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Campari resiste alla crisi degli alcolici: il 2025 si chiude con vendite in crescita e azioni in rialzo

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La storica azienda italiana di spirits rende noti i dati di bilancio dello scorso anno: fatturato di oltre 3 miliardi e utile di 386 milioni; in crescita anche i dividenti (+54% rispetto al 2024)

Campari Group
Campari Group

Campari Group: il brand italiano vince sul calo del consumo di alcol

Campari Group rende noti i dati di bilancio relativi al 2025 e annuncia una crescita organica in 24 mercati in tutte le aree geografiche e in tutte le brand house: aumentano sia delle vendite nette (3,05 miliardi di euro, +2,4% organico) sia dei principali indicatori di redditività (tra cui un Ebitda di 784 milioni di euro, +7,6% organico, con un margine pari al 25,7%), oltre che dell’utile per azione. 

Cresce il consumo di aperitivi e bollicine firmate Campari Group

Bene il comparto degli aperitivi – che include marchi come Aperol, Campari e Crodino e vale il 44% delle vendite del Gruppo – dove la crescita è stata del +2%, ma sono stati buoni anche i risultati nelle divisioni Tequila, Vermouth, Cognac, e bollicine – che costituiscono il 10% del totale e hanno registrato una crescita del +14%, trainata soprattutto dallo Champagne Lallier (+14%) e dallo Spumante Riccadonna

Una performance che sfida le dinamiche del mercato, tra resilienza e strategia

La capacità di Gruppo Campari di crescere nel mercato delle bevande alcoliche e di registrare una sovraperformance nonostante le difficoltà e le sfide del settore dovute alle dinamiche affermatesi degli ultimi anni (in particolare la riduzione dei consumi legata a contingenze economiche, questioni normative e attitudini salutistiche) testimonia la resilienza di questo brand iconico del “buon bere all’italiana”, ma è frutto anche di una strategia precisa riassumibile con l’espressione “fewer, bigger bets” (ovvero “meno marchi, ma più forti”), che Campari porta avanti attraverso la ricerca di nuovi format pensati per diverse occasioni di consumo, focalizzandosi sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica in Asia e Pacifico del business, attualmente trainato dalle vendite nelle Americhe (in particolare negli Stati Uniti) e nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). La mission? Trasformare Campari nell’emblema del drink da condividere, dappertutto e in qualsiasi occasione. 

 

Risultati oltre le aspettative

I risultati positivi del Gruppo Campari superano le attese degli analisti, sia in termini di aumento di vendite e redditività (che hanno registrato rispettivamente +0,9 e + 3,5 rispetto alle stime del consensus Visible Alpha), sia per quanto riguarda la riduzione dell’indebitamento finanziario netto (che al 31 dicembre 2025 ammontava a 1,95 miliardi, in miglioramento di 419 milioni rispetto al 31 dicembre 2024). Il merito è di una solida generazione di cassa dovuta a un incremento del margine lordo, all’impatto delle plusvalenze da dismissioni, ma anche di un’implementazione del programma di contenimento dei costi, che ha consentito di rafforzare gli investimenti in brand building (pubblicità e promozione), in linea con la nuova  direzione strategica di portafoglio del Gruppo.

Più valora anche alle azioni di Campari Group

Il forte slancio del business e la riduzione della leva finanziaria con un anno di anticipo rispetto ai piani, hanno permesso al Gruppo Campari di aumentare i dividendi e migliorare i rendimenti per gli azionisti (+0,10 euro per azione, rispetto agli 0,065 euro dell’anno scorso). Questo dato – sottolineato positivamente da società d’investimento e intermediari finanziari come Deutsche Bank, Intermonte, Barclays e Morgan Stanley – ha fatto sì che, all’indomani della pubblicazione dei risultati annuali di Campari Group, le azioni di Davide Campari-Milano NV balzassero sopra quota 6 euro (il consiglio di amministrazione ha infatti proposto un dividendo annuale di 0,100 euro per azione, in aumento del 54% rispetto al precedente 0,065 euro dell’esercizio precedente), spingendo gli investitori ad acquistare titoli Campari. 

Le prospettive di Campari per il 2026

Campari entra nel 2026 con una struttura finanziaria più solida, ma soprattutto con la prospettiva di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. In particolare si prospettano un’accelerazione del roll-out di Aperol negli Stati Uniti, favorita dall’entrata in attività della nuova forza vendita dedicata  e una crescita organica con ulteriori guadagni di quota di mercato – con un primo trimestre più debole rispetto al secondo semestre —. Sul lungo periodo le prospettive del Gruppo sono di continuare a generare una crescita per margini che sia generatrice di cassa e focalizzata su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, grazia anche a un maggior focus sui brand strategici e a un’accelerazione dell’espansione geografica, senza rinunciare a una contingente continua disciplina a livello di bilancio. Il risultato, secondo le aspettative dei vertici Campari Group per l’anno in corso, dovrebbe essere una continua crescita organica del fatturato, sufficiente a resistere all’impatto stimato di 30 milioni di euro dovuto ai dazi statunitensi e un vento contrario di 70 milioni di euro sul fatturato derivante dalla dismissione di marchi non core tra cui Cinzano e Averna.

 

Falkensteiner Hotel Falkensteinerhof riapre diventando una struttura 4 stelle superior

L’hotel di proprietà della famiglia Falkensteiner, incastonato tra la Val d’Isarco e la Val Pusteria riapre dopo la ristrutturazione del 2025 con un rinnovato concept spa e gastronomia,interni di design e tante nuove esperienze per famiglie, foodies e viaggiatori attivi. 

Falkensteiner Hotel Falkensteinerhof riapre diventando una struttura 4 stelle superior
Falkensteiner Hotel Falkensteinerhof

Falkensteiner Hotel Falkensteinerhof riapre e diventa 4 stelle superior

A partire dalla stagione invernale 2025/26, il Falkensteiner Hotel Falkensteinerhof inaugura una nuova fase della sua storia diventando una struttura 4 stelle superior. Incastonato tra la Val d’Isarco e la Val Pusteria, l’hotel rappresenta una delle prime proprietà della famiglia Falkensteiner e, dopo la ristrutturazione del 2025, accoglie gli ospiti con un rinnovato concept spa e gastronomia, oltre a interni di design e tante nuove esperienze per famiglie, foodies e viaggiatori attivi.

Una meta ideale per vacanze in famiglia

Se si è alla ricerca di una vacanza family friendly da album dei ricordi, l’hotel vanta spazi completamente ripensati per il divertimento di bambini e ragazzi. Le nuove aree dedicate ai più piccoli, tra indoor play word e pareti per arrampicata, affiancano ambienti pensati per gli adolescenti, come la lounge dedicata al gaming, dotata di varie consolle di gioco. 

Una cucina alpino-mediterranea: dalla colazione alla “Merende” altoatesina

Per i buongustai che desiderano autenticità anche a tavola, la proposta gastronomica evolve verso una filosofia alpino-mediterranea che valorizza materie prime stagionali e regionali. Gli ospiti potranno iniziare la giornata con pane fresco del panificio del paese e formaggi di montagna, invece, nel pomeriggio è impossibile non indugiare nella tradizionale “Marende” altoatesina. La sera, lo chef serve piatti creativi che reinterpretano il territorio, mentre l’AlpenLounge diventa un vero e proprio place to be con aperitivi e musica dal vivo.

Una cucina alpino-mediterranea: dalla colazione alla “Merende” altoatesina
Falkensteiner Hotel Falkensteinerhof

Attività all’aperto per tutto l’anno

Gli amanti della montagna troveranno al Falkensteiner Hotel Falkensteinerhof la base ideale per sperimentare le attività outdoor. In estate, escursioni, percorsi panoramici e mountain bike permettono di esplorare il paesaggio circostante, mentre in inverno il vicino comprensorio Gitschberg Jochtal offre oltre 55 chilometri di piste adatte a tutti i livelli. Non mancano le alternative per chi desidera vivere la neve in modo più rilassante, tra ciaspolate e slittino direttamente nei dintorni della struttura.

Falkensteiner Hotel Falkensteinerhof
Pichlstrasse/Via Pichl 21
39037 Vals, Alto Adige, Italia
reservations.falkensteinerhof@falkensteiner.com
Hotel: +39 0472 547165
Prenotazioni: +39 0472 975643

Bonci Pizza in Teglia e Sfoglia Pastry Bar: aprono a Milano i nuovi locali di Gabriele Bonci e Tommaso Foglia

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Il capoluogo lombardo accoglie Bonci Pizza in Teglia e Sfoglia Pastry Bar. Due nuovi format d’autore firmati da Gabriele Bonci e Tommaso Foglia, accomunati da una visione che potrebbe davvero diventare il nuovo standard per le catene di alta qualità in Italia.

Dallo scorso 26 febbraio 2026, hanno aperto le porte a Milano, a pochi passi da Corso Buenos Aires, Bonci Pizza in Teglia e Sfoglia Pastry Bar, dei nuovi locali firmati da Gabriele Bonci e Tommaso Foglia: due format distinti ma complementari, uniti da una visione condivisa sulla qualità artigianale e destinati a lasciare il segno nella scena gastronomica contemporanea della città. Partner comune dei progetti è In Cibum – Scuola di Alta Formazione Gastronomica – che ha curato la regia di queste nuove realtà sotto il profilo del business, dell’immagine e della comunicazione.

Bonci Pizza in Teglia e Sfoglia Pastry Bar: due nuovi locali, una sola visione 

Dal salato al dolce, i due locali di Gabriele Bonci e Tommaso Foglia sono spazi pensati per dialogare con la città e con una clientela trasversale sempre più abituata allo street food e al delivery. Un’apertura doppia frutto di una strategia e di una filosofia condivise, ma anche di un sodalizio consolidato tra due grandi maestri della gastronomia italiana e la scuola che nel tempo ha saputo trasformarsi in un hub di consulenza e sviluppo nel settore food. 

Il ruolo di In Cibum

A unire i due progetti di Bonci Pizza in Teglia e Sfoglia Pastry Bar è infatti l’approccio strategico e imprenditoriale promosso da In Cibum (parte del Gruppo HQF), la Scuola di Alta Formazione Gastronomica che negli anni ha saputo affermarsi non solo come istituzione per una formazione d’eccellenza, ma anche come hub di consulenza e sviluppo nel settore food, dove cultura gastronomica e impresa dialogano. È proprio qui che Gabriele Bonci e Tommaso Foglia si sono conosciuti e hanno iniziato i rispettivi percorsi — anche in qualità di docenti — traducendo la loro visione artigianale in una proposta d’impresa strutturata e duratura.

Bonci Pizza in Teglia: qualità e stagionalità Prêt-à-manger

Bonci Pizza in Teglia porta a Milano e nobilita la tradizione romana della “pizza al taglio” reinterpreta attraverso l’approccio visionario e artigianale di Gabriele Bonci, il “Michelangelo della pizza”, già fondatore del celebre Pizzarium di Roma e figura di riferimento internazionale per l’arte bianca. Nel locale di nuova apertura si ritrovano i pilastri irrinunciabili della sua attività: impasti a lunga lievitazione (minimo 72 ore), farine biologiche, ingredienti stagionali selezionati da piccoli produttori di fiducia e un’offerta semplice e in continua evoluzione, che è sempre una consapevole e non banale espressione di territorialità. Oltre alle pizze classiche — Margherita, Patate, Rosmarino e pizza bianca con Mortadella — e a creazioni stagionali, con particolare attenzione alle proposte vegetariane e vegane, il nuovo locale offre una selezione di proposte Prêt-à-manger in pieno stile romano come frittatine di pasta, supplì e crocchè.

Bonci Pizza in Teglia: il nuovo locale di Gabriele Bonci a Milano
Bonci Pizza in Teglia: il nuovo locale di Gabriele Bonci a Milano

Sfoglia Pastry Bar: pasticceria contemporanea e dinamica

Adiacente a Bonci Pizza in Teglia, ma con un’identità autonoma e inconfondibile, Sfoglia Pastry Bar è il format firmato da Tommaso Foglia — Pastry Chef Michelin dell’anno 2022 nonché volto televisivo reso celebre dal ruolo di giudice di Bake Off Italia — che qui esprime al massimo la sua visione della pasticceria come atto di cura e condivisione. Nel suo nuovo locale tutto ruota intorno a un grande classico reinventato: la millefoglie, trasformata in una proposta contemporanea, personalizzabile e pensata per un consumo dinamico ma che non rinuncia all’eccellenza tecnica. Proprio per questo viene proposta in versione monoporzione, ideale da gustare in piedi o in movimento, ed è farcita al momento affinché la sfoglia resti sempre fragrante e croccante. Oltre alle versioni dolci — Classica, Tiramisù, Pistacchio, Cioccolato, Caramello e Nocciola, e Crema pasticcera alla vaniglia — e a una selezione di viennoiserie e sfogliati d’autore per la colazione, all’offerta gastronomica non mancano versioni salate come la Cetarese con alici di Cetara e limone, la Veggy, la Fit e la English. Il tutto con una particolare attenzione a rendere la proposta inclusiva, con tutte le preparazioni al 100% senza lattosio. 

Sfoglia Pastry Bar: il nuovo locale di Tommaso Foglia a Milano
Sfoglia Pastry Bar: il nuovo locale di Tommaso Foglia a Milano

Verso un nuovo modello di “scuola-impresa”? 

La sfida sarà vedere se questa “visione accademica” basata sull’eccellenza Prêt-à-manger e street food riuscirà a reggere l’urto della quotidianità milanese, trasformandosi in un nuovo standard replicabile per le catene di alta qualità in Italia.

Via Nicola Piccinni 3, Milano — alle spalle di Corso Buenos Aires, zona Piazzale Loreto
Bonci Pizza in Teglia | tutti i giorni, ore 11:00–21:30
Sfoglia Pastry Bar | aperto per colazione,  |tutti i giorni ore 7:30 – 20:30

L’arte del sushi a Milano con il Maestro Hirotoshi Ogawa e la poetica del taglio

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Il Maestro Hirotoshi Ogawa a Milano ha tenuto una masterclass esclusiva dedicata agli chef e non solo. Focus su tecniche di taglio, filosofia Edomae, qualità ittica giapponese e nuove tendenze del sushi contemporaneo

Milano è diventata teatro di un incontro raro tra due culture gastronomiche, Mediterraneo e Pacifico, che condividono un culto profondo per la materia prima. A promuovere questo dialogo è Japan External Trade Organization (JETRO), che ha portato nella città meneghina il Maestro Hirotoshi Ogawa per una masterclass riservata ai protagonisti dell’alta ristorazione italiana. Non un semplice corso tecnico, ma un’immersione nella cultura del mare giapponese, dove ogni gesto, ogni taglio e ogni scelta di condimento raccontano secoli di tradizione.

Hirotoshi Ogawa, custode di un sapere millenario

Direttore Generale del World Sushi Skills Institute e guida dell’All Japan Sushi Association, Ogawa è considerato uno dei massimi ambasciatori mondiali dell’arte del sushi. Dal 2017 è Goodwill Ambassador per la cucina giapponese nominato dal Ministry of Agriculture, Forestry and Fisheries, ruolo che ne consacra l’autorevolezza istituzionale oltre che tecnica. La sua presenza a Milano è stata un’opportunità unica per apprendere non soltanto una tecnica, ma un metodo di pensiero.

Il taglio come gesto filosofico

Il cuore della masterclass è stato il taglio. Non un’operazione preliminare, ma l’atto fondante del sushi. Ogawa ha mostrato come ogni specie ittica richieda un approccio diverso, calibrato sulla struttura delle fibre, sul contenuto di grasso, sulla stagione e persino sulla temperatura di servizio. L’Hamachi (ricciola) viene inciso con un’angolazione che ne valorizza la morbidezza e la dolcezza marina. Il Madai (pagro), più compatto, necessita di una precisione che ne rispetti la trama delicata. Il Katsuo (tonnetto striato) esige un equilibrio tra spessore e inclinazione per evitare che la fibra si irrigidisca in bocca. Il taglio non è mai casuale. Una lama troppo perpendicolare altera la masticazione, una fetta eccessivamente sottile disperde succosità. L’obiettivo è raggiungere quella scioglievolezza naturale che permette al pesce di fondersi con il riso senza sovrastarlo. Particolare attenzione viene dedicata anche all’Uni Frozen, riccio di mare certificato HACCP per l’esportazione in Unione Europea, esempio concreto di come tecnologia e artigianalità possano convivere. Le tecniche di surgelazione e scongelamento, spiegate nel dettaglio, dimostrano come la qualità possa essere preservata lungo tutta la filiera, garantendo sicurezza e integrità sensoriale.

Il riso, anima invisibile del sushi

“Sushi” significa riso condito con aceto, e Ogawa ha ricordato come oltre metà della percezione gustativa dipenda proprio dallo shari. La lavorazione del riso – dal lavaggio che elimina l’amido in eccesso alla cottura millimetrica, fino alla concia – è un rituale che non ammette approssimazioni. Grande spazio è stato dedicato al ritorno dell’aceto rosso, l’akazu, ottenuto dalla fermentazione dei residui della produzione del sake. Questo condimento, tipico dello stile Edomae nato nella Tokyo del periodo Edo, conferisce profondità e intensità umami, segnando una tendenza sempre più forte nella scena gastronomica giapponese contemporanea.

Tra tradizione Edomae e nuove tendenze

Il Giappone sta vivendo un ritorno consapevole allo stile Edomae, un tempo considerato quasi cibo popolare e oggi rivalutato come espressione massima di rigore tecnico. In questo contesto, l’omakase – il percorso completamente affidato allo chef – è diventato narrazione gastronomica, esperienza su misura costruita su stagionalità e sensibilità. Ogawa ha affrontato anche i fraintendimenti più diffusi in Occidente. La freschezza non coincide automaticamente con sicurezza microbiologica; la salsa di soia non va mai versata sul riso, ma solo sul pesce; il gari non è un condimento, bensì un intervallo gustativo. Anche l’estetica ha un ruolo centrale: minimalismo, pulizia visiva, servizio diretto al banco per garantire la temperatura ideale e l’equilibrio perfetto tra riso e topping.

JETRO e la diplomazia del gusto

Dietro questa operazione culturale c’è il lavoro di JETRO, ente governativo fondato nel 1958 con l’obiettivo di promuovere scambi commerciali e investimenti tra il Giappone e il resto del mondo. Attraverso il programma dedicato al seafood giapponese, JETRO sostiene l’esportazione dei prodotti ittici valorizzandone qualità, sostenibilità e autenticità. La masterclass milanese non è stata soltanto un evento formativo, ma un tassello di una strategia più ampia: costruire ponti tra mercati, favorire la conoscenza tecnica e offrire agli chef europei strumenti concreti per integrare l’eccellenza ittica nipponica nelle proprie cucine. Milano è diventata così laboratorio di un nuovo linguaggio gastronomico, dove il Mediterraneo incontra il Pacifico e il coltello, guidato dalla mano del Maestro Ogawa, traccia una linea sottile tra tecnica e poesia.

Parizza+Gusto 2026: come L’Antica Pizzeria Da Michele in the World conquista il mercato francese

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Dalla fiera B2B Parizza+Gusto 2026 di Parigi all’apertura della prima sede in città: il caso L’Antica Pizzeria Da Michele in the World dimostra come le fiere siano strategiche per entrare e crescere nel mercato francese della pizza

Per le aziende italiane che guardano alla Francia come mercato di espansione, le fiere B2B rappresentano molto più di una semplice vetrina. Uno snodo strategico in cui si costruiscono relazioni, si intercettano buyer e distributori, si comprendono dinamiche e opportunità di un contesto in continua evoluzione. È su questo terreno che si inserisce Parizza+Gusto, la sezione italiana di Snack Show, in programma l’1 e il 2 aprile 2026 a Paris Expo Porte de Versailles. Uno spazio pensato per mettere in relazione imprese italiane e mercato francese, favorendo l’incontro tra produttori, distributori e operatori del food service e accompagnando concretamente il passaggio dalla partecipazione in fiera allo sviluppo commerciale sul territorio.

Dalla presenza in fiera all’apertura a Parigi

A testimoniare il valore operativo di questo percorso è l’esperienza de L’Antica Pizzeria Da Michele in the World. “Le fiere sono il posto dove si fanno gli affari. Più che le manifestazioni rivolte al pubblico, sono le fiere il luogo in cui si incontrano le aziende, si stimolano accordi e si costruiscono relazioni”, spiegano i CEO Francesco De Luca e Alessandro Condurro. Proprio Condurro, nel 2025, ha partecipato a Parizza insieme all’executive pizzachef Antonio Falco. Una visita che ha preceduto di pochi mesi l’apertura della prima sede del gruppo a Parigi, inaugurata il 2 settembre 2025. “Abbiamo preso parte a talk insieme ad aziende già ben radicate a Parigi. È stato un passaggio utile per comprendere meglio il mercato e il contesto in cui ci saremmo trovati a operare”, sottolinea Condurro.

Un mercato in trasformazione

L’esperienza sul campo ha confermato un cambiamento strutturale nel mercato francese della pizza. “Per anni in Francia la pizza è stata percepita come un accompagnamento. Oggi è finalmente riconosciuta come un pasto vero e proprio”. Un’evoluzione culturale che, secondo il management del gruppo, è stata favorita dall’arrivo dei primi operatori italiani a Parigi e che oggi rende il mercato particolarmente dinamico. Oggi il mercato francese è più florido di altri che sembravano più maturi. È un mercato ancora in crescita, dove c’è spazio per chi lavora con continuità e qualità”, osserva Condurro.

Parizza+Gusto come piattaforma strategica

In questo scenario, Parizza+Gusto assume un ruolo chiave per le aziende italiane interessate a consolidare o avviare la propria presenza Oltralpe. Non solo esposizione, ma networking strutturato e confronto diretto con la filiera: dai mulini alle aziende di conserve, dai produttori di attrezzature ai fornitori tecnici. “Essere presenti a Parizza+Gusto significa fare rete. È lì che si stringono contatti che tornano utili nel tempo”, conclude Condurro, annunciando la partecipazione anche all’edizione dell’1 e 2 aprile 2026. Dalla fiera al mercato, dunque, il passo può essere breve. A patto di saper trasformare l’incontro B2B in una strategia di sviluppo concreta, capace di intercettare un mercato francese sempre più ricettivo verso la qualità e l’autenticità del made in Italy.

Snack Show – Parizza+Gusto
1–2 aprile 2026 – Padiglione 7.2, Paris Porte de Versailles
Per esporre: www.snackshow.com/it-it/esponete.html

Parco dei Principi Grand Hotel & SPA Roma: restyling di lusso, Prince SPA e novità 2026

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Il Parco dei Principi Grand Hotel & SPA inaugura il 2026 con camere rinnovate, Prince SPA con prodotti Bakel, pickleball indoor, alta cucina e nuove esperienze per la bella stagione nel cuore di Roma

Immerso nel verde di Villa Borghese e a pochi minuti dal centro storico, il Parco dei Principi Grand Hotel & SPA inaugura nel 2026 un nuovo capitolo della propria storia. Icona dell’ospitalità capitolina, l’hotel disegnato da Gio Ponti si rinnova con un importante progetto di restyling che coinvolge camere, suite, spazi comuni e area benessere, rafforzando il suo ruolo di oasi urbana per un pubblico internazionale esigente. Linee più contemporanee, materiali pregiati e tecnologie di ultima generazione ridefiniscono l’esperienza di soggiorno, mantenendo intatta l’identità architettonica che ne ha decretato il successo nell’hôtellerie di alta gamma.

Camere e suite: eleganza contemporanea e comfort smart

Il restyling introduce un linguaggio estetico sofisticato: palette cromatiche luminose, arredi dalle linee pulite, tessuti ricercati e dettagli di design che valorizzano la luce naturale e l’ampiezza degli ambienti. Grande attenzione è riservata alla dimensione tecnologica: sistemi domotici evoluti, illuminazione personalizzabile e soluzioni smart per il controllo degli spazi garantiscono un soggiorno su misura, perfettamente in linea con le aspettative del viaggiatore contemporaneo.

Prince SPA: il tempio del benessere si evolve

Cuore pulsante dell’hotel, la Prince SPA – 2000 mq dedicati al wellness nel quartiere Parioli – amplia la propria proposta con novità esclusive. Debutta in 12 sale multisensoriali la linea skincare di Bakel, sinonimo di alta performance e purezza formulativa. Per gli appassionati di sport arriva inoltre un nuovo campo indoor da pickleball, disciplina sempre più amata anche dal pubblico internazionale. Completano l’offerta la piscina coperta sormontata da un cielo di cristalli Swarovski, la piscina esterna semi-olimpica per la bella stagione, sauna finlandese, bagno turco, docce emozionali, percorso Kneipp, crioterapia e un’area fitness con attrezzature Technogym. All’esterno, il parco di Villa Borghese diventa naturale estensione per attività open air.

Pauline Borghese e Pomme Bar: gusto e convivialità nel verde

Affacciato sul giardino all’italiana, il ristorante Pauline Borghese si conferma salotto gastronomico d’eccellenza, dove la tradizione italiana incontra una visione contemporanea della cucina. Accanto, il Pomme Bar accoglie gli ospiti in un’atmosfera ricercata e rilassata, ideale per un signature cocktail o un light lunch sulla terrazza immersa nella quiete del parco.

Le nuove esperienze per primavera ed estate 2026

Con l’arrivo della bella stagione, l’hotel si prepara a svelare ulteriori novità: dall’apertura della piscina nel parco a nuove proposte gastronomiche, fino a esperienze lifestyle in fase di definizione che promettono di rendere ancora più esclusivo il soggiorno nella Capitale. Il nuovo corso del Parco dei Principi rappresenta un equilibrio perfetto tra eredità culturale e innovazione. Un’evoluzione coerente che consolida il posizionamento dell’hotel nel panorama dell’ospitalità di lusso internazionale. Insieme all’Hotel Splendide Royal, fa parte della Roberto Naldi Collection, realtà simbolo dell’eccellenza alberghiera romana.

 

Tassoni Mocktail Competition 2026: il no alcol diventa protagonista della mixology italiana

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Tassoni presenta la seconda edizione della Tassoni Mocktail Competition 2026, la prima competizione italiana interamente dedicata alla mixology analcolica. Un tour nazionale da Milano a Napoli con finale il 5 maggio 2026 a Milano

Il mondo della mixology sta attraversando una trasformazione profonda. Il “no alcol” non rappresenta più un’alternativa di nicchia, ma si afferma come un vero e proprio linguaggio contemporaneo del bere miscelato, molto richiesto dai giovani e non solo. I mocktail sono ormai presenza stabile nelle cocktail list dei bar più autorevoli, dimostrando che la ricerca del gusto, della tecnica e dell’equilibrio può esprimersi ai massimi livelli anche senza alcol.

In questo scenario di evoluzione culturale, Tassoni rinnova il proprio impegno al fianco della bartender community annunciando la seconda edizione della Tassoni Mocktail Competition, la prima competizione italiana interamente dedicata alla mixology analcolica.

Finale Tassoni Mocktail Competition 2025.

Un tour nazionale tra le capitali italiane del bere miscelato

La Tassoni Mocktail Competition 2026 si presenta come un vero viaggio attraverso la mixology italiana. Il tour toccherà alcune delle città e dei locali d’eccellenza più rappresentativi della scena bar nazionale, trasformando ogni tappa in un momento di incontro, confronto e networking per professionisti e appassionati. Da Milano a Bari, da Torino a Roma, passando per Padova, Bologna e Napoli, il linguaggio del mocktail entrerà nei luoghi dove la cultura della miscelazione evolve quotidianamente. Di seguito le tappe della Tassoni Mocktail Competition 2026.

25 Febbraio – Milano – Rita’s Tiki Room
9 Marzo – Bari – Levante Prof / Splash
31 Marzo – Torino – Pout Pourri Vintage Café
20 Aprile – Padova – Flairtender
21 Aprile – Bologna – Ruggine
28 Aprile – Roma – Drink Kong
29 Aprile – Napoli – Chandelier

I primi due classificati di ogni tappa accederanno alla finale nazionale del 5 maggio 2026 a Milano, dove verrà decretato il vincitore della seconda edizione.

Alessandro Nucci, vincitore Mocktail Competition 2025.

Una giuria d’eccellenza e la masterclass di Leonardo Leuci

A rendere ancora più autorevole e importante ogni appuntamento sarà la presenza in giuria di professionisti riconosciuti dalla bar industry, chiamati a valutare tecnica, creatività, equilibrio e capacità narrativa dei drink presentati. Ad accompagnare l’intero tour sarà Leonardo Leuci, cofondatore del Roma Bar Show e del The Jerry Thomas Project, che parteciperà come ospite speciale a tutte le tappe. Prima di ogni competition, Leuci terrà una Mocktail Masterclass aperta al pubblico, pensata per approfondire le potenzialità tecniche e creative della miscelazione analcolica.

Tassoni e la nuova cultura del bere consapevole

Con la Tassoni Mocktail Competition 2026, Tassoni ribadisce il proprio ruolo di apripista culturale nel panorama della mixology analcolica italiana, sostenendo una nuova generazione di bartender e promuovendo un approccio in cui il no alcol diventa sinonimo di ricerca, qualità ed eccellenza. Chi desidera iscriversi può inviare un messaggio privato (DM) alla pagina Instagram ufficiale @cedratatassoni per ricevere tutte le informazioni necessarie.

 

ByIT Milano: l’oroscopo del gusto accende Brera tra cocktail zodiacali e pizze d’autore

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Da ByIT a Milano debutta la nuova drink list ispirata ai 12 segni zodiacali firmata dal Bar Manager Dario Schiavoni, in pairing con tre nuovi impasti pizza creati dall’Executive Chef Romualdo Palladino. Mixology contemporanea e cucina identitaria nel cuore di Brera

Nel cuore di Milano, il cocktail bar ByIT inaugura una stagione all’insegna dell’astrologia contemporanea. La nuova drink list ideata dal Bar Manager Dario Schiavoni interpreta i 12 segni zodiacali attraverso tecniche innovative e ingredienti ricercati, trasformando l’oroscopo in un’esperienza sensoriale. Un progetto che dialoga in modo diretto con la cucina dell’Executive Chef Romualdo Palladino, creando un percorso di abbinamenti tra cocktail d’autore e la celebre pizza IT, ora proposta in tre nuovi impasti. “Ogni cocktail è un ritratto liquido”, racconta Schiavoni. “L’oroscopo è stato il punto di partenza creativo, ma l’obiettivo è costruire un’esperienza identitaria e contemporanea capace di dialogare con la cucina”.

Drink Leone.

I 12 segni zodiacali diventano cocktail signature

La drink list è un viaggio tra caratteri, elementi e personalità astrali:

  • Ariete – Impulsivo e focoso, combina Bes Gin, vermouth Mancino Sakura, Cadello, melograno e basilico.
  • Toro – Sensuale e avvolgente, con vermouth Mancino Rosso Amaranto, Amaro Santoni e Bitter Martini.
  • Gemelli – Doppia anima per un mix di Altamura Vodka, Sake Junmai, mela verde e soda all’ananas.
  • Cancro – Fruttato e delicato, con tequila Patrón Silver, litchi e bollicine leggere.
  • Leone – Carismatico, unisce mezcal, passion fruit, tè nero e Hibiscus Wine.
  • Vergine – Precisione aromatica tra gin Bombay Sapphire, vermouth Sakura e cioccolato bianco.
  • Bilancia – Equilibrio perfetto tra bourbon Michter’s, mezcal, St-Germain e Amaro Lucano.
  • Scorpione – Misterioso, con rum Planteray 3 Stars, cocco, cetriolo, Fino Sherry e Branca Menta.
  • Sagittario – Spirito libero con Santa Teresa Rum, Planteray Cut & Dry, pompelmo e orzata.
  • Capricorno – Rigoroso, vodka Grey Goose, liquore Borghetti, caramello salato e ginger beer.
  • Acquario – Visionario, vodka, tè bianco, pera e Perrier.
  • Pesci – Sognatore, con gin Bombay Sapphire, Venturo, yuzu e Bellini “Sei Bellissimi”.

Accanto ai dodici segni restano in carta sei signature storiche di Schiavoni, tra cui il celebre Mustacchioni, il “cocktail con il baffo”, che nel 2026 celebra dieci anni con un tour internazionale.

Tre nuovi impasti per la pizza IT

La proposta gastronomica evolve in parallelo alla mixology. La classica pizza IT — sottile, croccante e altamente digeribile — si declina ora in tre versioni:

  • Classico
  • Al grano saraceno senza glutine
  • Proteico, con farina di lenticchie rosse e semi di canapa

Le basi accolgono topping che spaziano dai grandi classici come la Margherita e la Tropea, fino a interpretazioni più audaci:

  • Osvaldo con Piennolo rosso confit e rosa di crudo
  • Sud con friarielli, burrata e ’nduja
  • Tomino con zucca, funghi di stagione e tartufo nero
  • Doppio Spicy con doppia anima piccante tra ’nduja e spianata calabrese

Il risultato è un pairing studiato per esaltare struttura, acidità e aromaticità dei cocktail zodiacali.

Bar Manager Dario Schiavoni.

ByIT verso il primo anniversario: guest shift e celebrazioni

A pochi mesi dalla prima candelina, ByIT si prepara a inaugurare un ciclo di guest bartending che porterà dietro il bancone alcuni dei nomi più interessanti della mixology italiana e internazionale. L’obiettivo è chiaro: consolidare la venue di Brera come nuovo hotspot della nightlife milanese, ridefinendo la convivialità attraverso sperimentazione, storytelling e contaminazione tra bar e cucina. Con l’oroscopo del gusto, ByIT non si limita a servire drink: invita a riconoscersi in un segno, a scegliere un impasto, a condividere un’esperienza. In fondo, tra stelle e sapori, l’allineamento perfetto è quello tra personalità e palato.

A Bologna nasce il ‘pranzo a tempo’ dello chef Corrado Parisi

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A Bologna nasce il “pranzo a tempo” dello chef Corrado Parisi. Dimenticare la fretta dei fast food e la monotonia dei panini al bar. Il ristorante Benso lancia una sfida al tempo: tre menù pensati per chi ha solo 30, 45 o 60 minuti. Un format unico in Italia che coniuga la qualità del fine dining con le esigenze della vita lavorativa

Nel cuore di Bologna, a pochi passi dalle due torri, il ristorante Benso sfida la dicotomia tra velocità e accuratezza nel mangiare fuori casa con il ‘pranzo a tempo’. L’idea nasce da una domanda semplice ma cruciale: come rispondere all’esigenza di chi, in pausa pranzo, ha i minuti contati ma non vuole rinunciare al piacere di un tavolo confortevole e a una cucina di alta qualità? Spesso il ristorante classico viene scartato per il timore di spendere troppo o, peggio, di restare ‘sequestrati’ al tavolo per ore. Di contro, ripiegare su un bar o un fast food significa il più delle volte arrendersi all’idea di consumare junk food o di accontentarsi di un piatto pronto riscaldato al microonde. Lo chef Corrado Parisi, anima creativa di Benso, ha trovato la soluzione in un format innovativo e unico in Italia: il pranzo a tempo.

Lo chef Corrado Parisi, Ristorante Benso, Bologna.

Qualità, prezzo e tempo, l’equazione perfetta

Il format coniuga qualità, prezzo e gestione del tempo, offrendo tre diverse profondità di esperienza culinaria. Se si hanno a disposizione solo 30 minuti, lo chef propone un primo piatto accompagnato da pane, acqua in bottiglia da 0,25 cl e caffè al costo di 14 euro. Se il tempo sale a 45 minuti, la proposta si arricchisce con l’aggiunta di un antipasto e la scelta tra un primo o un secondo, sempre comprensivi di acqua e caffè a 18 euro. Per chi infine può dedicare al pranzo un’intera ora, il menù diventa completo: antipasto, primo e secondo, acqua e caffè a 24 euro.

Occhio al tempo… anche nella prenotazione

Il menù cambia ogni settimana e, per ottimizzare ogni istante, Parisi ha introdotto un sistema di prenotazione ‘salva-tempo’: è possibile ordinare i piatti in anticipo indicando l’orario preciso di arrivo. In questo modo, appena seduti, il servizio ha inizio immediatamente, permettendo di recuperare i minuti solitamente dedicati all’ordinazione e di godersi appieno la pausa.

Risotto alla zucca mantecato alla birra IPA, nocciole, pecorino e anguilla affumicata.

Mangiare bene anche in poco tempo

“L’obiettivo non è diventare competitor dei locali per i quali la pausa pranzo è il core business – spiega lo chef Corrado Parisi –, ma dimostrare intanto che si può mangiare bene anche con poco tempo a disposizione, senza bisogno di ripiegare nei fast food o di optare sempre per una pizzetta al taglio o un panino in piedi. Inoltre, è un modo per avvicinare un pubblico ampio a un ristorante di alta cucina, di cui si possono godere l’atmosfera e la cura nel servizio. Questa attenzione viene naturalmente mantenuta anche a pranzo, con una cucina più semplice di quella serale, ma con un elevato standard di qualità della materia prima e cura nella presentazione”.

Benessere ed equilibrio nutrizionale

Non si tratta solo di velocità, ma di salute. Parisi, con un background che unisce la precisione della pasticceria agli studi in Ingegneria Alimentare, propone menù settimanali nutrizionalmente bilanciati. Un pranzo da 45-60 minuti si attesta sulle 700-800 calorie, mentre il piatto unico del menù da mezz’ora garantisce circa 600 calorie: l’apporto ideale per tornare al lavoro carichi di energia ma senza la pesantezza tipica dei pasti frettolosi. “Oggi si tende a dare molta importanza al prezzo e meno al tempo – continua Parisi – ma il tempo è prezioso e può essere ottimizzato bene mangiando con qualità. Tanto è prezioso il tempo, quanto deve essere preziosa la cura della nutrizione quotidiana. Per questo i nostri piatti sono studiati per essere equilibrati e dare il giusto apporto calorico per arrivare bene alla cena”.

Interni del Ristorante Benso, Bologna.

Un precedente illustre

Un approccio di questo genere, seppur in un contesto differente, era stato avviato nel 2017 da Heinz Beck con Attimi, in partnership con Chef Express (società del Gruppo Cremonini) all’aeroporto di Fiumicino. Considerando che i viaggiatori hanno spesso i minuti contati in attesa del volo, erano stati creati tre diversi “menù a tempo” per offrire la possibilità di mangiare fast con una qualità slow. Quel progetto, chiuso a causa del calo del traffico aeroportuale durante la pandemia, trova oggi una nuova e riuscita interpretazione urbana grazie a Parisi, dimostrando che l’accuratezza e la qualità possono, e devono, saper dialogare con la frenesia della contemporaneità.

 

 

La birra artigianale continua a crescere: consumi a +5%

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La birra artigianale continua a crescere nei consumi fuori casa (+5% rispetto al 2024). È uno dei principali dati emersi dal panel “Cosa ci ha insegnato il 2025. Abitudini, trend e aspettative nei consumi di birra e cibo fuori casa”, andato in scena a Beer&Food Attraction, in corso alla Fiera di Rimini fino a domani 17 febbraio e organizzato da Italian Exhibition Grorup. I dati Circana CREST, esposti da Matteo Figura (Direttore esecutivo Foodservice Italia di Circana), indicano una tenuta complessiva del consumo di birra nel canale horeca, accompagnata però da una crescita delle referenze artigianali e speciali.

Nell’analisi non è mancato un riferimento all’inasprimento del nuovo codice della strada: sul fronte dei comportamenti, il 20% dei consumatori dichiara una maggiore attenzione all’assunzione di alcol rispetto a un anno fa. Anche se a domanda specifica, il 13% a maggio ribadiva di aver ridotto la frequenza di bar e ristoranti a causa della nuova legge, mentre a gennaio la quota era scesa all’8%.

Citando i dati Confcommercio, è emerso che il contesto macroeconomico mostra comunque segnali di maggiore fiducia: a dicembre i consumi natalizi sono cresciuti del +2,8% reale per famiglia rispetto al 2024, mentre il Black Friday raggiunge un valore di 4,9 miliardi di euro, in aumento del +19,5% a valori correnti. Anche la mobilità registra segnali positivi, con un +4,9% di viaggiatori italiani nel ponte dell’Immacolata.

Oltre a un’ultima curiosità segnalata sempre dall’analisi Circana: un aumento dell’85% delle visite con consumo fuori casa presso cinema e teatri a dicembre 2025, trainati naturalmente dalla concomitanza delle festività con film di grande successo che hanno avuto grande successo (+37% sul 2024 e cifre anche superiori al pre-pandemia); occasioni in cui la birra continua a giocare un ruolo chiave nei momenti di socialità.