato Crystal Taste Award. È la prima volta che un pesce piatto riceve questo riconoscimento.

Hendrick’s Gin annuncia la nascita di Another Hendrick’s

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Dopo 27 anni dalla sua creazione – avvenuta nel 1999 a opera del Master Distiller Lesley Gracie, Hendrick’s Gin si rinnova con la nascita di Another Hendrick’s: la prima aggiunta permanente alla gamma in quasi un decennio e la prima vera estensione dell’identità del brand dalla sua nascita. Non un’edizione limitata, né una variazione stagionale, bensì una  release permanente, destinata a restare e a dare una nuova declinazione al distillato che rappresenta storicamente un game changer assoluto della categoria del gin contemporaneo. 

Un brand, due dimensioni sensoriali

Tutto in Hendrick’s è sempre stato costruito sulla dualità. Due alambicchi — il Bennett Still e il Carter-Head Still — che lavorano in modo opposto e complementare; due infusioni inedite e divenute iconiche del marchio — rosa damascena e cetriolo; una bottiglia scura che custodisce un liquido sorprendentemente luminoso.

Oggi questa dualità trova una nuova forma espressiva con la nascita di Another Hendrick’s: una nuova referenza che nasce dallo stesso DNA del brand originario, dallo stesso Gin Palace sulla costa scozzese dell’Ayrshire, dalla stessa mente visionaria di Leslie, ma interpreta il celebre distillato in modo completamente diverso: bottiglia bianca contro bottiglia nera; fava di cacao e fiore d’arancio contro rosa e cetriolo; profondità vellutata contro freschezza vegetale. Due mondi sensoriali agli antipodi per un risultato nel bicchiere ugualmente eccezionale.

Un nuovo gin ultra-premium, 25 anni dopo

Alla base dell’ideazione di Another Hendrick’s c’è una sfida paragonabile a quella del 1999, quando Lesley Gracie ricevette la richiesta di creare un gin capace di cambiare completamente il panorama dei distillati omonimi esistenti. Il suo Hendrick’s Original non fu solo una nuova ricetta: fu un nuovo metodo, una nuova visione, una nuova categoria, capace di dare origine a una “ginnaissance” globale, ovvero la rinascita del gin come distillato premium, artigianale, degno di una narrazione. Venticinque anni dopo, la stessa domanda si è ripresentata — questa volta se la è posta la stessa Gracie: “Se dovessi creare Hendrick’s oggi, cosa farei?

La risposta è arrivata da lontano, in un cocktail bar di Città del Messico: non da un distillato, ma da un garnish. Un fiore di cacao; non il cacao del cioccolato, bensì il cacao come pianta aromatica – floreale, leggermente fruttata, quasi vinosa – nella sua forma più pura, prima della tostatura. Un ingrediente rarissimo nella categoria gin, capace di restituire una texture e una profondità che pochi distillati conoscono e che viene esaltato grazie all’accoppiamento con il fiore d’arancio – fresco, delicato, agrumato – per dare vita a un gin meno vegetale, più rotondo e vellutato.

«Another Hendrick’s è l’esatto opposto di ciò che abbiamo fatto negli ultimi 25 anni, e la combinazione di fiore d’arancio e cacao è davvero insolita», ha dichiarato Lesley Gracie. «Il cacao non sa di cioccolato. Porta profondità e una texture vellutata. Ho voluto trovare un modo autentico per unirli e questo è il risultato».

Non un restyling, ma il racconto di un’identità che si è raddoppiata. In via permanente

Another Hendrick’s è la prima innovazione nella storia del brand a essere lanciata globalmente su tutti i mercati contemporaneamente. E soprattutto: è una referenza che entra stabilmente in gamma ed è destinata a restarci in via permanente. 

«Hendrick’s è sempre stato guidato da creatività e originalità, capace di sovvertire costantemente le convenzioni della categoria – ha dichiarato la  Global Brand Managing Director Nora Torpey – e il lancio di Another Hendrick’s è molto più di una semplice estensione di linea: rivela un altro lato di noi stessi e rende Hendrick’s più dinamico, culturalmente rilevante e ancora più forte nel guidare la prossima fase di crescita degli spirits premium».

Verso una nuova dimensione del brand

Insomma, con Another Hendrick’s, non si scrive solo un nuovo capitolo: si apre una nuova dimensione del brand In Italia questa nuova fase sarà portata avanti da Velier, importatore e distributore di distillati di qualità con oltre 75 anni di esperienza. Un sinonimo di eccellenza sul mercato italiano, che è partner di Hendrick’s Gin dal 2008.

Per Luca Gargano, Presidente di Velier «si tratta di una novità davvero importante per l’intero mercato mondiale del gin. Solitamente le persone ricordano bene tutte le prime volte ed è finalmente arrivato il momento di aggiungere un ricordo indelebile con l’assaggio di questo inedito Another Hendrick’s».

Il Prosciutto crudo di Parma Devodier cambia look in occasione della Settimana del Design

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In occasione della Settimana del Design 2026, lo storico salumificio Devodier, stringe una collaborazione con The Parmigianer –  il progetto artistico-narrativo ideato e curato da Angelo Parisi e Luca Soncini – e trasforma il suo prodotto più iconico – il Prosciutto Crudo di Parma – in un veicolo per far incontrare cultura visiva e tradizione produttiva e raccontare la bellezza e l’identità del territorio d’origine in modo inedito. 

Devodier rende il suo Prosciutto Crudo di Parma in un’opera di design

Da questo sodalizio ha infatti preso forma un poster in edizione limitata, realizzato da Luca Soncini e ispirato all’estetica e allo spirito delle grandi riviste internazionali come il The New Yorker. Svelato lo scorso 16 aprile in occasione dell’apertura di MiART 2026, questo disegno d’autore resterà esposto per l’intera settimana fino a raggiungere il FuoriSalone presso Sapori Solari – Cocktail Bistrot, ma soprattutto sarà declinato in un pack speciale disegnato per il Prosciutto di Parma Devodier.

Questo prodotto d’eccellenza della norcineria italiana si trasforma così nella tela bianca su cui tessere un vero e proprio racconto visivo, una narrazione per immagini in cui si intrecciano elementi naturali e simbolici che rappresentano la sintesi più autentica del prodotto e del suo luogo d’origine. 

Omaggio a Parma e al suo patrimonio culturale

Questa collaborazione rappresenta per Devodier un passo significativo nel dialogo tra patrimonio produttivo e linguaggi artistici contemporanei, rafforzando il legame con il territorio e aprendo nuove prospettive di racconto di un prodotto che lega la sua identità al ricco e stratificato patrimonio culturale di Parma. «The Parmigianer traduce questa complessità in un linguaggio visivo contemporaneo, trasformando simboli locali in narrazioni vive. Il lavoro di Luca Soncini interpreta le molteplici anime della città, creando immagini che appartengono a chi Parma la vive e la scopre». D’altronde il progetto artistico-narrativo di Angelo Parisi e Luca Soncini nasce proprio con l’obiettivo di mostrare gli aspetti inequivocabili della parmigianità e tutto ciò che ha contribuito e contribuisce generarne e ri-generarne la cultura in tutte le sue sfumature, attraverso un linguaggio visivo che attinge alle illustrazioni di artisti del territorio o d’adozione. 

Devodier conferma così l’impegno nel valorizzare la propria storia – fatta di  autenticità, qualità e cultura – attraverso nuove forme espressive, ovvero raccontando il prodotto e il territorio attraverso un’espressione artistica contemporanea capace di evocare la trasformazione lenta e armoniosa della materia, all’interno di un contesto fatto di equilibri delicati e invisibili, fatti di cura, esperienza, saperi antichi e ricchezza del contesto. Il Prosciutto di Parma viene così rappresentato e percepito come parte di un tutto ed espressione di un ecosistema prezioso e unico. 

Il Gruppo Caffo 1915 guarda al futuro, rilancia i grandi liquori nazionali, scommette sulla mixology e si racconta in un libro presentato a Vinitaly

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Il Gruppo Caffo 1915 guarda al futuro, scommette sulla mixology e su un’identità che abbraccia l’intera storia della liquoristica nazionale, raccontarsi nel nuovo volume “Semper ad Maiora”. Non solo il racconto di una famiglia, ma una vera e propria narrazione della cultura del bere italiana. Ogni marchio occupa una specialità della liquoristica. Dagli amari storici alle acquaviti, dal cognac italiano prodotto da Bisleri fino al rum delle origini di San Marzano, passando per le grappe friulane e i liquori monastici, il volume ricostruisce un panorama variegato che evidenzia il successo di Vecchio Amaro del Capo e trova nel recente ingresso di Cinzano un ulteriore tassello di rilievo. Un marchio che contribuisce a completare il quadro di un’Italia capace, già agli inizi del Novecento, di affermarsi sui mercati internazionali con il proprio vermouth.

Il percorso narrativo racchiuso in “Semper ad Maiora” (Rubbettino Editore) firmato dallo storico Valerio Bigano e presentato durante l’ultima edizione di Vinitaly – ricostruisce un patrimonio fatto di marchi storici acquisiti e rilanciati, capaci di attraversare le epoche custodendone il valore culturale. 

Un esempio di metodo e cultura del lavoro

Con questo libro «Non vogliamo celebrare ciò che è stato fatto, ma trasmettere un metodo e una cultura del lavoro» – commenta Giuseppe (Pippo) Caffo, Presidente di Gruppo Caffo 1915 –  pertanto «Semper ad Maiora non è solo la storia della nostra famiglia, ma anche il racconto di un modo di fare impresa tramandato nel tempo. Quattro generazioni hanno contribuito a costruire quello che siamo oggi, partendo da una realtà locale e portandola a confrontarsi con i mercati internazionali, senza mai perdere il legame con le nostre radici. Fare impresa al Sud, lo sappiamo, è sempre stato più difficile, ma è proprio da questa difficoltà che nasce la nostra determinazione».

Il Vecchio Amaro del Capo ha fatto scuola

Il successo di questo modello industriale trova la sua massima espressione nel prodotto di punta Vecchio Amaro del Capo. Una referenza che ha saputo rivoluzionare la categoria attraverso l’innovazione del servizio ghiacciato a -20°C. In Italia, il brand ha raggiunto un’importante quota di mercato volume nella Gdo e nell’Horeca e ha l’obiettivo di diventare leader di categoria anche all’estero. 

«Abbiamo unito storie diverse accomunate da una forte identità, con l’obiettivo di costruire una piattaforma solida e riconoscibile, capace di competere a livello internazionale. Per noi crescere significa dare valore a ciò che esiste già, rafforzandolo e rendendolo attuale. Siamo una realtà in continua evoluzione: partiti come azienda locale, oggi siamo diventati un player di riferimento», ha sottolineato Nuccio Caffo, Amministratore Delegato di Gruppo Caffo 1915.

Il futuro tra mixology e mercati esteri

L’espansione globale, che vede il Gruppo Caffo già presente in 108 Paesi, ha subito un’accelerazione con l’acquisizione dello storico marchio Cinzano, presente da oltre 150 anni sui mercati esteri. Inoltre, per vincere la sfida mondiale, Caffo punta sulla versatilità e sulla miscelazione: «Stiamo investendo molto nella mixology, soprattutto sui mercati internazionali, dove non esiste la tradizione del fine pasto. È un’evoluzione naturale del nostro modo di interpretare il prodotto» – ha proseguito l’AD. 

Questa proiezione verso il futuro, pur restando ancorata alle origini, conferma la missione della famiglia Caffo: un percorso che non si ferma ai risultati ottenuti, ma che continua a guardare “sempre verso mete più alte”, trasformando la storia della liquoristica nazionale in un asset strategico per il Made in Italy globale.